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NOTTE DA INCUBI

Quando la civiltà di un paese diventa decrepita o non riesce mai a nascere e abbandonare la “pancia”, possono capitare fenomeni assurdi, inauditi, inaspettati. Ne hanno trattato in molti. Da giovanissimo assistetti al teatro Quirino di Roma a un’opera inquietante di Ionesco, Il rinoceronte. L’attore principale, Glauco Mauri (chissà chi se lo ricorda) impersonava il protagonista che diventò il mio eroe. Trama semplicissima. In un paese compare in piazza un rinoceronte. Grande sconcerto, poi i rinoceronti diventano due, tre… Il numero cresce a dismisura. La meraviglia iniziale scema sempre più. Ci si abitua. Ci si arrende alla “rinocentite”, vi si scivola dentro. I paesani, uno dopo l’altro, inevitabilmente si trasformano in quella bestia rude. Semmai sorprende che qualcuno faccia resistenza. Alla fine, il protagonista rimane isolato e solo.

Tutto concentrato in tre atti.

Forse sognavo. Anzi, sicuramente sognavo, ma mi sono ritrovato anch’io nel teatro dell’assurdo. Un’esperienza inquietante.

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GLI INSULTI CONTRO ANGELO DEL BOCA (con replica e nota)

di mimmo franzinelli
 
Circola su facebook uno scritto vergognoso contro la memoria di Angelo Del Boca (l’ho notato sul sito di Sergio Boem). Lo ha firmato tal Marco Vigna, ed è un esempio da manuale di ignoranza e malafede.
Il titolo I” falsi storici di un anti-italiano” è diffamatorio e si meriterebbe una bella citazione a giudizio (lo segnalerò ai familiari di Angelo Del Boca).
Ai tempi del duce, erano anti-italiani – secondo il regime e la sua stampa – tutti gli antifascisti, tanto è vero che nel 1926 lo storico Gaetano Salvemini fu con questa motivazione privato della cittadinanza italiana.
 

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18 marzo: UNA DICHIARAZIONE NON PERVENUTA

di enzo marzo

“Domani proporremo a Draghi il modello Bertolaso. C’è un modello lombardo che è il più avanzato dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione e delle vaccinazioni“   Matteo Salvini 8 febbraio 2021

Scusate, abbiamo aspettato alcuni giorni, dal 18 marzo “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus”, prima di esprimere un nostro giudizio su questo anno infame. Speravamo che la parola “memoria” avesse fatto anche solo una piccola breccia nel muro dell’irresponsabilità e della criminale demagogia che hanno affiancato per più di dodici mesi la pandemia. Invece neppure una parola. Non chiedevamo tanto, soltanto una presa di coscienza dei danni compiuti. Perché vi sono dei responsabili, eccome ci sono.

Sarebbero bastate poche parole:

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SI’ PADRONE!

Titolo a tutta pagina di Alessandro Sallusti sul “Giornale”: 

“Caos governo

IN CAMPO ANCHE LE TOGHE

Cesa indagato per ‘ndrangheta, la tegola piomba sull’allargamento della maggioranza all’Udc”

P.s. non pubblicato: “caro Silvio, lo hai notato quanto sono stato bravo? Ho caricato sulla maggioranza la vicenda Cesa. Così i lettori si dimenticano che Cesa, fedele alleato, qualche ora, fa ha partecipato al vertice di tutto il Centrodestra di cui fa parte da anni, e ha fatto votare tutti i suoi contro il Governo sia alla Camera sia al Senato. Come ha detto la nostra Giorgia, noi siamo sempre tutti “coesi”. Per onestà devo dire che però Storace sul “Tempo ” è stato più bravo e obiettivo di me. Ha messo la notizia di Cesa in una colonnina e l’ha intitolata: “Se per un incarico politico e una cena si diventa mafiosi”. Ha ragione il nostro Storace: è grave accusare qualcuno di collusione mafiose quando ancora non è stato accertato se ci ha fatto sesso, con la mafia. Cordiali saluti. Se passo per Arcore le vengo a baciare la pantofola.  il tuo Alessandro Sallusti

la lepre marzolina – venerdì 22 gennaio 2021

MEDAGLIA D’ORO PER “libero”

Data storica per il giornalismo italiano. Con una certa emozione stamattina, mercoledì 9 aprile 2020,  abbiamo scoperto che Littorio Feltri , direttore di “Libero”, ha voluto formalizzare il ruolo che da tempo sta svolgendo nella stampa italiana e ha arricchito la testata con una qualifica più precisa e ben meritata. Potrebbe sembrare solo un aggiustamento grafico,  invece è un’orgogliosa presa d’atto della supremazia raggiunta nei confronti di competitori come Belpietro, Sallusti, Sansonetti  e persino Bechis che, nonostante gli sforzi e la buona volontà, non riescono a raggiungere i vertici di “Libero”  e quindi a minacciarne la  funzione di rappresentanza vera della cartacea Destra-trash.  Adesso, dall’alto del picco raggiunto, non gli resta che superare sé stesso.  [e.ma.]

TUTTI ASSIEME APPASSIONATAMENTE: CHI HA CORROTTO E DIVORATO L’ITALIA

La situazione è tragica. Adesso è la stagione dei morti e della sofferenza. Poi ci sarà la stagione della miseria e dell'”assalto alla diligenza”. Dovrà rinascere una Terza repubblica, davvero liberal-democratica, fondata sul serio sui valori costituzionali, sulla libertà, sulla giustizia e sullo stato sociale. Tutto ciò non potrà avvenire senza una vera resa dei conti, senza una riflessione critica di quanto è avvenuto negli ultimi venticinque anni, quando la gran parte della classe dirigente (assolutamente non solo quella politica) ha corrotto l’etica pubblica alle fondamenta, ha immiserito  il paese, ha violato, addirittura irriso, le regole dello stato di diritto, ha svuotato le Istituzioni, ha fatto dilagare corruzione, evasione, egoismi, disuguaglianza. Ha depenalizzato ogni mascalzonata non solo in termini giuridici, ma, ciò che è più grave, nel giudizio morale degli individui.

Non può nascere alcuna Terza repubblica se non risorge presso i cittadini un sentimento critico di rigetto e di indignazione nei confronti della criminalità, dell’ignoranza,  della demagogia, del dilettantismo, del servilismo informativo che hanno imperato, La responsabilità di questo disastro è di (quasi) tutti. Naturalmente la salvezza non va affidata a nessuna caricatura di “Uomo forte” o a veri o pseudo Tecnici, bensì alla Politica, con i suoi sacrosanti conflitti di idee, di valori e di interessi. Ma non può nascere alcuna Terza repubblica se non si riconosce alla Serietà un valore fondante. Chissà se il Coronavirus ucciderà anche l’eccessiva e colpevole sopportazione degli italiani. Deve cominciare un’epoca di Severità. Noi lo auspichiamo. [e.ma.]

Qui alleghiamo un video molto significativo sulla Lombardia presente e passata.

TRE NOTIZIOLE

Giornate da segnare sul calendario. Tre notizie.

La prima è la sentenza della Corte costituzionale che smantella la legge regionale della Lombardia del 2015 a guida leghista in materia di localizzazione dei luoghi di culto, perché il provvedimento limitava irragionevolmente la libertà religiosa, che «garantita dall’articolo 19 della Costituzione comprende anche la libertà di culto e, con essa, il diritto di disporre di spazi adeguati per poterla concretamente esercitare». «Le norme censurate finivano così per determinare – sottolinea la Corte – una forte compressione della libertà religiosa senza che a ciò corrispondesse alcun reale interesse di buon governo del territorio». Al grave passo indietro nel campo della libertà religiosa compiuto dall’amministrazione leghista la Corte costituzionale ha risposto con la conferma che il nostro stato non è talebano e clericale. E ovviamente non è mancata immediatamente la replica del capo dei talebani nostrani, Salvini, che ha colto l’occasione per confermare tutto il suo pensiero autoritario e per dare un’ulteriore prova che quando parla non sa neppure di cosa si tratti. Salvini: «Reciprocità [Ma tra quali soggetti? E su che materia?] e rispetto delle nostre leggi e regole [in verità la Consulta non ha chiesto che questo, appunto, il rispetto delle nostre norme violate dai suoi lombardi] per aprire moschee e altri luoghi di culto, chiediamo troppo?» [E infine l’infamia di un attacco diretto alla Corte costituzionale…] «Non si sente certo il bisogno di un’altra Consulta islamica…». Noi avremmo bisogno di meno clericalismo becero. Vogliamo tornare a prima del 1870?

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RUINI SDOGANA CIO’ CHE NON E’ SDOGANABILE

di franco pelella

Il cardinale Camillo Ruini, storico esponente della destra cattolica, nel corso di un’intervista ha dato delle risposte palesemente inadeguate a due domande su Matteo Salvini tentando di sdoganare quello che non dovrebbe essere sdoganabile. Ruini è rimasto nel vago dicendo che non condivide l’immagine negativa di Salvini senza specificare perché non condivide questa immagine, che Salvini ha notevoli prospettive davanti a sé senza dire se è contento o meno di queste prospettive, che il dialogo con lui è doveroso senza specificare perché sarebbe doveroso e che per i migranti vale la parole del Vangelo sull’amore del prossimo salvo poi dire che non bisogna sottovalutare i problemi che le migrazioni comportano. Colpisce la furbizia di Ruini, il suo dire e non dire, ma è chiaro che si tratta di una captatio benevolentiae che sorvola sui tanti aspetti negativi di Salvini (il razzismo, l’arroganza, la spregiudicatezza, la furbizia, l’autoritarismo, ecc. ecc.). Ma la risposta che più dà fastidio è quella relativa all’abitudine di Salvini di baciare il rosario in pubblico. Qui Ruini si è superato mettendo in dubbio l’evidente strumentalità dell’operazione e facendo cenno ad una presunta reazione al politicamente corretto che è palesemente inesistente.

Cordiali saluti     Franco Pelella – Pagani (SA)

LA FOGNA DI DESTRA

In una nota trasmissione televisiva Mario Giordano, giornalista di punta dello schieramento berlusconiano, per offendere Gino Strada  non ha trovato di meglio che dirgli: «Si è ridotto ai livelli di Sgarbi». Ingiuria sanguinosa. Che ci porta a due constatazioni: anche a destra ormai il re del turpiloquio spettacolarizzato è diventato metro di giudizio offensivo. Secondo: credevamo che al livello di Sgarbi ci fosse solo Feltri, e invece no, anche per i berlusconiani, chiunque, se ci si mette, può raggiungere il fondo della fogna della cosiddetta informazione di destra.

la lepre marzolina – 13 febbraio 2019