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QUOTE

In Islanda sui 63 seggi dell’Assemblea nazionale il 47,7% va a deputate. Non era mai successo in Europa. Per un soffio non è stato il stabilito il record delle maggioranza assoluta. Sarà per la prossima volta. Intanto, però, terrorizzati, gli uomini del Partito Deficienti hanno subito chiesto l’introduzione delle quote azzurre.

la lepre marzolina – lunedì 27 settembre 2021

DIMESSE, SILENTI E SOTTOMESSE AL “CAPO”

di Nicoletta Agostino

Dimesse, sì. Nel senso di silenti, subalterne e sottomesse al capo. Zittite, con gli occhi bassi per quasi tutta la conferenza stampa a prendere appunti, per poi tacere. Renzi racconta del loro curriculum, di quello che hanno fatto in precedenza e durante il governo, di chi sono e di chi a breve non saranno più. Poi comunica le loro dimissioni. Lo fa lui al posto loro, spiegando bene cosa intendeva dire con quel “ritiro le mie ministre”.
La cosa che lascia sbigottiti è che una delle due donne dentro quel quadro fosse casualmente anche la ministra per le Pari Opportunità. Cioè quel ministero che tra le altre cose lavora per l’empowerment femminile, per l’autodeterminazione e l’accrescimento del valore individuale di persone e di donne, per l’autoefficacia. Possibile non abbia chiarito al suo capo che quello non era un reality e lui un conduttore televisivo lì per presentare due concorrenti e decretare la fine della loro partecipazione ai giochi? Possibile che non gli abbia spiegato che la comunicazione delle sue, delle loro dimissioni avrebbero dovuto farla loro, già che avevano una telecamera e un microfono accesi davanti alla bocca? Dovuto, sì. Perché non si sarebbe trattato di galanteria o concessione, da parte di Renzi, mettersi di lato, ma di rispetto per due rappresentanti delle istituzioni e in quel momento, ancora, del governo. E invece l’immagine plastica della conferenza stampa ha raccontato bene, stasera, qualora ce ne fosse ancora bisogno, chi c’era al centro della scena e per chi era stato allestito quel teatrino.

Dimesse, sì. Nel senso più degradante, per una donna. In politica e non solo.

[OLnews 13-1-2021]

UN SACCO FEMMINISTA

«Mi è piaciuta la scelta di Maria Elena Boschi come capogruppo. Una donna giovane che riveste un ruolo di guida in Italia viva. Questa leadership femminile mi piace e mi fa pensare che ci sia uno spazio di maggior agibilità in un progetto che sa apprezzare il valore delle donne». In Liberi e Uguali, dunque, le donne non venivano valorizzate? «Non voglio dire questo, ma Boschi è donna, Federico Fornaro (capogruppo Leu alla Camera) è uomo. Eppoi Fornaro sarà un bell’ uomo, ma la bellezza della Boschi non ha eguali». Riportiamo qui l’essenziale del Trattato di scienza della politica scritto  in questi giorni da Giuseppina Occhionero, già bersaniana e ora , con queste motivazioni che mostrano con evidenza le ragioni profonde della transumanza, passata da Leu (forza composta soprattutto da scissionisti del Pd per il contrasto con Renzi) proprio nel neo partitino renziano. In un’altra dichiarazione la voltagabbana molisana prende persino per i fondelli i cittadini che l’hanno votata sottolineando la sua «coerenza» politica.

Perché diamo spazio a questo minuscolo ma scandaloso episodio di sfacciato, quasi inverosimile, trasformismo? Perché è un’ulteriore prova  che le ragioni politiche, persino storiche, del disastro politico del nostro paese sono molteplici e radicate, ma non è da sottovalutare la mediocrità (in questo caso persino un’ineguagliabile scemenza furbetta) di buona parte della classe politica.

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