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PROFESSIONALITA’ GEDI

1. Oggi il Fondatore, prima pagina di Repubblica, scrive che il Cavour “fece il trasferimento da Torino a Firenze della nostra capitale”.  Peccato che Cavour sia morto nel 1861  e la capitale fu trasferita a Firenze nel 1865.  E già basterebbe. Ma uno si potrebbe chiedere, per salvare il Fondatore, se Cavour non avesse programmato il trasferimento a Firenze. Assolutamente no. Infatti, Cavour, prossimo alla fine dei suoi giorni, dichiarò che Roma dovesse essere la capitale italiana (1961). Firenze invece saltò fuori, tra altre ipotesi che escludevano Roma, in conseguenza di un accordo con i francesi (1864)  che difendevano il papa dai perfidi italici.  Ci furono anche dei moti di protesta a Torino, con 20 morti. Per loro era o Roma o Torino.
2. : “Repubblica” ha sbagliato completamente impaginazone, saltando pagina sinistra/pagina destra, nella seconda parte del quotidiano.

EFFETTO SERRA

L’editoriale di Eugenio Scalfari su “la Repubblica” della domenica non ce lo perdiamo mai e dobbiamo dire che, da quando è passato dalla prosa alla poesia, vi si respira un’aria nuova, più frizzante, addirittura capace di far strabuzzare gli occhi.

Domenica 1 settembre poi non abbiamo davvero creduto ai nostri occhi. Quando, facendo riferimento ad “alcuni nomi di personalità di grande rilievo” del ventesimo secolo ha fatto questo elenco, testuale: “Giustino Fortunato, Francesco De Sanctis, Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Ugo Foscolo, Vittorio Alfieri,Ludovico Ariosto, Torquato Tasso e infine Giuseppe Mazzini e la sua ‘Giovane Italia’.”

Sarà colpa del cambiamento climatico?

red

Le “fake news” di Scalfari su papa Francesco

di  piergiorgio odifreddi

Oggi è la Giornata Mondiale del Fact Checking, e vale la pena soffermarsi su una straordinaria serie di fake news diffuse da Eugenio Scalfari negli anni scorsi a proposito di papa Francesco, l’ultima delle quali risale a pochi giorni fa.

Com’è ormai noto urbi et orbi, Scalfari ha ricevuto nel settembre 2013 una lettera dal nuovo papa. Fino a quel momento, per chi avesse seguito anche solo di lontano la cronaca argentina, Bergoglio era un conservatore medievale, che nel 2010 aveva scandalizzato il proprio paese con le proprie anacronistiche prese di posizione contro la proposta di legge sui matrimoni omosessuali, riuscendo nell’ardua (e meritoria) impresa di coalizzare contro di sé un fronte moderato che fece approvare in Argentina quella legge, ben più avanzata delle timidi disposizioni sulle unioni civili approvate nel 2016 in Italia.

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