IL GOVERNO DEL RITORNO

Giuro che è vero.

«URGE IL RITORNO DI FORMIGONI PER DIFENDERE LA DEMOCRAZIA».

Cosi titola in prima pagina Vittorio Feltri su “Libero”.

Sìììììììììììììììììì. La democrazia è oggi in pericoloooo: è necessario il ritorno nell’agone politico di un corrotto condannato, prima, a 7 anni e 6 mesi di reclusione, poi ridotti per prescrizione a 5 anni e 10 mesi. Più ad alcune decine di milioni per danno erariale. Ovviamente, non essendo Formigoni un ladro di polli ma un ciellino col colletto bianco e vestito in celeste come tutti i berlusconiani, non può stare più di qualche mese in un posto cosi desolato e destinato ai poveracci com’è la galera, e così il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha deciso di concedergli la possibilità di scontare la pena a casa di un suo amico. Un piccolo scandalo, cui la Corte di Cassazione ancora non ha messo fine, col rischio di confermare il pregiudizio che in Italia la Giustizia non “è uguale per tutti”.

Ma così rende possibile che il popolo tutto della redazione di “Libero”, in stato di ubriachezza, implori il ritorno del Celeste per restaurare la democrazia ormai compromessa. Dopotutto se i corrotti come Formigoni e i corruttori si facessero un loro partito, sicuramente avrebbero la maggioranza. Ma Formigoni ce la farebbe da solo? Il problema è grosso, avrebbe bisogno di chi lo potesse aiutare. Suggeriamo un bel “governo del RITORNO”, con Salvini agli Interni, Previti alla Giustizia, Dell’Utri al Mezzogiorno, Fontana alle Regioni, Bossi alle politiche comunitarie, Feltri a Stampa e Propaganda, Tremonti al Tesoro, Gallera alla Sanità, il Trota al Lavoro, Gelmini alla Cultura.

Lo so, manca un nome, ma Egli deve restare a disposizione per il Colle più alto.

la lepre marzolina – venerdì 28 agosto 2020

Un commento su “IL GOVERNO DEL RITORNO”

  1. Caro Enzo,
    l’ipotetico governo che hai immaginato, potrebbe non avere la maggioranza: pensi forse che la sinistra lascerebbe facilmente la preda agli avversari?
    Meglio ipotizzare un governo di “unità nazionale…” con una equa ripartizione dei ministeri fra destra e sinistra ove, credimi, non mancherebbero certo personalità di spicco adatte alla specifica compagine governativa.

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