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per favore, un po’ di umanità

de la lepre marzolina

Lo so che Briatore è il prototipo dell’italiano imbroglione, volgare e ignorante, nulla da eccepire, lo so che ha impestato mezza Italia, ma credo proprio che per quante malefatte abbia compiuto non è da paese civile condannarlo a 14 giorni di domiciliazione coatta assieme alla Santanchè. Dopotutto l’Italia deve rispettare l’art. 1 della Convenzione ONU del 1984, nonché l’art. 613-bis del codice penale che prevede esplicitamente che la tortura si realizza anche con gravi crudeltà (ovvero con trattamento inumano e degradante). Sono indignato. Basti vedere come la domiciliazione coatta con la Santanchè abbia distrutto il suo “fidanzato” Sallusti, che torturato per troppo tempo non si è più ripreso e ora non riesce a scrivere un editoriale che non sia indecente.

SENATRICE MARZIA CASOLATI, DELLA LEGA PER SALVINI, PROFESSIONE ACCATTONA

Una senatrice piemontese della Lega, Marzia Casolati, proprietaria di una storica gioielleria a Torino, ha incassato il bonus di 1500 euro della Regione, il “Riparti Piemonte”, destinato alle attività economiche costrette alla chiusura durante il lockdown. Con i giorni aumentano gli accattoni del partito di Salvini che hanno chiesto e ottenuto i bonus, che siano i 600 euro del governo o i contributi per le aziende come nel caso della senatrice Casolati, eletta in Parlamento nel 2018 ma militante leghista da decenni e ora sospesa dal partito.

 Comunione e Liberazione in Uganda: niente stipendi ai professori delle scuole cattoliche

di emanuela provera

Il coronavirus è pericoloso e uccide anche in Uganda, un’area geografica che molti pensavano isolata e diversa dal resto del mondo.

Mentre i casi confermati salivano a 1.079, giovedì 23 luglio il Ministero della Salute ugandese confermava la prima morte di una giovane donna trentaquattrenne, con queste parole “May her soul rest in eternal peace”. Residente nel Distretto di Namisindwa, un quartiere nella Regione orientale del paese, a metà luglio la donna è stata ricoverata in ospedale per una diagnosi di polmonite grave.

LE SCUOLE CATTOLICHE

L’accanirsi dei contagi e la diffusione del virus hanno spinto il Ministero della Pubblica Istruzione a predisporre un piano di emergenza per garantire la continuità di apprendimento a 15 milioni di studenti, che non potranno seguire regolarmente le lezioni scolastiche proprio a causa della “chiusura” introdotta nel paese; in particolare è stato stampato e diffuso un programma di acquisizione autonoma che gli studenti devono seguire senza l’affiancamento del corpo docente.

Il piano governativo dell’Istruzione ha ricevuto però critiche da alcuni rappresentanti del mondo cattolico i quali lamentano una mancanza di interlocuzione sulle modalità di implementazione dello stesso; tra questi il Reverendo Ronald Okello, segretario esecutivo dell’Educazione per la Conferenza episcopale dell’Uganda (CEU). Il suo intervento ha avuto una certa eco perché sono almeno 3.388 le scuole cattoliche in Uganda alcune delle quali sostenute direttamente dal governo.

La scuola intitolata a don Luigi Giussani a Kampala

È proprio sulla questione economica che stanno emergendo diatribe e tensioni: Okello ha chiesto a tutte le diocesi ugandesi di sospendere il pagamento degli stipendi degli insegnanti ma senza tener conto della direttiva del governo che vieta ai proprietari delle scuole private di interrompere i contratti dei dipendenti e obbligandoli a pagare gli emolumenti anche nel periodo di “chiusura”. La disposizione governativa è vincolante nonostante le restrizioni introdotte a causa della pandemia siano in vigore da molte settimane. La Conferenza episcopale ugandese (CEU) ha replicato che, senza donazioni e pagamento delle rette, le scuole cattoliche non possono permettersi di pagare gli stipendi dei dipendenti che sono a loro carico.

CHI È ROSE BUSIGNYE

Port Bell è una piccola città del Distretto di Kampala nella quale sorge una scuola cattolica molto attiva anche se di recente costruzione: la Luigi Giussani Institute of Higher Education (LGIHE) aperta nel 2012 dopo una visita di Don Julián Carrón nel Paese. Successore di don Luigi Giussani, oggi a capo del movimento di Comunione e Liberazione, Carrón incontrò la popolazione autoctona, radunata per l’occasione su iniziativa di una donna molto nota, la Memores Domini (Memores Domini è un gruppo riservato di Comunione e Liberazione, ndr) Rose Busingye, la quale raccontando la nascita dell’Istituto, di cui è fondatrice, ha dichiarato “ho cominciato a vedere che l’unico bisogno del mondo non è quello del pane ma quello dell’educazione” [1]. La Busingye, diplomata come infermiera e ostetrica negli anni ’90, è fondatrice e presidente del Meeting Point International, una organizzazione non governativa che, in aderenza agli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa cattolica, si pone come priorità l’assistenza alle vittime dell’HIV/AIDS, la promozione dell’istruzione e la riduzione della povertà [2].

A proposito dei Memores Domini il 26 giugno scorso si è svolto un incontro che potrà rivelarsi decisivo per il loro futuro [3], durante il quale ai rappresentanti dell’Associazione è stato consegnato il decreto di nomina di un delegato pontificio, il gesuita padre Gianfranco Ghirlanda; in qualità di commissario pontificio svolgerà il compito di guidare l’associazione nel processo di revisione del direttorio e dello statuto e contestualmente nel risanamento di alcuni problemi associativi già segnalati alla Santa Sede. L’incontro si è svolto alla presenza del cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici.

Ma non finisce qui. In Uganda la formazione, gestita dal mondo cattolico, si integra in quello più “profano” e laico  di organismi che operano nell’ambito della cooperazione internazionale, con lo scopo (o il pretesto) di fornire aiuti umanitari; uno di questi è l’ente no profit AVSI che, oltre a finanziare la Luigi Giussani Institute of Higher Education (LGIHE), riceve contributi, pubblici e privati, anche dall’Italia (€ 7.744.174,00 nel 2019, € 5.351.129,00 nel 2018) e dalla Conferenza episcopale italiana (1.936.987,00 nel 2019, € 1.027.229,00 nel 2018) oltre che dalla Comunità Europea [4]. La Presidente del consiglio di amministrazione è Patrizia Savi precedentemente a capo di Sea Prime e ancor prima direttore pianificazione e finanza A2A.

CANONIZZAZIONI

Un nostro contatto, che preferisce restare anonimo, ha incontrato Rose in occasione di una cena tra rappresentanti del Movimento di Comunione e Liberazione; queste alcune delle sue parole: “Per il movimento ciellino la Busingye è già la nuova Giuseppina Bakita (proclamata santa il 1° ottobre 2000 da Papa Wojtyla, ndr)  [5], viene presentata a tutti gli eventi ufficiali quali il Meeting di Rimini, gli esercizi spirituali annuali, il New York Encounter, l’Encuentro Madrid, con lo scopo di mitigare il volto razzista della casta ciellina e di promuoverla come testimonial del Movimento”. Lo stesso interlocutore ritiene che l’Uganda sia un Paese prezioso per promuovere la figura di don Luigi Giussani il cui iter canonico che introduce la causa di beatificazione e canonizzazione è iniziato nel 2012. Rose Busingye fu persino invitata nel 2009, insieme ad altri ospiti, al sinodo dei Vescovi africani, al temine del quale disse: «Quando conosci la fede tutto ti appartiene. È una mentalità nuova, persuasiva». Ne siamo persuasi.

emanuela.provera@libero.it

twitter@dentrolod

Speciale per Africa ExPress

[1] https://www.ilsussidiario.net/news/educazione/2013/11/10/uganda-rose-busingye-giussani-carr-n-e-la-passione-di-12-ragazzi-cosi-nasce-una-scuola/441590/

[2] https://www.youtube.com/watch?v=aucIkit6Bbw

[3] L’Associazione laicale Memores Domini è stata riconosciuta quale associazione internazionale di fedeli mediante decreto del Pontificio consiglio per i laici in data 8 dicembre 1988

[4] Bilancio aggregato al 31/12/2019 certificato dalla EY S.P.A

[5] http://www.bakhita.fdcc.org/canonizzazione.html

 

 

BOLSONARO, PROFESSIONE GENOCIDA

LETTERA AGLI AMICI E AMICHE ALL’ESTERO
di Frei Betto

Care amiche e cari amici,
in Brasile si sta consumando un genocidio! Mentre vi scrivo, 16 luglio, il Covid-19, apparso da queste parti nel febbraio di quest’anno, ha già ucciso 76mila persone. Sono già 2 milioni le persone contagiate. Entro domenica prossima, 19 luglio, arriveremo a 80 mila vittime. È verosimile che in questo momento, mentre state leggendo questo mio drammatico appello, si raggiunga la soglia dei 100mila morti.
Quando penso che nella guerra del Vietnam, durata 20 lunghi anni, sono state sacrificate le vite di 58 mila militari statunitensi, mi rendo conto della gravità di quanto sta accadendo nel mio paese. Questo orrore è causa di indignazione e ribellione. E sappiamo tutti che le misure precauzionali e restrittive, adottate da tanti altri paesi, sarebbero state in grado di evitare un così elevato numero di perdite.
Questo genocidio non scaturisce dall’indifferenza del governo Bolsonaro. È intenzionale.

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PERCHÉ GLI STATI UNITI SONO PERICOLOSI PER IL COVID, MA SONO PRIVILEGIATI? DOMANDA SENZA RISPOSTA

di gian giacomo migone
 
“Caro Direttore,
in data 10 luglio, a pagina 14 del quotidiano da Lei diretto, trovo un singolare paradosso. Da una parte una colonna puntualmente specifica come “Gli Stati Uniti hanno ieri registrato l’aumento più alto di casi in un giorno, oltre 60mila, con 3 milioni di contagiati e 132mila morti: da soli hanno circa un quarto delle infezioni nel mondo”. Dall’altra, un esauriente articolo elenca i paesi da cui il nostro governo non ammette i provenienti, aggiunge i paesi da cui i provenienti saranno sottoposti a 14 giorni di quarantena (tra cui Giappone, Canada e Cina, con riserva di reciprocità). Degli Stati Uniti, con tasso di contaminazione ben superiore a questi ultimi, non si fa cenno alcuno – salvo l’esclusione, nell’apposita mappa dai paesi soggetti a restrizioni – malgrado una direttiva non vincolante dell’Unione Europea li abbia “blacklisted”.
Omissione d’informazione e/o di segnalazione di un nostro serio problema di politica estera e/o sanitaria? A onor del vero largamente condiviso dagli altri media italiani?
Cordialmente,
Gian Giacomo Migone.
QUESTA LETTERA A “REPUBBLICA 3.0” NON E’  STATA PUBBLICATA

LA RISPOSTA GIUSTA

Francesco Facchinetti, cantante, sta diffondendo un video in cui pone  questa domanda epocale: “Tanti parlano ma nessuno fa la domanda giusta: ‘Fa più vittime il coronavirus o il lockdown?’“. Ma non è vero che sia il primo a farci questa domanda retorica che comprende anche la risposta, anzi uno stuolo di scriteriati la sta ripetendo da tempo, pur di esibire la loro inesperienza su tutto. Gli Sgarbiani, per intenderci.

Adesso che abbiamo “la domanda giusta” possiamo fornire anche la”risposta giusta”: a fare più vittime non è né il corona virus né il lockdown, bensì l’immensa stupidità umana, che si manifesta in molti modi: assembramenti di persone che festeggiano in anticipo la propria o altrui morte, presenzialisti alla ricerca della scempiaggine più bislacca per conquistare il primo posto sul palcoscenico, politici che si sentono legittimati a sostenere tutto e il contrario di tutto, cantanti fatui che si travestono da epidemiologi o da politici pur di soddisfare la loro fregola di comparire… 

la lepre marzolina – mercoledì 19 agosto 2020

TUTTI I DUBBI SU UN’APP PASTICCIATA

Un modesto ragionamento (a prescindere dallo stupido  tifo da stadio tra catastrofisti governativi e negazionisti, tra l’altro) sull’app.  E partiamo dalla pubblicità che alcuni hanno trovato antifemminile.  Dicono che sarebbe anonima.   Ma allora servirebbe a ben poco: incrociato un infetto o se incrocio altre persone prima di sapere di essere infetto chi ne informa il servizio sanitario? E se essendo asintomatico continuo in assoluta buona fede a circolare potenzialmente infettando? Che succede? Ne rispondo? E poi registrarsi tramite Google o Apple su cui si è nominativamente profilati non pare conciliabile con l’anonimato.  Dicono che servirebbe a tracciare i contatti  di nuovi contagiati e con i contagiati.  Ma, posto che il tampone, al netto del tampone di controllo, lo hanno fatto a pochissimi (poco più di 1 milione e mezzo su 60 milioni) ,ora 60 mila al giorno in media con ritardi di  10/20 giorni rispetto ai sintomi  ed esiti successivi di circa 5 giorni e che molti , se non i più di costoro, o sono per fortuna guariti o alcuni purtroppo deceduti, la probabilità di incrociare uno di loro o che altri da me incrociati nei 15 giorni antecedenti fossero infetti è minima, residuale o  infinitesimale.  Inoltre le persone contagiate e contattate, per fare scattare l’allerta, dovrebbero anche esse  avere scaricato l’app  ed entrambi avere il cellulare  con l’app  in funzione aggiornata  quando vengano in contatto. Troppe cose in contemporanea, o no?      Continua la lettura di TUTTI I DUBBI SU UN’APP PASTICCIATA

Caporetto in Lombardia – Ecco le tappe degli errori

di pino nicotri

Caporetto in Lombardia. I piani c’erano, come i cannoni. Ma nessuno li ha fatti funzionare. Incredibile, ma vero. Hanno sbagliato alla grande, lo hanno anche ammesso candidamente tutti. Eccetto uno che nega sfacciatamente l’evidenza. E un altro che alle parole “ho sbagliato” premette un coraggioso “forse”.

Ma nessuno tra i vari Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, Giulio Gallera, assessore lombardo al Welfare, Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Nicola Zingaretti, segretario nazionale del PD, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, Gian Piero Gasperini, responsabile tecnico dell’Atalanta, cioè della squadra di calcio di Bergamo, Stefano Scaglia, presidente della Confindustria di Bergamo, e Matteo Salvini, segretario della Lega (in realtà di Lega ce ne sono due, ma tralasciamo), nonostante la scia di morti e di danni disastrosi  pensa neppure lontanamente di tirarne le conseguenze. Cioè di dimettersi. Ma andiamo per ordine.

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Senza anziani non c’è futuro

Appello per ri-umanizzare le nostre società. No a una sanità selettiva

Da una preoccupazione della Comunità di Sant’Egidio sul futuro delle nostre società – emersa in questi giorni durante la crisi causata dal coronavirus – nasce questo appello, tradotto in diverse lingue e diffuso a livello internazionale (vedi i primi firmatari in fondo).

PER FIRMARE:  https://www.santegidio.org/pageID/37740/langID/it/Senza-anziani-non-c-%C3%A8-futuro-Appello-per-riumanizzare-le-nostre-societ%C3%A0-No-a-una-sanit%C3%A0-selettiva.html

È rivolto a tutti, cittadini e istituzioni,  per un deciso cambiamento di mentalità che porti a nuove iniziative, sociali e sanitarie, nei confronti delle popolazioni anziane.

Nella pandemia del Covid-19 gli anziani sono in pericolo in molti paesi europei come altrove. Le drammatiche cifre delle morti in istituto fanno rabbrividire.

Molto ci sarà da rivedere nei sistemi della sanità pubblica e nelle buone pratiche necessarie per raggiungere e curare con efficacia tutti, per superare l’istituzionalizzazione. Siamo preoccupati dalle tristi storie delle stragi di anziani in istituto. Sta prendendo piede l’idea che sia possibile sacrificare le loro vite in favore di altre. Papa Francesco ne parla come “cultura dello scarto”: toglie agli anziani il diritto ad essere considerati persone, ma solo un numero e in certi casi nemmeno quello.

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FINO A CHE PUNTO ARRIVERÀ LA SFRONTATEZZA SFRENATA?

di  francesco pisarri

Spero che questa pandemia ci costringa a ripensare a come viviamo, che costringa gli uomini a cambiare strada e a riscoprire quei valori che abbiamo perso da tempo umiliati dalla volgarità e dalla stupidità che ci circonda.

Sarà dura ma cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno. Soffriremo in molti … ma speriamo che almeno ci aiuti a cambiare, a non tollerare più un mondo privo di compassione e sempre sull’orlo di inutili guerre, un mondo che non ha trovato mai le risorse per i deboli, i poveri, tutti quelli che vivono umilmente del proprio lavoro, che non sfruttano gli altri, non rapinano la terra.

Abbiamo tollerato anche troppo questo sistema, i suoi corifei, i suoi imbonitori, che hanno sempre fatto passare per nostri gli interessi e l’avidità di pochi. Abbiamo tollerato la stupidità, la volgarità, l’apparire, le menzogne, gl’inganni e le ipocrisie del potere per poi trovarci indifesi di fronte alle necessità primarie. Abbiamo tollerato un sistema produttivo che ha sfruttato il lavoro, il bisogno, la fame, la paura di tutti noi. Un sistema che ha violentato la terra, il clima, le altre specie viventi, virus compresi, che ha bruciato immense risorse naturali per costruire strumenti di morte, per produrre miliardi di tonnellate di merci inutili se non dannose. Un sistema che ha ridotto in povertà e miseria miliardi di persone o comunque ce le ha lasciate.

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TRA POCO SARA’ IL MOMENTO DI STARE DISCONNESSI, ORA BISOGNA PREPARARSI AL DOPODOMANI. LO SFOGO DI UNA MADRE

di candida d’aprile

I grandi dimenticati di questa esperienza sono i bambini e i ragazzi. Qualcuno lo dice, ma se ne continua a parlare poco, o meglio, se ne parla anche, ma finora si è fatto poco, anzi nulla.

Tutti noi abbiamo fatto delle rinunce in questi ultimi 3 mesi, ci siamo privati di questo e di quello. Ed ora abbiamo solo voglia di riprendere le nostre vite. Le vite dei bambini (dei minori in genere) invece, riprendono solo secondo il volere degli adulti, con modalità scelte dagli adulti.

In una società senza servizi tutto, proprio tutto, viene scaricato sulle famiglie, che spesso non sono in grado, non ce la possono proprio fare. Il problema è di carattere economico, organizzativo, sociale, ma anche e soprattutto generazionale e culturale.

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