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VALENTINA BISTI, INVENTRICE DELL’AUTO-MARCHETTA.OVVIAMENTE L’ORDINE DEI GIORNALISTI DORME SONNI COMPLICI

Il tg1 sempre di più sui carboni ardenti? E il direttore (che di cognome fa proprio Carboni) adesso deve fare i conti con l’ultimo grattacapo. Accade durante l’edizione del Tg delle 13.30. Nella rubrica Billy, dedicata ai libri, viene presentato il volume di Valentina Bisti (ex conduttrice di unoMattina e volto del tg1). Casualmente alla conduzione di quella rubrica c’è proprio la Bisti.

Che “lancia” il servizio sul suo libro. Un episodio alquanto strano, forse imbarazzante, che agita le acque nei corridoi di Saxa Rubra. Non era mai accaduto prima: nessun giornalista del Tg1 aveva mai parlato delle propri libri in quella rubrica. Tra l’altro, da spifferate giunte alle nostre orecchie, sembra che da quando Luverà sia diventato vicedirettore del Tg1 (dal 2018) abbia rinunciato alla conduzione della rubrica Billy (che sembra continui a curare con interviste a vari autori).

E allora: chi ha deciso la messa in onda dell’intervista all’ex conduttrice di UnoMattina durante la sua conduzione? Il direttore Carboni è al corrente di quanto accaduto nell’edizione delle 13.30?

[da Dagospia]

IL TRIONFO DELLE MARCHETTE – ARRIVANO GLI AMBASSADOR, LA PUBBLICITÀ OCCULTA

di andrea garibaldi

Un personaggio di tipo nuovo si aggira sui giornali italiani. L’ambassador. Costui mescola le carte, quelle già confuse fra giornalismo, pubblicità e marketing. L’invenzione è degli strateghi della pubblicità e del marketing, il giornalismo è la vittima, del tutto consapevole.

Mercoledì 27 novembre i più prestigiosi giornali italiani hanno offerto in dono ai lettori voluminosi inserti. Repubblica due “Album”, Beauty e Orologi, 48 e 56 pagine. Il Corriere delle Sera, Orologi, 72 pagine. Prodotti giornalistici, si deve desumere. Nessun avvertimento tipo “inserzione pubblicitaria”. A pagina 3 di ciascun inserto stanno stampati i nomi della redazione più la gerenza al completo del quotidiano, direttori e vicedirettori.

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UNA MARCHETTA AL GIORNO TOGLIE IL LETTORE DI TORNO – LE MARCHETTE DI “REPUBBLICA” E DEL “CORRIERE DELLA SERA”

di  e. ma.

Ormai i giornali vengono scritti dagli uffici pubblicitari e firmati da giornalisti compiacenti. Lo scandalo non è nuovo, ma prima colpiva soprattutto i giornali di moda o quelli specializzati. Ora dilaga sui quotidiani generalisti. La deontologia vuole che se si pubblica un articolo con pubblicità occulta (si fa per dire) si compie una grave violazione contro i lettori che possono presumere che la “notizia” sia un prodotto giornalistico ma al contrario è solo un mascheramento di una pubblicità.  Ovviamente manca sempre la doverosa scritta “Informazione pubblicitaria”. Come in questo caso. Però il quotidiano non fa mancare addirittura nel sommario il prezzo del prodotto,  né una scorrettissima stoccata alla concorrenza. Naturalmente l’articolo è corredato dalla fotografia dei biscotti, prevedendo il caso che qualche lettore non capisse bene.

In questi giorni “la Repubblica” di Verdelli sembra addirittura scatenata in questo imbroglio verso i lettori. Ovviamente l’Ordine dei giornalisti tace, dimostrando ancora una volta la sua assoluta inutilità, anzi la sua complicità. E anche i Comitati di redazione riposano sotto le coltri.

A proposito, complimenti al valoroso giornalista che ha firmato un memorabile articolo. Vincerà sicuramente il Premio Daphne Caruana Galizia.

Ripubblichiamo l’articolo di “Repubblica” di oggi, togliendo il nome della Ditta pubblicizzata  e modificando la dichiarazione di Verdelli, rendendola più aderente alla verità. 

Ma  il “Corriere della sera” non accetta d’essere distaccato e pubblica sul suo  “Economia” la stessa foto che correda una marchetta analoga dal titolo intrigante: “Tutti pazzi per i biscotti alla Nutella, perché sono introvabili sugli scaffali dei supermercati?”, firmata da  Alice Scaglioni. che ha un incipit stendhaliano: “Si potrebbero forse contare sulle dita di una mano quelli che non hanno ancora assaggiato almeno un XXXXXXX”.  Non vorremmo scrivere presto che forse si contano sulle dita di una mano i giornalisti  non marchettari.

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GIORNALI MARCHETTARI 2

ANCORA   E’  LA VOLTA   DE “LA REPUBBLICA”.  FRESCA DI GIORNATA   E’   LA MARCHETTA PUBBLICATA DA  “AFFARI E FINANZA” , SUPPLEMENTO DE “LA REPUBBLICA” [VEDI FOTO]. CONTINUA IMPERTERRITA LA PUBBLICAZIONE DI PUBBLICITÀ MASCHERATA DA NOTIZIA. E L’ORDINE DEI GIORNALISTI NON VEDE, NON SENTE  E SOPRATTUTTO NON PRENDE PROVVEDIMENTI. ALLA PROSSIMA….

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GIORNALI MARCHETTARI

di enzo marzo

Una delle piaghe che affliggono il giornalismo italiano è nella diffusione di un malcostume ormai diventato irrefrenabile. Non che non ci sia sempre stato, ma ora si esagera. Quando fondammo la “Società Pannunzio per la libertà d’informazione” redigemmo dei dossier sullo stato della comunicazione sia su carta stampata sia su Internet. Con critiche e proposte. Ci eravamo proposti di comporre anche un rapporto sulla pubblicità occulta. Alla fine dovemmo rinunciarci perché era impossibile compilare un testo con qualche completezza, considerata l’ampiezza del fenomeno: giornali femminili ridotti a cataloghi aziendali, infiltrazioni d’ogni tipo in testi redazionali, fine della critica artistica sostituita da paginate pagate dagli assessori alla cultura, addirittura contratti tra l’Ansa e Regioni. E così via. Il malvezzo, che nel mondo giornalistico è chiamato “marchetta”, si insinua dappertutto in totale spregio del lettore acquirente del giornale cui viene occultamente apparecchiato un prodotto propagandistico inquinato. Il lettore non ha difesa, se non di smettere l’acquisto di quella pubblicazione. E così sta avvenendo. I Direttori, prigionieri degli Uffici pubblicità, sono arrendevoli, senza capire che nella competizione della comunicazione tra giornali stampati e Internet, la carta può sopravvivere soltanto se contrappone alla quantità l’autorevolezza e la serietà della sua informazione.

Noi della “Pannunzio” abbiamo elaborato uno “Statuto dei diritti dei lettori” (1), ma sia gli organi sindacali sia le stesse associazioni di difesa dei consumatori sono refrattari. Recentemente, qui sopra, abbiamo riportato l’esempio di una pagina di attualità che aveva al suo interno un messaggio sia fotografico sia di testo che, senza vergogna, faceva pubblicità occulta a un marchio alimentare. Si trattava della “Gazzetta dello sport”. È ovvio che tutto ciò può accadere impunemente soltanto per due ragioni: la prima è che l’Ordine nazionale, che dovrebbe sanzionare duramente sia il Direttore sia il giornalista che firma (o è costretto a firmare) l’articolo-marchetta, è peggio delle tre scimmiette. Forse dovrebbero intervenire altre autorità contro ciò che è un falso, ma non lo fanno. Non resta che denunciare pubblicamente ai lettori i vari casi sperando che ciò costituisca un deterrente. Noi continuiamo con il “Corriere della sera” e “la Repubblica”. Che si stanno mangiando la loro presunta “autorevolezza”.

(1) Chi desidera conoscere (gratuitamente) le proposte della Società Pannunzio le può chiedere a info@criticaliberale.it

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MARCHETTA ALLA GAZZETTA DELLO SPORT: “RISO O PASTA?”. “BARILLA”… CERTO. E’ LO SPONSOR

di www.professionereporter.eu

Nuove frontiere del giornalismo. La grande sciatrice statunitense Mikaela Shriffin, due titoli olimpici e cinque iridati, intervista il grande tennista Roger Federer “per conto di un gruppo selezionato di giornalisti internazionali”. Per l’Italia c’è la “Gazzetta dello Sport”, giornale principe degli specializzati sportivi.

La formula è già strana. I giornalisti hanno bisogno della Shriffin per fare domande ed essere pronti a ribattere (visto che trattiamo di Federer) alle risposte? Ma quel che conta viene dichiarato subito nelle prime righe del pezzo uscito a tutta pagina giovedì 19 settembre con il sopratitolo prestigioso “l’altra copertina”: l’iniziativa di questa “operazione” è la Barilla, “sponsor italiano che i due numeri uno hanno in comune, oltre all’amore per la pasta”, ci informa il collega della Gazzetta che mette la firma sul tutto, Pier Bergonzi inviato a Ginevra.

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