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A CASA SUA SI TRUFFA?

Arrivato sul fondo, Salvini sta continuando a scavare nel pozzo della demagogia, della volgarità, del degrado politico, della propaganda squallida. Dopo il fallimento del Papeete, dove ha dimostrato tutta la sua capacità politica, il Capo della “Lega per silvio pellico premier” ormai si sta cercando un lavoro come vice di Giletti o di Feltri. Ci meravigliamo soltanto che gli italiani in frotte, con telecamere e forze dell’ordine, non suonino al  suo citofono per chiedergli: “A casa sua si truffa?”.

La demolizione delle istituzioni

c’era un folle che, per paura di essere defenestrato dal terzo piano, decise di demolire l’intero palazzo…

di riccardo mastrorillo

Avevamo salutato la nascita del governo Conte 2, come reazione democratica a chi chiedeva i “pieni poteri”. Il rischio di una deriva populista, illiberale e indemocratica, ci apparse lo scorso agosto più evidente, per la salute pubblica, dell’aumento dell’Iva o del paventato “esercizio provvisorio”. Continua la lettura di La demolizione delle istituzioni

DOV’E’?

I soliti criticoni fanno notare che Salvini ha cancellato la presenza della candidata Borgonzoni da quasi tutti i suoi comizi. Dicono, per non fare brutta figura. Ma non è vero. E’,  il suo, un vero gesto di gentilezza: lascia alla candidata della Lega  il tempo di consultare vari atlanti prima del voto per scoprire finalmente dove sia l’Emilia-Romagna. 

la lepre marzolina –  giovedì 16 gennaio 2020

“VALORE AGGIUNTO”

Ha ragione Salvini quando chiede l’abolizione dei “senatori a vita”? Non servono a nulla. Soltanto la Costituzione evidentemente li considera un “valore aggiunto” . Vengono nominati “per avere illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Ma secondo il Capo dei Capi della “Lega per Salvini premier” sono solo «la casta della casta della casta». Quella del senatori a vita è una «figura assolutamente superata nella storia della nostra Repubblica» perché «non si può lasciare in mano a dei senatori a vita pro tempore, che vengono quando hanno tempo». Molto meglio la figura dei Capi che non hanno tempo mai (secondo OpenPolis, Salvini dall’11 settembre non ha partecipato ad alcuna votazione del Senato).

E poi questa storia di illustrare la Patria è sempre soggettiva. Facciamo degli esempi. Chi “illustra” meglio i valori della Liguria? Il senatore a vita Renzo Piano (architetto) o l’ex viceministro leghista alle Infrastrutture Edoardo Rixi (condannato a Genova a tre anni e cinque mesi per peculato)? O ancora: chi illustra di più il popolo sovranista? Liliana Segre o il sottosegretario leghista Armando Siri, (che ha patteggiato per bancarotta fraudolenta)? L’estrema destra ha idee chiare su chi può dare un vero “valore aggiunto” al nostro paese: certamente no un  Eugenio Montale qualsiasi. Vuoi mettere invece un Giancarlo Pittelli, ex senatore di Forza Italia passato nel 2017 a Fratelli d’Italia, recentemente arrestato nella retata contro la ‘ndrangheta, che fu giudicato da Meloni  appunto «un valore aggiunto per Fratelli d’Italia»?

PER MOBUTU PREMIER

È stato un vero screanzato Gad Lerner  a scrivere che neppure Péron e de Gaulle osarono dare il proprio nome al loro partito, anche se più personale non potesse essere. Come, invece, ha fatto lo Statista del Papeete, un ex padano secessionista convertitosi opportunisticamente al sovranismo. A Colombey-les-deux-Eglises ci sarà stato un certo subbuglio, le Général – dall’alto della sua storia per certi versi gloriosa – sicuramente non l’avrà presa bene: essere paragonati a Salvini non farebbe piacere a nessuno ma addirittura essere superati in sfacciataggine autoritaria è troppo.

Allora ci siamo messi a fare una rapida ricerca sui precedenti della rivoluzione “democratica” di Salvini. Purtroppo non abbiamo trovato alcuno che possa competergli. Non azzardarono tanto neppure Mussolini e Hitler, che proprio umili non erano. Invece il nostro aspirante ai «pieni poteri», ancora prima di conquistarli, sbruffoneggia impudicamente col presepe in mano. Figuriamoci, dio non voglia , che la dabbenaggine consolidata dei suoi avversari e dei politici di ventura che si aggirano in Parlamento non gli regali davvero il paese.

Il personaggio storico che, per modestia, in qualche modo si avvicina di più a Salvini è quel Mobutu Sese Seko Kuku Ngbendu Wa Zabanga (letteralmente : “Mobutu, il guerriero che va di vittoria in vittoria senza che nessuno possa fermarlo”) che fu per qualche anno dittatore dello Zaire e che i malevoli accusarono non solo di uccidere i suoi avversari, ma di mangiarseli. Ma no, neppure Mobutu  si adatta perfettamente, perché evidentemente persino lui trovò troppo ridicolo mutare il nome del suo “Movimento Popolare della Rivoluzione” in “Lega per Mobutu premier”.