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LA “NEOLINGUA” AL TEMPO DEL GOVERNO PENTALEGHISTA

di enzo palumbo

Nel vocabolario della lingua italiana, edito dalla premiata casa editrice “Rousseau”, fornitrice della Real Casa di S. M. Casaleggio II°, alla lettera C, la parola “condono” non esiste; subito dopo la parola “condominio”, proprio quando un lettore disinformato si aspetterebbe di vedere stampato il verbo “condonare” e poi tutti i suoi derivati,  una minuscola e quasi illeggibile nota a piè di pagina avverte che per tutte le parole che cominciano con “condo” occorre andare alla lettera P, a partire dalla parola “pace” e relativi derivati, come l’espressione “pace fiscale”, che sta a indicare la  straordinaria stagione di “serenità collettiva” da poco instaurata per rendere finalmente giusti ed equi i rapporti tributari tra  i cittadini tartassati e lo Stato tartassatore degli ormai debellati regimi.

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L’ULTIMA GOCCIA

Manovra, Di Maio: «2,4% non cambierà, siamo uno Stato sovrano». Con la dovuta premessa che dobbiamo tutti ringraziare il “governo del cambiamento” perché ci riporta alla gioventù, quando protestavamo contro i condoni fiscali  fatti da Rumor (chissà a quanti  millennials dice qualcosa questo nome) o da Andreotti. Il cambiamento è autentico, ci ritornano i capelli neri e pelle fresca come quelli di Di Maio, ci possiamo tutti iscrivere alla Dc, corrente dorotea o corrente mafiosa. Dobbiamo anche ringraziare il v. presidente (quello che non conta nulla) per aver eletto alla Rai un Presidente di Garanzia dell’estrema destra (dato che come è noto non esistono più né destra né sinistra)… e così via… Tolleriamo tutto, ma non l’ultima goccia. Ci rimane indigesta la scimmiottatura da parte dei casallegini persino del linguaggio nazionalista di Salvini e di Orban. Assimilare il linguaggio altrui è il primo segno sicuro che si è morti.

la lepre marzolina – 25 ottobre 2018

RIVOGLIAMO I NOSTRI SOLDI. UN APPELLO

Rivogliamo i nostri soldi.  Non ci capacitiamo del come la Procura della Repubblica possa avere, come crediamo   indebitamente, ratificato, una siffatta dilazione di ben 82 anni , concedendo alla Lega di Salvini un sostanziale abbuono di un debito certo liquido ed esigibile di ben 49 milioni di euro frutto di una indebita appropriazione di somme erogate dallo stato che sono di pertinenza dei cittadini tutti contribuenti e di cui è molto discutibile che  un giudice possa disporre il sostanziale condono .  Per di più con una conferenza stampa che maschera una resa del diritto e l’abdicazione di chi ne deve pretendere l’applicazione uguale per tutti . Senza alcuna garanzia di restituzione , con il sapore amaro della beffa e nella quasi totale e ragionevole certezza che tra 82 anni non ci saranno più né Lega né Salvini.. E nemmeno quasi tutti noi .. Cittadini comuni ai quali lo stato non concede dilazioni o meglio donazioni del genere, che pagando le tasse si sono  visti sottrarre risorse preziose.

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