SE IO FOSSI SENATORE…

[nella foto: Jamal Khashoggi, editorialista del “Washington Post”, assassinato e fatto a pezzi (letteralmente) dal regime di bin Salmān, uno dei fiori più raffinati del “nuovo rinascimento” saudita]

Se io fossi Senatore, di un qualsiasi Gruppo politico, e tenessi alla dignità personale e dell’Istituzione in cui opero, e fossi assegnato alla Commissione Difesa, alla prima riunione presente Matteo Renzi, mi alzerei e me ne andrei. Motivazione: “io non discuto di questioni di difesa nazionale, che possono essere anche delicatissime, di fronte a uno che prende soldi da un paese totalitario”.

Ovviamente, la stesso ragionamento avrebbe dovuto essere fatto dopo il coinvolgimento di Salvini nella vicenda Savoini, in cui il leghista avrebbe concordato un affare sulla vendita di gasolio, poi non andato in porto, con venditori putiniani che avrebbe prodotto una plusvalenza di 60 milioni di euro destinata al finanziamento della “Lega per Salvini presidente”. Savoini è indagato per corruzione internazionale e Salvini siede nella Commissioni Esteri del Senato.  

2 commenti su “SE IO FOSSI SENATORE…”

  1. E dei rapporti di Berlusconi con Putin? Anche lì ci sarebbe da scrivere pagine e pagine, ma evidentemente ai quotidiani d’opinione la cosa non e’ mai interessata. Del resto l’Italia è tutta uguale, in magistratura i magistrati si scelgono in base alla loro coloritura ideologica o all’appartenenza a varie consorterie, nelle aziende private i manager si scelgono in base alle segnalazioni dei genitori (Calenda docet) e nell’editoria – morti Biagi e Montanelli – i giornalisti dei quotidiani in base ai legami con i politici che li avevano svezzati sin da giovani. Si capisce ora perché l’Italia è un paese in completo declino ?

  2. Quando si dice che la classe non e’ acqua. Il premier Conte, che non e’ parlamentare, dopo aver assunto l’incarico, ha sospeso l’attivita’ professionale fatturando tutti gli onorari maturati affinche’ non sorgesse il minimo dubbio su eventuali conflitti di interesse fra le pratiche seguite nel suo studio legale e le proprie azioni di governo o legislative. Renzi invece, non contento degli emolumenti da senatore, racimola soldi a tuttospiano (per restituire il mutuo a sua volta stipulato per pagare l’amico che gli aveva fatto prestito?) tenendo conferenze in paesi con una legislazione feudale nelle quali snocciola le stesse banalita’ con cui ha intortato a suo tempo i 9/10 del pd. Quel che sorprende e’ che ci sia ancora un italiano su dieci che da credito ad un signore di tal fatta.

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