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GUARDARSI ALLO SPECCHIO

[nella foto: Fausto Bertinotti mentre sta dando un pugno in faccia alla Sinistra]

Quando c’è da dare una mano alla Destra, meglio se estrema, Fausto Bertinotti, ex capo della sinistra comunista chic, non si tira mai indietro… Soprattutto se viene sbattuto in prima pagina. Anche adesso sul giornale ultrasalviniano “La Verità” si affanna a chiedere elezioni anticipate. Così pretende il Capitano. C’è fretta. La Lega nei sondaggi lentamente scende e c’ è il rischio che alla fine legislatura non riesca più ad assicurarsi la maggioranza. Figuriamoci se poi nel frattempo escono carte sui 49 milioni truffati dalla Lega Ladrona o sugli affari sporchi con Putin. Bisogna fare presto. Occorrono e  accorrono tutti a darle una mano. Si smuovono persino i cadaveri.

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TRE NOTIZIOLE

Giornate da segnare sul calendario. Tre notizie.

La prima è la sentenza della Corte costituzionale che smantella la legge regionale della Lombardia del 2015 a guida leghista in materia di localizzazione dei luoghi di culto, perché il provvedimento limitava irragionevolmente la libertà religiosa, che «garantita dall’articolo 19 della Costituzione comprende anche la libertà di culto e, con essa, il diritto di disporre di spazi adeguati per poterla concretamente esercitare». «Le norme censurate finivano così per determinare – sottolinea la Corte – una forte compressione della libertà religiosa senza che a ciò corrispondesse alcun reale interesse di buon governo del territorio». Al grave passo indietro nel campo della libertà religiosa compiuto dall’amministrazione leghista la Corte costituzionale ha risposto con la conferma che il nostro stato non è talebano e clericale. E ovviamente non è mancata immediatamente la replica del capo dei talebani nostrani, Salvini, che ha colto l’occasione per confermare tutto il suo pensiero autoritario e per dare un’ulteriore prova che quando parla non sa neppure di cosa si tratti. Salvini: «Reciprocità [Ma tra quali soggetti? E su che materia?] e rispetto delle nostre leggi e regole [in verità la Consulta non ha chiesto che questo, appunto, il rispetto delle nostre norme violate dai suoi lombardi] per aprire moschee e altri luoghi di culto, chiediamo troppo?» [E infine l’infamia di un attacco diretto alla Corte costituzionale…] «Non si sente certo il bisogno di un’altra Consulta islamica…». Noi avremmo bisogno di meno clericalismo becero. Vogliamo tornare a prima del 1870?

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MARCHETTA ALLA GAZZETTA DELLO SPORT: “RISO O PASTA?”. “BARILLA”… CERTO. E’ LO SPONSOR

di www.professionereporter.eu

Nuove frontiere del giornalismo. La grande sciatrice statunitense Mikaela Shriffin, due titoli olimpici e cinque iridati, intervista il grande tennista Roger Federer “per conto di un gruppo selezionato di giornalisti internazionali”. Per l’Italia c’è la “Gazzetta dello Sport”, giornale principe degli specializzati sportivi.

La formula è già strana. I giornalisti hanno bisogno della Shriffin per fare domande ed essere pronti a ribattere (visto che trattiamo di Federer) alle risposte? Ma quel che conta viene dichiarato subito nelle prime righe del pezzo uscito a tutta pagina giovedì 19 settembre con il sopratitolo prestigioso “l’altra copertina”: l’iniziativa di questa “operazione” è la Barilla, “sponsor italiano che i due numeri uno hanno in comune, oltre all’amore per la pasta”, ci informa il collega della Gazzetta che mette la firma sul tutto, Pier Bergonzi inviato a Ginevra.

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SOVRANISTI MA ANTI-ITALIANI

di un italiano civile (dal Web….  chi può indicarci la fonte ci fa un grande favore , e anche all’autore)

Malta è un puntino sulla mappa.
E’ un’isoletta grande 1 millesimo dell’Italia, nel senso che ha proprio una superficie mille volte più piccole dell’Italia.

Tutta Malta, che è una nazione intera, è piccola come una città italiana. Ha lo stesso numero di abitanti di Bari.

Eppure Malta ha 18 rifugiati ogni 1.000 abitanti.
L’Italia ne ha 3. Tre ogni mille abitanti.

Ogni volta che una barca arriva con un carico di vite salvate dal mare e dai lager diciamo che qui in Italia siamo “pieni”, che stiamo scoppiando, che non ce la facciamo proprio più.

E che devono andare a Malta. Che Malta non ci aiuta.

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L’OCCASIONE MANCATA DEGLI STATI GENERALI DELL’INFORMAZIONE

di marco patricelli

Il dubbio amletico di Nanni Moretti, il quale si lambiccava il cervello se lo si notava di più se andava oppure se non andava, è stato sciolto dai vertici dell’Ordine e della Federazione Nazionale della Stampa in senso negativo. Di qui la ferrea decisione di non partecipare agli Stati Generali dell’editoria promossi dal sottosegretario Vito Crimi.

Non c’è che dire, a notare l’hanno notato tutti, a capire non ha capito quasi nessuno. Si parla di un fenomeno, l’editoria, che boccheggia e che ha disperato bisogno di ossigeno senza sapere da dove può arrivare, e si sceglie di disertare il campo di confronto. Non capisco ma mi adeguo, diceva un personaggio arboriano di “Quelli della notte”.

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IL PIRLA

Giornate pessime ed esaltanti per Vittorio Feltri. Deve pagare 25 mila euro per aver perduto una causa per diffamazione (ne siamo molto lieti), ma subito dopo ha un’intuizione geniale. Mi immagino quale brivido di gioia lo abbia percorso.

Prima l’antefatto. Da anni Feltri è in competizione con Sgarbi per chi è il più scurrile del nostro paese. E spesso si strappano la maglia rosa l’un l’altro. Una gara, la loro, che non si concluderà mai. Pur di stare sul palcoscenico sono disposti a dire qualunque cosa. E certi giornalisti illustri, non migliori di loro, per aumentare di qualche zero virgola l’audience delle proprie trasmissioni, li invitano a patto che prima o poi alzino la voce e si producano in qualche turpe sceneggiata. Purtroppo per loro recitano malissimo entrambi e chi assiste si rende facilmente conto di come sia tutto finto e organizzato a tavolino. Sgarbi, pensate, perfino riesce ad aggredire verbalmente una pornostar mille volte più civile di lui. Feltri inventa titoli a 9 colonne di una volgarità da collezione, ma non riesce a frenare l’inarrestabile declino del suo giornale-trash. I due sono in gara anche per chi è il più trasformista. O per chi è il più devoto al padrone di turno. L’uno è per l’altro sicuramente un incubo notturno.

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