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RIAPERTURE

Renzi vuole assolutamente la riapertura delle scuole. Lo capiamo: finalmente ne sente il bisogno. Invece Salvini , che da assenteista cronico non si era accorto che il parlamento non aveva  mai chiuso, ha strillato per la sua riapertura. Aveva bisogno urgente di  espellere  la sua esternazione scatologica.

la lepre marzolina – domenica 29 marzo 2020

È INTOLLERABILE L’IGNORANZA DI SALVINI

di beatrice brignone (Possibile)

Quest’anno ci siamo avvicinati all’8 marzo con le dichiarazioni di Matteo Salvini sull’aborto, gravissime e strumentali. Di fronte a consultori sempre più depotenziati, all’aumento dei medici obiettori, alla mancanza di politiche per le famiglie, è necessaria una risposta a chi parla ignorando la legislazione in vigore, colpevolizzando chi non vuole affrontare una gravidanza, mettendo in discussione il diritto di scelta delle donne.

Per rispondere alle sue parole, per ristabilire un minimo di verità, va fatta chiarezza:

1) Nessuna donna abortisce in Pronto Soccorso: l’interruzione volontaria di gravidanza è regolata da 40 anni dalla Legge 194, che prevede un percorso lungo e tortuoso: bisogna presentare un certificato di gravidanza, poi c’è un colloquio obbligatorio con un medico, che è tenuto per legge a esaminare con la paziente possibili alternative. Poi sette giorni obbligatori di attesa. Infine l’operazione.

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MAGNAGATI

L’uno-due dei presidenti di regione Lombardia e Veneto, i fiori all’occhiello della Lega, pone agli italiani  un dubbio: ma è questa la classe dirigente che produce la padania? Alcuni illusi, costretti a deprecare almeno dentro di sé le esternazioni troglodite di Salvini, si dicevano: “sì vabbè, ma c’è anche il leghismo in doppiopetto”. E poi all’improvviso Fontana con la mascherina si mostra al mondo intero a spargere panico come l’ultimo degli untori, e Zaia lo supera di gran lunga uscendosene in televisione con una dichiarazione di guerra alla Cina: «In Veneto ci sono solo 116 positivi perché il nostro popolo ha una cultura dell’igiene elevata. Anche dal punto di vista dell’alimentazione. La Cina ha pagato un grande conto, perché comunque li abbiamo visti tutti mangiare i topi vivi». Non si era mai vista una montagna di stupidità così eccelsa, e anche così impregnata di masochismo: come spiega Zaia che, mentre Napoli è – come racconta Salvini –  un abisso di lerciume (1) però ha solo una manciata di malati da coronavirus,  invece il suo Veneto, pieno di zone rosse, è uno dei due focolai d’Italia? Eppure, come ha voluto precisare, i veneti si fanno addirittura la doccia. 

Ma noi sappiamo come si spiega la contraddizione: i veneti “li abbiamo visti tutti mangiare” i gatti vivi….

La lepre marzolina – sabato 29 febbraio 2020

  • 1) Il 17 febbraio Matteo Salvini ha esternato: «Ho fatto un giro al centro di Napoli: sembrava un bivacco, un campo rom, materassi, sporcizia, immondizia, gente che pisciava per strada alle tre del pomeriggio…».

CHI È VERAMENTE DIEGO FUSARO

Davvero arroganti e imprudenti, questi ragazzotti che si auto proclamano filosofi pur non avendo scritto un solo libro di teoria filosofica, ma che diventano noti perché propagandati da talk show per casalinghe. E non sono nemmeno originali: già ai miei tempi, nell’Università di Roma i fascisti, nell’euforia del ’68, inventarono un movimento chiamato “nazimaoismo”. Che raccoglieva tutto il pattume di due dittature terrificanti. Rieccoli.

Ugualmente Diego Fusaro, filosofo televisivo di estrema destra-sinistra, fa la sua crociata contro quel mostro del capitalismo, contro quella strega della globalizzazione, contro i complotti che dominano il mondo. Il tutto  nel nome dello stalinismo, del fascismo anticapitalistico e di tutte le bufale che invadono la Rete. Siamo sicuri, il suo prossimo passo sarà l’adesione al terrapiattismo.

Veramente tragica e divertente è la sua scivolata di oggi:

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la domanda giusta

[Nella foto, Matteo Salvini con Alexander Dugin, ideologo di Putin e fondatore del partito nazional-bolscevico]

di enzo marzo

È l’”uovo di Colombo”, ma nessun politico e/o giornalista da anni sa far reggere in piedi sul tavolo un uovo. La nuova Cristoforo Colombo è Elly Schlein, la giovane “Coraggiosa” che ha preso il massimo delle preferenze in Emilia-Romagna. Semplice, spiega lei: «Bisogna fare la “domanda giusta”». E ha dato l’esempio affrontando Salvini per chiedergli: «Ma perché per 22 volte non ti sei presentato alle riunioni sui negoziati di Dublino?». E Salvini fa scena muta. Bocciato.

In questi ultimi due anni quante domande avrebbero potuto rivolgere al Demagogo dell’estrema destra i nostri assonnati politici o coloro che lo dovrebbero fare per professione e invece sono imboscati nella nebbia del potere, al motto di “non si sa mai”?. Elly Schlein non lo afferma espressamente ma sottintende che, se nessuno fa la “domanda giusta”, vuol dire che c’è una rete soffocante di complicità che stringe politica e informazione, anche quella politica e quella informazione che nel teatrino della comunicazione recitano (male) il ruolo dei due avversari che imprecano l’un contro l’altro, ad uso della massa che deve restare sempre più immersa nell’ignoranza fino alla cima dei capelli. 

Le domande giuste sono anche quelle semplici. E ce ne è per tutti.

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