la giornata particolare di due elettori alle prese col rosatellum

di antonio caputo – d’intesa con enzo palumbo – (con una postilla)

Senza consultarci, io e l’amico Enzo Palumbo abbiamo vissuto la stessa esperienza, a Torino ove voto io, quartiere crocetta, e a Messina, città di Enzo .

Una giornata particolare e un gesto di modesta disobbedienza civile condiviso, dalle Alpi al (quasi) Lilibeo!

Attaccati al diritto di voto, il primo e fondamentale diritto politico in democrazia.

Al punto di avere impugnato a suo tempo l’infausto e temerario Italicum, dinanzi ai tribunali di Torino e Messina, i primi a rimettere quella legge alla Consulta che poi ne dichiarò l’incostituzionalità: in quanto lesiva del diritto ad un voto libero, diretto ed uguale, sancito dall’art.48 della costituzione.

Con il Rosatellum la musica non è cambiata: ancora nominati, niente voto disgiunto, elenchi di facciata di candidati senza preferenze, multicandidature a iosa, complicare traslazioni del voto verso sconosciuti e così via.

Come stanno sperimentando gli elettori.

Chissà quando riusciremo a recuperare un sano rapporto tra elettori cittadini ed eletti (non nominati) e ad avere partiti retti da regole democratiche capaci di selezionare e far crescere un ceto politico idoneo e interessato al bene della comunità !

Votando, esercitiamo un diritto fondamentale della democrazia che le dittature non consentono, quel diritto ci è stato dato con la Costituzione del 1948 e non possiamo non esercitarlo, anche come protesta e anelito per una diversa legge elettorale che ci consenta di scegliere i nostri rappresentanti, evitando di subire la prepotenza della oligarchia di partiti che devono e non riescono ad autoriformarsi, en attendant da 70 anni l’attuazione dell’art.49 della costituzione.

Che senso ha l’elenco di candidati presenti sulla scheda ?

se:

1. non è possibile esprimere preferenze pena la nullità del voto.

2. non è detto che i candidati del mio collegio beneficino del mio voto che può premiare candidati di altri collegi?

Tanto valeva dirci: vota il partito poi ci pensiamo noi …”cosa nostra”.

Credo che anche i grandi opinionisti della stampa e i conduttori dei tanti talk show andando a votare provino rimorso per non essersi opposti per tempo nettamente al ridicolo e ad un tempo orrido e sconclusionato Rosatellum.

Per parte nostra lo abbiamo impugnato in diverse sedi giudiziarie, a giorni si attende la decisione del tribunale di Messina, affinché nuovamente intervenga la Corte costituzionale.

Oggi, siamo stati presi da un dilemma angosciante: non votare per ragioni di principio e di repulsione alla grande frode di questa legge o esercitare comunque il nostro diritto, che è dovere civico repubblicano?

Votare tout court o reagire contro chi violenta la nostra libertà di scelta ?

Si affollavano dentro di noi impulsi contrastanti e ci è parso di sentire il motto gobettiano:

“Cosa ho a che fare io con gli schiavi?”

 Avendo nella mente il mazziniano art. 48:
“S
ono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. il suo esercizio è dovere civico.”

Abbiamo allora fatto il nostro dovere ed esercitato il nostro diritto.

Contestualmente abbiamo fatto verbalizzare dai presidenti dei nostri seggi, non senza qualche esitazione a Torino dello stesso, una dichiarazione sintonica.

Enzo Palumbo così: “… nella qualità di cittadino elettore nella sezione 186 di Messina, chiede che venga messa a verbale la sua protesta per il fatto che le modalità di votazione prescritte dall’attuale normativa elettorale non consentono di esprimere un voto diretto e libero come previsto dagli articoli 48 e 58 costituzione, dichiara comunque che eserciterà ugualmente il suo diritto di voto, in quanto dovere civico ai sensi dell’art.48 2° co. costituzione”.

Io a Torino, seggio 52: “.. dopo avere esercitato il proprio diritto di voto… dichiara di protestare contro le modalità e operazioni di voto che non consentono l’espressione di un voto diretto e libero ai sensi dell’art.48 della costituzione…”.

Un grido di dolore!

Come il mugnaio tedesco di Brecht, troveremo il nostro giudice, anche se hanno fatto di tutto per disamorarci di questa bella cosa, che è la democrazia

 [Postilla: Quanti sono gli elettori che nel chiuso del seggio si sono chiesti: ma chi sono gl’imbecilli che hanno imposto questa truffa incomprensibile? Costoro come pretendono di governare quando non riescono a fare alcunché senza anteporre il loro gretto interesse personale?

Costoro sono riconoscibili perché sono talmente impudichi che, i loro imbrogli, li compiono alla luce del sole, avendo perduto ogni sensibilità democratica e ogni pudore umano. I loro nomi? Matteo Renzi, che violando lo statuto del suo partito si è fatto la sua riformetta da Giglio Magico (peraltro sbagliando i conti) e si è “nominato” direttamente tutti i parlamentari del suo partito; Paolo Gentiloni, che mentì al Parlamento, quando nel discorso programmatico del suo governo affermò che mai l’Esecutivo sarebbe intervenuto sul testo della riforma elettorale, e invece per farla approvare pose otto volte il voto di fiducia; il presidente Sergio Mattarella, che dopo aver firmato già una legge elettorale dichiarata poi incostituzionale (Italicum), con grande leggerezza ha ratificato questa seconda riforma evidentemente senza neppure leggerla. (e.ma.)]

 

Un commento su “la giornata particolare di due elettori alle prese col rosatellum”

  1. Come darvi torto? Anche io sono rimasto sconcertato davanti alle due schede elettorali per la Camera e il Senato. Ho votato solo la lista, non tanto per evitare di sbagliare, ma proprio perché non volevo indicare nessuna preferenza nei confronti di candidati piovuti dall’alto!

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