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INFANTILISMO DEMOCRATICO

di enzo marzo

Oramai è diventato un ritornello. Il Parlamento invita degli esperti qualificati o con ruoli pubblici per ascoltare le loro analisi. Gli esperti dicono la loro, sapendo che non solo è loro diritto esprimere con chiarezza il proprio pensiero e fornire i numeri che conoscono, ma è loro dovere fornire ai parlamentari tutti i materiali in loro possesso. Ovviamente ogni forza politica può contestare le loro affermazioni, portare nella discussione pubblica altri e contraddittori dati. Invece nella democrazia paleolitica che si vuole imporre nel nostro paese non passa un minuto e, a turno, uno dei “dioscuri infantili” immediatamente interviene chiedendo le dimissioni dell’esperto consigliandogli di presentarsi alle elezioni. Il che evidentemente non c’entra assolutamente nulla.

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DEMOCRAZIA E SORTEGGIO. A PROPOSITO DI UN ARTICOLO DI NADIA URBINATI

di paolo fai

La democrazia nell’antica Atene era regolata da elezioni per alzata di mano e per sorteggio. Le più diffuse erano quelle per sorteggio. La fonte antica più autorevole, che più e meglio di tutte quelle in nostro possesso illustra le procedure elettorali in Atene, è la Costituzione degli Ateniesi di Aristotele, testo fondamentale per conoscere la storia, politica e costituzionale, di Atene, composto dal filosofo forse pochi anni prima della sua morte, avvenuta nel 322/21 a.C.
Diviso in due parti, dall’inizio al cap. 41, il trattato offre una panoramica degli avvenimenti storici dalla figura del mitico Teseo fino alla restaurazione della democrazia nel 401 a.C.; a partire dal cap. 42 fino alla fine (cap. 69), invece, lo sguardo di Aristotele si appunta sulla “macchina” costituzionale, sulle cariche pubbliche e sull’organizzazione dei tribunali in Atene.

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però, alcuni passi avanti

di enzo marzo

Abbiamo perduto tutti. Il terreno degli sconfitti è pieno di cadaveri. E coloro che hanno vinto presto si accorgeranno che per loro giustamente comincerà una vita durissima. A noi resta la convinzione che non si può gestire la cosa pubblica senza la Politica. La campagna elettorale aveva dimostrato che la Politica aveva già perduto: il campo di battaglia era un deserto avaro di valori, di progetti , di tradizione ideale. E infatti ha vinto chi ha fatto copia/incolla del lepenismo e a destra è stato il solo a presentare una qualche disegno riconoscibile, e chi ha raccolto i regali provenienti per decenni dall’intera classe politica marcia e ostentatrice senza vergogna del proprio marciume. Da una Casta senza valori democratici e deresponsabilizzata dagli “inciuci” e dalle “larghe intese”. Per raccogliere i voti bastava un canestro.

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