Archivi tag: Renzi

La crisi dei partiti la crisi del paese

di riccardo mastrorillo

apriamo un consultorio per politici disorientati

Le dimissioni, apparentemente irrevocabili, di Nicola Zingaretti, da segreario del Partito democratico disvelano, se ancora ce ne fosse bisogno, il declino assoluto della politica e dei partiti nel nostro paese. Le analisi superficiali e miopi dei media e degli stessi dirigenti politici assegnano la responsabilità della crisi alle divisioni interne, alle correnti, ai personalismi e magari a qualche congiura promossa da un complotto internazionale. La crisi è banalmente prodotta dall’assenza totale della politica. Continua la lettura di La crisi dei partiti la crisi del paese

SE IO FOSSI SENATORE…

[nella foto: Jamal Khashoggi, editorialista del “Washington Post”, assassinato e fatto a pezzi (letteralmente) dal regime di bin Salmān, uno dei fiori più raffinati del “nuovo rinascimento” saudita]

Se io fossi Senatore, di un qualsiasi Gruppo politico, e tenessi alla dignità personale e dell’Istituzione in cui opero, e fossi assegnato alla Commissione Difesa, alla prima riunione presente Matteo Renzi, mi alzerei e me ne andrei. Motivazione: “io non discuto di questioni di difesa nazionale, che possono essere anche delicatissime, di fronte a uno che prende soldi da un paese totalitario”.

Ovviamente, la stesso ragionamento avrebbe dovuto essere fatto dopo il coinvolgimento di Salvini nella vicenda Savoini, in cui il leghista avrebbe concordato un affare sulla vendita di gasolio, poi non andato in porto, con venditori putiniani che avrebbe prodotto una plusvalenza di 60 milioni di euro destinata al finanziamento della “Lega per Salvini presidente”. Savoini è indagato per corruzione internazionale e Salvini siede nella Commissioni Esteri del Senato.  

Il caso Renzi-Riad: sottomettersi o dimettersi (con una nota di e.ma.)

[Critica liberale considera che lo scandalo Renzi-Arabia saudita, di inaudita gravità, avrebbe dovuto trovare una conclusione subito dopo la denuncia del caso. Il parlamento è rimasto aperto anche durante le dimissioni di Conte e sarebbe stato doveroso da parte della Presidenza del Senato avviare un chiarimento nell’aula di Palazzo Madama. Ciò non è avvenuto. Dopo il voto di fiducia al Governo Draghi, non si può perdere altro tempo e soprattutto il caso non può essere giudicato concluso in seguito a qualche dichiarazione stampa, ma deve essere discusso in sede parlamentare perché coinvolge in maniera assai grave un senatore della Repubblica.  Magari avessimo, sul centro-sinistra o  sulla sinistra, un partito che facesse politica, e sarebbe il massimo che la facesse in modo rigoroso!!!!!  e.ma.]

di luigi ferrajoli & gian giacomo migone

Che la crisi di governo, in questo momento  storico e nelle evoluzioni a dir poco ambigue di queste ore, costituisse un attentato alla salute pubblica con ogni probabilità era chiaro persino a colui che l’ha provocata. Configurando anche un vulnus della democrazia italiana, dopo quanto egli ha detto e fatto a Riad.
E che sta lentamente diventando consapevolezza collettiva, malgrado il diffuso silenzio mediatico.
Non si tratta soltanto di sfacciato conflitto d’interesse su
scala internazionale da parte del capo di un partito politico
decisivo ai fini della sopravvivenza della maggioranza esistente. Sarebbe ipocrita asserire che non siano esistiti e
che non esistano casi analoghi nel nostro parlamento.
L’elemento di novità consiste, però, nella pubblica
ostentazione, tale da creare un precedente se non adeguatamente stigmatizzata, della propria adesione, in quanto parlamentare dello Stato italiano, ad un costituendo istituto con finalità di affari, pro- mosso e finanziato da un altro Stato (il «Future Financial Initiative», promosso dall’Arabia Saudita).

Continua la lettura di Il caso Renzi-Riad: sottomettersi o dimettersi (con una nota di e.ma.)

ATTENZIONE! ARRIVA IL PATRIOTA

[17-01-2021 h.19.30] [e.ma.] Finalmente un po’ di chiarezza in questa non-crisi lunare. Renzi, dopo aver detto tutto e il contrario di tutto e dopo aver accusato Conte  per il “vulnus alle regole del gioco” (ovviamente da lui e dalla sue ministre votato passo passo), oggi si dichiara “Patriota”. Con l’acqua alla gola e con un discredito planetario, non è che tenta un ultimo passo:  marciare verso la “Sciamana”?

PAPEETE DUE. CRISI? MA QUALE CRISI?

[h.16.09] [e.ma.] Non mi dilungo in un giudizio su Renzi per non turbare la sensibilità dei lettori e per non violare il codice penale. Chi è Renzi ormai lo sanno tutti, anche all’estero. Persino il Pd. Persino la Destra, per cui egli sta lavorando da anni sotto la guida di Verdini. Ormai lo definiscono «un bullo» [vedi “la Verità” e “La Repubblica 3.0”]. Non mi dilungo nel descrivere la situazione di crisi sanitaria ed economica del paese perché ci stiamo immersi fino al collo. Noi abbiamo sempre criticato Conte su singole decisioni, ma tenendo conto delle forze in campo e del pericolo rappresentato dall’estrema destra antieuropea e razzista. Non siamo stati mai contro il governo in modo aprioristico. Per esserlo avremmo dovuto indicare una proposta alternativa. Ma questa non c’è. Inoltre, realisticamente, questo è il miglior governo possibile, Conte ha fatto miracoli date le carenze della burocrazia, la guerra furiosa dell’opposizione (caso unico in Europa), la corruzione generalizzata e una sanità pubblica ridotta a pezzi. La gestione della pandemia in mano ai negazionisti e a gente come Fontana + cognato-Gallera-Zangrillo-Bertolaso fa rabbrividire; i rapporti con l’Europa in mano ai sovranisti nostrani ci avrebbe sprofondato e ci sprofonderebbe in un pozzo di miseria senza fondo.

E allora la crisi? Ma quale crisi? È obbligatorio arrivare al semestre bianco con questo Parlamento, eleggere un Presidente della Repubblica democratico, e poi vada come vada. Per ora si sono dimesse due ministre di un partitino alla ventura. Non le rimpiangiamo e andiamo avanti. Conte si presenti alle Camere e chieda il voto. Se in parlamento prevale il masochismo suicida e il sadismo nei confronti del paese, si va al voto. Vogliono sostituire la campagna vaccinale con la campagna elettorale? Ognuno si assuma le proprie responsabilità. 

I DUE BAFFI

Il travestimento del pagliaccio Renzi in Berlusconi è quasi completato. Con decenni di ritardo copia il Berlusconi 1.0 riesumando il progetto, tanto caro agli amici di Dell’Utri, della  costruzione del Ponte di Messina. Ho scritto “quasi”. Perché l’operazione sarà davvero conclusa quando giurerà che la renziana trasformista neo-fontaniana, Patrizia Baffi,  è la persona più coerente del mondo poiché è la nipotina  di un uomo di rigore come Paolo Baffi, rimpianto governatore di Bankitalia.

la lepre marzolina – lunedì 1 giugno 2020

RIAPERTURE

Renzi vuole assolutamente la riapertura delle scuole. Lo capiamo: finalmente ne sente il bisogno. Invece Salvini , che da assenteista cronico non si era accorto che il parlamento non aveva  mai chiuso, ha strillato per la sua riapertura. Aveva bisogno urgente di  espellere  la sua esternazione scatologica.

la lepre marzolina – domenica 29 marzo 2020

“ITALIA DEFUNTA”: AVANTI!, “La lotta dei lavoratori continua”

Abbiamo sempre disistimato Matteo Renzi, fin da quando accettò (da sindaco piddino) di farsi accompagnare da Verdini ad Arcore per omaggiare Berlusconi (presidente del consiglio berlusconiano). E da allora i due ospiti diventarono i mentori e i suggeritori di tutta la politica renziana contro il centrosinistra… Lo abbiamo attaccato duramente e abbiamo dato una mano per la sua sconfitta al referendum costituzionale. Per noi è semplicemente un avventuriero della politica, uno dei più squallidi tra quelli che hanno causato la rovina del paese.
Ma una cosa è svillaneggiarlo e un’altra dargli “l’abbraccio della morte”. Non siamo così malvagi. Per questo siamo amareggiati dalle ultime dichiarazioni di Giulio Di Donato a favore di Renzi, cui offriamo una completa e sincera solidarietà. Un poveraccio sgomita ogni giorno per raccattare a mala pena il 2-3% di consensi, con certa audacia intitola il suo cerchio magico “Italia viva”, e poi gli arriva un rottame tra i più squalificati della prima repubblica che lo riempie di lodi e lo affonda nell’”Italia defunta”.

Di Donato fu uno dei tre Vicerè (assieme ad altri due gentiluomini come Pomicino e De Lorenzo) che fecero per lunghissimo tempo il cattivo tempo a Napoli. Craxiano di ferro e vicesegretario del Psi, nel 2004 fu condannato a tre anni e quattro mesi per corruzione nel processo per le tangenti nella privatizzazione della nettezza urbana a Napoli. Ovviamente, uscito dal carcere e dai “domiciliari”, diventò – per meriti acquisiti – prima berlusconiano e poi mastelliano. Una vita così travagliata deve averlo segnato molto, al punto che ora sostiene l’unione tra il Psi e Renzi e rassicura i suoi amici berlusconiani e socialisti perché con Renzi «per il Psi non vedo rischi di neocentrismo». L’àncora a destra è sicura. Poi strafà, e sul “Trasformista”, il quotidiano forzarenziano di Romeo e Sansonetti, dà consigli al piccolo Renzi sulla riforma della giustizia. Chi più esperto di lui?

LA VIRTÙ’ DELLO STATISTA

È stato dato un certo rilievo al fatto che Renzi abbia votato assieme alle destre per salvare la prescrizione. Dopo Salvini, mi tocca difendere anche Renzi: ma che notizia è che si sia schierato su un baluardo classico della destra del Berlusconi prescritto 9 volte? È come dare rilievo a un cane che morde il padrone… Invece Renzi in questa occasione ha dimostrato d’essere un vero statista. Soltanto un grande politico pensa intensamente al futuro e dimostra di possedere la virtù della lungimiranza.

Ps: Semmai la notizia è un’altra. Come ricorda “Il Fatto quotidiano”, nel 2014-2015 lo stesso Renzi era scatenato: chiedeva l’aumento delle pene e valutava che «la prescrizione che viene dove si prova un fatto corruttivo è un elemento che nega la dignità allo Stato».  Allora ci teneva alla dignità.

la lepre marzolina – sabato 18 gennaio 2020

LA MAFIA NON ESISTE

[nella foto, Giancarlo Pittelli, già deputato e senatore con Forza Italia e Pdl, passato poi al partito di Meloni]

Sono 334 i capi, gregari, affiliati e uomini a disposizione del clan Mancuso che sono stati arrestati in una gigantesca operazione delle forze dell’Ordine in Calabria. Ovviamente tra questi il più importate è un ex parlamentare di Forza Italia poi traslocato in Fratelli d’Italia.  “Un valore aggiunto per la Calabria e tutta l’Italia”. Così Giorgia Meloni nel 2017 aveva annunciato il passaggio di casacca di Giancarlo Pittelli.  Non poteva che essere così, ma non manca la presenza di Alleanza nazionale e del Pd. Invece latitante è un socialista (ma anche questo si adatta perfettamente al copione). Forse va riconosciuto qualche merito alla Ministra dell’Interno, se non altro perché la mattina va al suo posto di lavoro invece di trafficare con Putin.

Continua la lettura di LA MAFIA NON ESISTE