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VACCINO COME DIRITTO DI TUTTI

della Consulta di Bioetica Onlus

UNA DIFESA DELL’OBBLIGO VACCINALE E DEL GREEN PASS PER IL COVID 19
Dal 6 agosto 2021 anche in Italia il Green Pass, o certificazione verde Covid-19, è obbligatorio per accedere a strutture e spazi pubblici, ovvero per muoversi con più facilità in Europa. Dal 1 settembre l’obbligo si è esteso anche ai viaggi di media e lunga percorrenza (treni, aerei) e all’accesso a università e scuole (personale scolastico, personale universitario e studenti
universitari). La scelta del governo italiano ha fatto discutere, ha suscitato perplessità e a volte anche qualche ostilità. La principale ragione contraria fa riferimento a appelli, più o meno ragionati,
alla libertà individuale e al diritto di ciascuno di decidere per sé sul proprio corpo.

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LIBERALI, ILLIBERALI, NON LIBERALI E PANDEMIA

di raffaello morelli

Puntualmente, con la pandemia,  sta emergendo la (purtroppo) profonda cultura illiberale  radicata in Italia, vale a dire la cultura che opera contro le condizioni della libertà. Le cure della pandemia, come il green pass (nel prosieguo indicate con “tessera verde”), sono trattate non per quello che sono – delle terapie  molto utili nel vivere – bensì per  i limiti che imporrebbero alla libertà individuale. Perciò, gli illiberali si stracciano le vesti e si scagliano contro la tessera verde paragonata ai comportamenti dei peggiori regimi dispotici. Qui si vuol ricordare agli illiberali – i quali non a caso riscoprono solo ora il concetto di libertà ostacolato in decenni – che cosa la libertà significhi per i liberali e quale ruolo costruttivo abbia in una società democratica.

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RESPONSABILITA’ E IRRESPONSABILITA’

Dopo un giorno in cui il covid pare in calo (finalmente, ma bisognerà vedere i dati dopo due settimane dalle aperture di maggio), Salvini si loda e si sbroda: il merito è tutto suo. Ma delle due l’una: se il demagogo della Lega si attribuisce il merito della sua battaglia contro le chiusure, si deve accollare la responsabilità morale delle decine di migliaia di morti causati dalle sue campagne negazioniste e aperturiste dello scorso anno. O no?

la lepre marzolina – sabato 8 maggio 2021

25 aprile: perché ricordarlo nella stagione della pandemia

di angelo perrone

La resistenza è un insieme di storie individuali coraggiose e solidali, capaci di trasformarsi in uno dei momenti fondativi dello Stato nazionale. Un messaggio di attualità, mentre cerchiamo di uscire dalla pandemia

Sono trascorsi 76 anni da quando, il 25 aprile 1945, il Comitato di liberazione Alta Italia proclamò l’insurrezione generale contro il regime nazi-fascista nei territori ancora occupati. Quella data già l’anno successivo divenne festa nazionale. Era diffusa l’urgenza di riconoscersi simbolicamente in una data cosi decisiva per le sorti del paese.

Lo scopo era ricordare il coraggio di tanti che misero a repentaglio la vita per opporsi alla dittatura, o la sacrificarono, decisi a tutto pur di riscattare la libertà perduta. Nello stesso tempo si voleva dare un segnale politico: celebrare il momento fondativo della nuova Italia, individuato appunto nella lotta di liberazione.

La decisione ha avuto, fin dall’inizio, un doppio significato: rendere omaggio alle storie individuali, al sacrificio personale, agli straordinari esempi di coraggio avvenuti allora, ma anche commemorarne il ruolo rispetto alla nuova epoca che si voleva far nascere, la stagione del referendum istituzionale sulla forma repubblicana dello Stato e ancor più della stesura della Costituzione.

Nella resistenza si verificò uno straordinario incrocio di destini perché la lotta raccolse sullo stesso fronte persone con interessi differenti, e che avevano opinioni politiche contrapposte (liberali e comunisti, cattolici e socialisti).

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PRIMA I PRETI

In Piemonte avanza una nuova e inedita  categoria vaccinale extra ordine: i religiosi che verranno vaccinati all’ospedale della curia Cottolengo di Torino.  Con una elencazione generica  potenzialmente aperta a  intromissioni. Perche’vaccinarli  separatamente come “corpo” (tra l’altro di sola religione cattolica? In struttura ospedaliera “cattolica”?). E fragili e disabili gravi o ultra 80enni ancora in attesa e non appartenenti alla categoria, inesistente nelle raccomandazioni ministeriali , dei “ministri di culto”?   Ciò accade in un paese dotato di etica civile in cui la Magistratura dovrebbe indagare anche sui magistrati che si sono vaccinati prescindendo da qualunque priorità. Soggiungo che per priorità deve necessariamente intendersi priorità di rischio clinico  (di prendere il Covid morendo o finendo in terapia intensiva ) . Mai riferita a categorie sociologiche. Secondo scienza, coscienza, tempestività  e appropriatezza. Discriminazioni nelle discriminazioni che avanzano anche sfacciatamente

 
 
 
 

18 marzo: UNA DICHIARAZIONE NON PERVENUTA

di enzo marzo

“Domani proporremo a Draghi il modello Bertolaso. C’è un modello lombardo che è il più avanzato dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione e delle vaccinazioni“   Matteo Salvini 8 febbraio 2021

Scusate, abbiamo aspettato alcuni giorni, dal 18 marzo “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus”, prima di esprimere un nostro giudizio su questo anno infame. Speravamo che la parola “memoria” avesse fatto anche solo una piccola breccia nel muro dell’irresponsabilità e della criminale demagogia che hanno affiancato per più di dodici mesi la pandemia. Invece neppure una parola. Non chiedevamo tanto, soltanto una presa di coscienza dei danni compiuti. Perché vi sono dei responsabili, eccome ci sono.

Sarebbero bastate poche parole:

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