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SALVINI PORTA JELLA?

Oddio che brutte giornate per Salvini.  Scende in guerra contro la marina militare  italiana e viene affondato. Si getta a capofitto contro la matematica ma si sa che i numeri hanno la testa dura. I suoi amici sovranisti europei sbeffeggiano l’italia e sono proprio loro ad essere i più accaniti avversari  della sua politica (si sa che i nazionalisti non si amano tra loro). I cechi indicano addirittura l’Inferno  come meta finale del governo giallo-nero. Deve cacciare sul’unghia i soldi rubati da Bossi e da lui spesi, e i giornali pubblicano i suoi sotterfugi da casta ladrona e scoprono che la sua Lega – come  i sogni –  sta tutta in un cassetto. La sua stella cometa, il populista Trump, ci dichiara suoi “nemici”  (si sa che i populisti non si amano tra loro). Poi la débacle finale: pomposamente e con raro senso di maleducazione per un uomo delle istituzioni dichiara che va a Mosca per “gufare”  contro la Francia e il suo odiato Macron gli rifila quattro goal. A molti viene il sospetto che, oltre ad essere farsescamente ducesco e incapace, non è che porta jella…

la lepre marzolina – 15 luglio 2018

LA TRUFFA

di riccardo mastrorillo

In un crescendo di innovative prassi istituzionali il Movimento 5 stelle e la Lega hanno predisposto un contratto di governo e hanno indicato Giuseppe Conte come presidente del Consiglio. Il Presidente Mattarella, vincendo qualche riserva sul fatto che il candidato non fosse un politico e poteva apparire debole, non essendo espressione diretta di un voto popolare,  ha affidato a Conte l’incarico di formare un Governo.  Abbiamo seguito in questi giorni le ricostruzioni dei retroscena e soprattutto la delicata questione del nome di Savona a Ministro dell’Economia. La Costituzione prevede all’articolo 92 che «Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri». Già la conoscenza della lingua italiana, potrebbe sovvenire per comprendere l’assoluta correttezza formale del comportamento di Mattarella, ma svariati e anche recentissimi precedenti, in merito al fatto che, rientra nelle prerogative del Presidente della Repubblica quella di contestare i nomi dei ministri proposti, aiutano a capire che in questa vicenda parlare di messa in stato d’accusa del Capo dello stati ci pare francamente ridicolo.

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L’IDOLO IMMONDO

Quindi Mattarella ha dissepolto Einaudi. Ne siamo contenti. Ugualmente siamo felici quando un personaggio come Salvini, che pensavamo ignorantissimo, dimostra di aver orecchiato il vecchio Einaudi. Al punto di correggere il presidente della repubblica: “Ma Einaudi va letto tutto, scrisse di un Paese fondato sull’autonomia”. Quanto è vero. Ha proprio ragione Salvini: Einaudi va letto tutto, anche le centinaia di pagine che scrisse dalla prima guerra mondiale in poi sulla necessità storica  di un’Europa federata e contro i danni del nazionalismo. Fino a raccomandare di fugare “dal cuore degli uomini l’idolo immondo dello stato sovrano”. Capito, caro lepenista?