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Un governo per la politica europea. Il paradosso italiano.

di gian giacomo migone  

Se i partiti politici – senza eccezioni, da Leu alla Lega – non fossero così impegnati a rilasciare cambiali in bianco al presidente del consiglio incaricato, ignorando le regole più elementari di una costituzione parlamentare, formulerebbero richieste pubbliche corrispondenti ai propri orientamenti, per poi subordinare il proprio voto di fiducia a riscontri verificabili nel programma e nella composizione del governo.

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DRAGHI E LE CAMIONATE DI SALIVA

di enzo marzo

Il cielo ci salvi dal servilismo più o meno sguaiato! E soprattutto salvi i soggetti “insalivati” dai servi sciocchi. Povero Draghi, che – appena incaricato – è stato sommerso da camionate di saliva. Son dovuti intervenire i corazzieri per salvarlo dall’annegamento. Molinari, presidente editoriale del Gruppo Gedi  è stato costretto a rivolgersi di corsa ad Arcuri per un approvvigionamento straordinario di saliva. Molinari, dopo aver adottato con urgenza presso le redazioni di tutti i giornali Gedi in Italia il suo “Piano di adulazione”, già a metà pomeriggio si è trovato improvvisamente ad affrontare l’esaurimento di tutte le scorte di saliva. I redattori e i commentatori si erano dati da fare con zelo: avevano rintracciato un saluto di Obama, una stretta di mano di Merkel, un buon voto in condotta in terza media, persino un nipotino che non sta andando male a scuola. Purtroppo un redattore pigro stava ancora cercando la prova che l’Incaricato a 15 anni correva i cento metri in 10 secondi netti.

Ma il quotidiano “Repubblica 3.0” è la nave scuola di tutto il Gruppo. Lo dirige Molinari in persona, e così non poteva mancare proprio sulle sue pagine il vero scoop. Lo rilanciamo noi: Draghi andava al liceo dai gesuiti del “Massimo” di Roma, con altri illustri allievi, già a un anno di vita. (Draghi è nato appunto nel febbraio del ‘47, ma assicura la balia, interrogata da “Repubblica 3.0”, era già molto precoce, anche se – come riferisce per obiettività e correttezza professionale il cronista – mostrava delle tendenze guerrafondaie). C’è una testimonianza diretta di un compagno di scuola, un autorevolissimo professore di fisica. Mentre noi comuni mortali ci baloccavamo succhiando il latte materno, Draghi già studiava matematica e filosofia, preparando il suo Recovery plan.

Non ci credete? Pensate addirittura che “Repubblica 3.0” non possa mangiarsi con così tanta rapidità l’autorevolezza che aveva ai tempi di Ezio Mauro? Allora leggete il prestigioso quotidiano di oggi: c’è lo scoop di Pierluigi Bussi che è andato a pescare tale professor Ezio Bussoletti, ordinario di Fisica Spaziale in pensione ed ex alunno dell’Istituto Massimo nonché compagno di classe di Mario Draghi, che giura: «Le annate 46/47 del Massimo hanno avuto un grande successo nella vita come carriere in tutte e tre le sezioni», «Il successo degli alunni di queste due annate è arrivato perché siamo stati educati a lavorare seriamente, a saper soffrire se volevamo ottenere qualcosa e c’era una forte etica da seguire e rispettare». «Con Mario siamo stati compagni di classe nella sezione B nel triennio del Liceo Classico. Spesso, per festeggiare il compleanno di qualcuno di noi, chiedevano a una pasticceria vicino alla scuola di far portare in classe delle paste con una particolare qualità: cannoli riempiti di panna, che venivano immancabilmente utilizzati come cannoni, soffiando al loro interno. Sia per battaglie tra alunni sia per tiro a segno sul soffitto dell’aula. Ricordo anche un assalto allo stesso professore da parte di un gruppo ristretto del quale facevo parte con le ‘famigerate’ pistole a riso. Alla fine dell’ora di filosofia, il pavimento era un tappeto di chicchi di riso».

Uno scoop questo che squoterà l’intera informazione nazionale (non è un errore, è l’innovazione lessicale introdotta una settimana fa proprio da “Repubblica 3.0).

CHI INQUINA I POZZI?

di enzo marzo

  1. DOMANDA a LUIGI DI MAIO, V. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E CAPO DEL M5S

Caro v. presidente, alcuni giorni fa è certo che a Palazzo Chigi si è svolta una riunione di vertice in cui è emersa una grande preoccupazione per l’accoglienza in Europa del Def. Quindi si è deciso in quella sede di gettare acqua sul fuoco e cercare di rassicurare mercati e governi europei. Manovra tardiva, poco credibile e appiccicaticcia. Ma comunque necessaria.

A fare terra bruciata erano stati già i rappresentanti di Lega Ladrona con la loro diplomazia da squadristi da curva sud o da nostalgici mussoliniani. E hanno continuato a farlo. Così sono fioccati i “me ne frego”, le ironie sulle “letterine di Natale” e perfino le performances da hooligan di un energumeno leghista, scarpa in mano, contro i documenti dell’Unione europea. Tanto per dimostrare plasticamente quanto sia forte la buona volontà italiana per l’imminente trattativa e per la permanenza nell’Unione…

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