Archivi tag: quirinale

NE VALEVA LA PENA?

di giancarlo tartaglia

Mai una crisi politica nella storia della Repubblica è stata cosi lunga, complessa e dagli esiti assolutamente imprevedibili come quella che stiamo vivendo. Per tentare di comprenderla occorre partire da quelli che possiamo considerare, senza alcun dubbio, i punti fermi.

Il primo riguarda lo strombazzare in queste ore di un ipotetico impeachment del Presidente Mattarella. La richiesta non ha né senso logico né giuridico. Il Presidente della Repubblica ha agito nell’ambito dei poteri che la Costituzione gli conferisce. In base alla Carta del ’48 è il Presidente della Repubblica che nomina i ministri, ancorché proposti dal Presidente del Consiglio incaricato. Non esistono nella Costituzione limiti a questo potere discrezionale del Presidente. Pretendere di metterlo sotto accusa per il suo rifiuto di nominare il Professor Savona alla guida del dicastero del Tesoro è perciò frutto di analfabetismo costituzionale.

Il secondo punto, anch’esso assolutamente indiscutibile, è che in questo Parlamento, cosi come uscito dalle urne del 4 marzo, non esiste alcuna maggioranza e che dopo 80 giorni di crisi sono state “bruciate” tutte le possibili alleanze, tranne quella, che si va sempre più consolidando, tra Lega e 5 Stelle.

Continua la lettura di NE VALEVA LA PENA?

ALLA FIERA DELL’IRRESPONSABILITA’

Orientamento di Critica liberale

L’intera classe politica, dopo due mesi di indegni balletti post-elettorali, dovrebbe spiegare al Paese una semplicissima cosa: ma perché, avendo votato pressoché al completo una legge elettorale di impianto proporzionale, sta sprofondando le istituzioni nell’ingovernabilità, comportandosi come se quella stessa legge fosse maggioritaria?

Perché il PD vaneggia di elettori che l’avrebbero mandato all’opposizione punendolo elettoralmente, quando con una legge proporzionale il PLI rimase al Governo quasi ininterrottamente per mezzo secolo avendo anche meno del 2% dei consensi? Perché i M5S vaneggiano di mandato pieno a governare avendo avuto qualcosa meno di un terzo dei consensi? Perché la Destra articolata in tre partiti parla a tre voci, pur avendo raccolto i consensi in un unico paniere, al punto che basta la chiusura di una compagine del terzetto per far saltare una possibile alleanza di governo?

Continua la lettura di ALLA FIERA DELL’IRRESPONSABILITA’