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RIECCO KANT

Così Berlusconi: «Ho deciso per senso di responsabilità di andare in Europa dove manca il pensiero profondo del mondo. Noi rappresentiamo l‘idea liberale della politica,  i valori e le idealità liberali, che oggi bisogna difendere in Italia, in Europa e nel mondo».

L’Europa sarà salva. Ritorna il «pensiero profondo» di Arcore. Finalmente Berlusconi-Gobetti  porterà a Bruxelles la “Rivoluzione liberale”, dopo una prolungata assenza motivata da un lungo stage di studio sul volume di Tocqueville, Come frodare lo stato in America. Peccato che non potrà portare con sé gli altri padri fondatori, tempo fa, di Forza Italia, come Dell’Utri-Croce troppo impegnato nello scrivere La mafia come pensiero e come azione o come Previti-Einaudi  indaffarato in un libro di meditazioni personali, Corruzioni inutili.

la lepre marzolina, 18 gennaio 2019

ANALFABETISMO VERSUS LIBERALISMO

di enzo marzo

Calenda è l’homo novus del Pd, e sembra proprio che sia perfettamente in linea con la media della classe dirigente del PI, il Partito Idiota che ha ridotto il paese al disastro. E’ stato ministro due volte e adesso se ne esce con questa dichiarazione che vogliamo riportare integralmente, a suo disdoro. I pidioti colgono con solerzia ogni congiuntivo sbagliato da Di Maio, ma poi quando aprono bocca si fanno uscire tanti di quegli strafalcioni, e non di grammatica, da far inorridire chiunque abbia frequentato la scuola dell’obbligo:

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METTIAMO UN PUNTO DEFINITIVO ALLA POLEMICA CON I LIBERALOIDI

di enzo marzo

Forza Italia vota a favore della “democrazia illiberale” di Orban

Ovviamente noi lo abbiamo sempre saputo che il berlusconismo era una truffa maldestra a uso e consumo dei liberali (noi li abbiamo sempre chiamati “liberaloidi”) che non desideravano altro che farsi truffare e lucrarci sopra. Così hanno fatto finta per venticinque anni di credere che il partito di un frodatore, di un colluso con la mafia e di un corruttore di avvocati e giudici avrebbe finalmente realizzato la “rivoluzione liberale” in Italia. I risultati stanno sotto i nostri occhi.

Roba da ridere, anzi da piangere, se ricordiamo i salti mortali dottrinali dei “professori della cattedra” sui giornali-spazzatura dell’ex cavaliere e addirittura in parlamento per giustificare il loro servilismo che tanto ha lavorato al massacro della tradizione e del pensiero liberale italiano.

Ora siamo arrivati al punto terminale.

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COERENZA E INCOERENZA

di daniele gandolfi
 

Caro Marzo, 

ricordavo un Paolo Savona facente parte dell’entourage di La Malfa padre, nominato alla presidenza del Credito Industriale Sardo in quota del Pri, e poi stretto collaboratore di La Malfa figlio. Lo vedo ora impegnato a difendere la memoria di Ugo La Malfa in qualita’ di presidente della fondazione omonima.
Ebbene, mi chiedo quale motivazioni abbiano spinto Savona ad accettare la proposta di far parte del governo populista 5S-Lega, antieuropeo per definizione, se non la bramosia del potere, la vanità e l’invidia verso altri economisti.
Enzo, non pensa anche Lei che sarebbe il caso di rivisitare la storia del liberalismo radicale italiano con uno sguardo critico nei riguardi di coloro che piu’ che a Gobetti ed Amendola hanno guardato alla Confindustria ed ai propri interessi personali ?
Scriviamola queste liste di persone che hanno onorato la storia del pensiero “liberal” e di coloro che invece ne hanno profittato personalmente essendosi poi prestati a posizioni politiche opposte, le piu’ disparate ed incoerenti, pur di tenere un piede anche in uno sgabello a costo della propria dignita’.
Un caro saluto. 

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LA SCOMPARSA DI GIUSEPPE GALASSO. IL SOGNO DI NOI LIBERALI

redazione – giuseppe galasso

Riprendiamo dal “Corriere della sera” dell’8 febbraio l’ultimo articolo dello storico e politico repubblicano Giuseppe Galasso, deceduto oggi. Galasso fu nostro amico e da noi sempre ammirato. Ci impressiona molto, e lo troviamo oltremodo simbolico, che proprio l’ultimo scritto di Galasso sia stato dedicato a un altro grande personaggio del liberalismo italiano del ’900, Mario Pannunzio, di cui ricorre il cinquantesimo della morte. Sul prossimo “nonmollare” li ricorderemo entrambi.

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