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DEMAGOGIA, NON SENSO DELLO STATO

di paolo bagnoli

E’ risaputo che  i napoletani, anche quando è di umili provenienze, hanno il senso innato dell’eleganza e delle cose; una grande dignità, insomma anche se vive in essi, talora, quasi un’innata vocazione popolaresca alla sceneggiata. E’ un popolo ricco quello napoletano, tra l’altro pieno di orgoglio e ben convinto che proprio il ritenersi furbi ha la sua prima regola nel non farsene accorgersene. Il neo presidente della Camera, Roberto Fico, rispetto a tutto ciò, ci sembra fuori dagli schemi, bramoso di farsi vedere come un cittadino qualunque benché sia la terza carica dello Stato. Che sia diventato presidente dei deputati lo sa, è lapalissiano, che cosa sia lo Stato, invece, non ci sembra proprio. Le sue prime uscite, infatti, destano molte perplessità.

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LE FORZE POLITICHE E LE REGOLE DEL GIOCO

 di andrea pertici

I risultati delle ultime elezioni politiche sono spesso descritti come particolarmente sensazionali, avendo registrato –sempre secondo le letture prevalenti– una “vittoria dei 5 stelle e della Lega”, mettendo così insieme due forze che si sono presentate alle elezioni in contrapposizione. Esse sono del resto accomunate –secondo questa strategia comunicativa– dalla loro descrizione come “populiste”. Dimentichiamo, forse, come è nata e si è sviluppata Forza Italia e quante promesse davvero “populiste” ha fatto negli anni, attraendo progressivamente su questa linea un Pd che, ad esempio, ha svolto la campagna elettorale per il referendum costituzionale a suon di “Cara Italia, vuoi diminuire il numero dei politici? Basta un sì”, per tralasciare i riferimenti alla migliore cura di gravi malattie che il medesimo “sì” avrebbe consentito. 

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i danni fatti da renzi e de luca sono stati enormi

di franco pelella

Caro direttore, h__________o deciso di votare il Pd (turandomi il naso) perché avevo paura che i fascisti (e Berlusconi) conquistassero la maggioranza assoluta dei seggi e prendessero il potere. Per fortuna questo non è avvenuto. Ciononostante la debacle della sinistra c’è stata lo stesso perché a destra ha la maggioranza relativa mentre i Cinque Stelle sono diventati il primo partito. E’ evidente che molti elettori di sinistra (soprattutto nel Sud) hanno deciso di votare per i Cinque Stelle perché hanno ritenuto che questo Movimento potesse rappresentare un significativo elemento di rinnovamento della politica; è passata, purtroppo, in secondo piano l’ambiguità politica di Luigi Di Maio e degli altri dirigenti, che oscillano costantemente tra la destra e la sinistra.  

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IL DINOSAURO DIXIT

I politologi si stanno rompendo la testa per trovare le più raffinate motivazioni della catastrofe politica del Pd. Di cui si sono accorti solo la domenica del 4 marzo. Eppure ce le hanno avute  sempre davanti agli occhi: il Pd renziano non è stato che idiozia allo stato puro ricoperta da impudica sfacciataggine. Come se il cervello dei cittadini avesse un’intelligenza inferiore a quella del dirigente medio o alto del “Giglio magico”. Cosa quasi impossibile. Al punto che, dopo la legnata storica, la mente del renziano-tipo, già molto intontita, ancora non riesce a dare segni di vita.

La vicenda della nomina dei presidenti delle due Camere ne è un altro segnale inquietante. Issare sull’Aventino la bandiera bianca è stato un grave errore, ma in politica , soprattutto nel Nazareno, di errori se ne fanno tanti, e dato il livello della sua classe dirigente è persino ovvio. Ma in questo caso ci troviamo di fronte a qualcosa di più di un semplice errore:  presentare come candidata, appunto di bandiera, il nome della “più peggiore” ministra della pubblica istruzione è pervicace autolesionismo. E proprio nel giorno in cui la Cgil dava i dati sulla scuola italiana: 4 punti di spesa pubblica in meno sulla media Ocse e collocazione al 19 (diciannovesimo) posto in Europa per le risorse dedicate.

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L’AVENTINO PORTA JELLA

di antonio caputo

Quel che resta del “giorno giallo verde “(elezione dei presidenti dei due rami del parlamento):grande opacità di “intese”maturate nottetempo tra palazzo Grazioli ,talk show e corridoi . In conclusione Berlusconi ha piazzato al Senato una sua creatura votata anche dai 5 stelle . Chi l’avrebbe detto?

Il Pd col voto inutile a Giachetti e Fedeli ha scelto prima ancora di “opporsi ” ad un governo che non c’e’ l’irrilevanza preaventiniana . Aggettivo che non porta fortuna

“un attacco al principio di un’onesta informazione”

di gian giacomo migone

Come è noto, i lettori dei giornali non hanno alcun diritto. In materia siamo ancora al medioevo. E i Direttori se ne approfittano, convinti come sono che i lettori debbano pagare il loro giornale e subire in silenzio ciò che viene loro apparecchiato. Nel nostro piccolo abbiamo creato uno strumento per divulgare le smentite e le repliche che i Direttori (nel primo caso addirittura violando l’articolo 8 della legge sulla stampa, e nel secondo le regole dell’educazione e della corretta informazione) non pubblicano. [red.]

Caro Direttore, [Mario Calabresi, “La Repubblica]

come lettore del Suo giornale, sono rimasto negativamente colpito dal titolo di apertura odierno del Suo giornale: “Rimborsi, lo scandalo scuote M5S”. Altri giornali, da “La Stampa” al “Giornale” portano titoli analoghi di prima pagina. Mi è dispiaciuto constatare che “La Repubblica” partecipa, se non è addirittura capofila,  di una campagna mediatica che coinvolge i principali giornali e canali televisivi su questo argomento.

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