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LA SCIMMIA CHE GUIDA LA FERRARI. POSTILLA A MICHELA MURGIA

Una vera giornataccia per Matteo Salvini: da una parte, le indagini sul “suo” sottosegretario Siri, di cui aspettiamo con curiosità gli esiti, nonché il fatto che gli italiani tutti hanno potuto apprendere che “il governo del cambiamento” ha scelto come Sottosegretario alle infrastrutture un leghista che aveva patteggiato una condanna per bancarotta fraudolenta; dall’altra, la vera mazzata (che potete leggere qui affianco) inferta da Michela Murgia  a un politico della Casta com’è il segretario della Lega. Niente da aggiungere? Qualcosa sì. Quel che colpisce nella diatriba è il giudizio scritto da Salvini che ha definito la scrittrice «una intellettuale radical chic e snob». Murgia nella sua risposta descrive la sua gioventù immersa nel bisogno e nella fatica. Altro che radical chic. Sorge una domanda: perché Salvini ma anche altri di questa leva del “cambiamento” tengono tanto a ostentare la loro ignoranza? Perché prendono decisioni e sparano giudizi  senza assumere alcuna informazione? Non viene loro il sospetto che gli italiani, anche i loro elettori, possono terrorizzarsi pensando a quali gravissimi problemi di noi tutti sono nelle mani di questi “politici” che in quasi ogni occasione dimostrano tanta approssimazione, tanta leggerezza,  tanta arroganza? Qualche volta basterebbe consultare Wikipedia o leggere i giornali o consultare un usciere del proprio Ministero per evitare figuracce intollerabili per chi si crede di essere uno “statista”.

la lepre marzolina – giovedì 18 marzo 2019

le mani nei capelli

Fate uno sforzo di fantasia. Immaginate di essere l’Italia, un paese malato molto grave, con metastasi dappertutto, disteso sul tavolo operatorio. Un attimo prima che l’anestesista vi mandi nel regno dei sogni aprite gli occhi e scorgete la faccia del chirurgo che vi deve operare al cuore. Un intervento difficilissimo al limite dell’impossibile, e vi accorgete che al posto del primario, non si sa per quale beffa del destino, c’è, bisturi alla mano, il portantino  che vi ha trasportato in camera operatoria. Ricoperto di sudore, non vi resta che offrire il braccio alla siringa che vi farà precipitare nel profondo nero dell’incubo.

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LA CONFUSIONE DEL PRESIDENTE

Il prof.  Conte, vice dei due vice premier e presidente (?) del consiglio ha detto (parole testuali):
“Oggi è l’8 settembre. Una data simbolica. In quella estate di 75 anni fa si pose fine a un periodo buio della nostra storia. Iniziava un periodo di ricostruzione prima morale e poi materiale del nostro paese”.  L’8 settembre segnò invece l’inizio del periodo più tragico della storia italiana, quella data non pose fine al fascismo che rinacque con la Repubblica di Salò, né alla guerra, che anzi si fece ancora più cruda coi bombardamenti nelle città e con la resistenza partigiana. C’e’chi ha scritto anche di “morte della patria ” il cui senso profondo fu ritrovato grazie alla lotta partigiana alla Liberazione e alla Costituzione.  Forse il prof. Conte ha scambiato l’8 settembre col 25 aprile