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CI VERGOGNIAMO DEL GOVERNO DEL NOSTRO PAESE

Ormai è ufficiale. Lo dice persino un ministro. Salvini, riferendosi a Cesare Battisti, ha dichiarato: «Ovviamente dovrà marcire in galera fino all’ultimo dei suoi giorni. Non deve uscire vivo dalla galera». Quindi, grazie a un demagogo idiota tutto il mondo ha appreso  tre informazioni:

1. In Italia nelle carceri si “marcisce”. Il che è vero.

2. Le carceri sono rimaste alle condizioni delle “galere”. Il che è vero.

3. Il ministro dell’Interno non ha la minima cognizione del dettato costituzionale, che nel suo art. 27 afferma che «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato».

Ma nell’osteria padana non solo si truffa per 49 milioni lo Stato ma non si legge neppure la Costituzione.

Ps (quasi inutile): Cesare Battisti è un fanatico pluriassassino, mai pentito, che è sfuggito alla giustizia per 37 anni. È giusto che paghi il suo debito. Ma troviamo indecente (ancorché retorica, data l’età del soggetto) la falsa diatriba tra la pena a trent’anni o all’ergastolo (che tra l’altro è incostituzionale).

INDOVINA CHI VIENE A CENA

Tutti alla cena dell’Associazione del garantismo peloso intitolata “Fino alla prescrizione”. Diretta dalla giornalista Anna Lisa Chirico, dalle idee chiarissime, che si professa radicale pannelliana e salviniana. C’è Maria Elena Boschi a nome del padre, non manca il resto del Giglio Magico, tra cui spicca Marco Carrai, il finanziere di Renzi e della ciellina Compagnia delle Opere nonché il tesoriere del Pd. A nome di coloro che hanno patteggiato per il reato di corruzione, ricompare il redivivo parlamentare leghista Giulio Tremonti. Presente ovviamente anche Salvini, del governo del cambiamento, a nome della Lega Ladrona e in regolare divisa della Banda Bassotti. E troppi altri. A questa rimpatriata della Casta assente proprio il “prescritto” per eccellenza. A suo nome l’ambasciatore Gianni Letta.

la lepre marzolina – 15 gennaio 2019

AMMUINA E IL BLOCCO DELLA PRESCRIZIONE

La commedia delle dichiarazioni contraddittorie di ministri e vice ministri, mentre il vice dei due vice tace, sul blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado che i 5 stelle vogliono inserire nel ddl anticorruzione, rivela un grave deterioramento e degrado del sistema politico, che si fa beffe della funzione legislativa e della stessa funzione nomofilattica ed etico civile del legislatore.
Sostituendo l’effetto annuncio e la più sgradevole autocelebrazione a fatti e a testi propagandati come esistenti ancor prima che vengano scritti, in prima fila dalla stampa amica e media impazziti, infarciti di fake e controfake.
Tutto ciò attenta alla pazienza dei cittadini italiani, sempre più sudditi, ed è oggettivamente offensivo per la stessa dignità delle funzioni di chi, governando, dovrebbe governare tutti coloro che vivono in Italia.
La legge diventa un optional futuro e incerto perdendo la sua caratteristica di norma generale ed astratta di contenuto imperativo.
Diventa opinione da talk show per idioti.

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GIUSTIZIA GIUSTA E PRESCRIZIONE

Mi rendo conto che la questione in apparenza è controvertibile . Ma credo che come avviene nei paesi di cultura giuridica anglosassone, quando lo stato esercita tramite la procura della Repubblica l’azione penale, ovvero l a pretesa punitiva dei colpevoli di reati che attentano alla pacifica convivenza sociale, abbia il dovere di procedere sino alla sentenza definitiva che accerti fatti e responsabilità.  In particolare per i delitti più gravi e lesivi dell’interesse generale. Senza che la prescrizione azzeri il tutto lasciando impuniti i colpevoli e disarmate le vittime.

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«L’INGIUSTIZIA CHE SI VERIFICA IN UN LUOGO MINACCIA LA GIUSTIZIA OVUNQUE»

di pier virgilio dastoli

La decisione della Procura di Locri di porre agli arresti domiciliari il Sindaco di Riace Domenico Lucano e il divieto di dimora per la sua compagna rappresentano una nuova e grave tappa dell’azione che si è sviluppata in Italia non per impedire una politica di accoglienza ma per ostacolare azioni di inclusione di immigrati nella nostra società nell’interesse loro e del nostro paese.

Da questo punto di vista il Sindaco di Riace è stato ed è un modello in tutta Europa e anche nel mondo e la decisione della Procura di Locri, certamente in linea con il Contratto di governo siglato da Lega e dal Movimento 5 Stelle, concerne non soltanto il nostro paese ma l’intera Europa.

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E’ QUESTIONE DI FRATERNITA’ E UMANITA’

Mimmo Lucano, il sindaco di Riace, inventore di quell’utopia concreta che si chiama “convivenza civile” e “accoglienza possibile”, è stato arrestato con l’accusa di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”: in pratica il “delitto di fraternità'”. Evidenziato per escluderne la legittimità, il 6 luglio scorso, dal Consiglio costituzionale francese, equivalente della nostra Corte. Il Consiglio francese ha accolto il ricorso di Cédric Herrou,  popolarissmo contadino e “passeur” della Provenza, condannato in tribunale per avere aiutato dei migranti a entrare e a muoversi nel paese. I giudici hanno affermato che l’aiuto disinteressato al soggiorno irregolare non è “passibile di conseguenze giuridiche”, poiché realizza il “principio di fratellanza”, scolpito nel motto fondativo della repubblica francese: “Liberté, égalité, fraternité”.

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