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le mani nei capelli

Fate uno sforzo di fantasia. Immaginate di essere l’Italia, un paese malato molto grave, con metastasi dappertutto, disteso sul tavolo operatorio. Un attimo prima che l’anestesista vi mandi nel regno dei sogni aprite gli occhi e scorgete la faccia del chirurgo che vi deve operare al cuore. Un intervento difficilissimo al limite dell’impossibile, e vi accorgete che al posto del primario, non si sa per quale beffa del destino, c’è, bisturi alla mano, il portantino  che vi ha trasportato in camera operatoria. Ricoperto di sudore, non vi resta che offrire il braccio alla siringa che vi farà precipitare nel profondo nero dell’incubo.

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DEI CASALEGGINI E DELL’INFORMAZIONE

di enzo marzo

Servono due premesse. La prima. Chi scrive si pronunciò a favore di Virginia Raggi come sindaca di Roma. La motivazione era chiara: dopo Mafia Capitale un romano non poteva assolutamente votare per il Pd, ormai ridotto a uno straccio inquinato, dopo la scandalosa liquidazione dell’unico che era uscito pulito da tutta quella vicenda, il sindaco Marino. Ma Orfini genialmente riuscì a distruggere il suo sindaco, suicidare il suo partito e la sua giunta per consegnare agli avversari il Comune con anni di anticipo. Di fronte a tanta imbecillità e a un armadio così zeppo di scheletri bisognava voltare pagina. Personalmente avrei votato per disperazione anche un falso legionario romano stanziante sotto al Colosseo. Era talmente forte la ripugnanza per il Pd che i romani in larghissima maggioranza votarono chi non c’entrava con il malaffare comunale. Tutti implicitamente speravano che si aprissero gli armadi, entrasse aria fresca e che l’incompetenza fosse riequilibrata da un po’ di buongoverno cittadino, anche soltanto di quello spicciolo. Purtroppo si capì subito che la nuova gestione avrebbe fatto un disastro. Il Comune fu travolto da un tourbillon di nomine, di dimissioni, di incompetenti, dei soliti furbacchioni e di loschi figuri. Raggi ha cambiato ben otto assessori. Soprattutto fu evidente l’incapacità sia di fare davvero pulizia sia di governare la città. Conoscemmo meglio la stessa sindaca. Venimmo a conoscenza che non era lontana dai soliti gruppi di potere locale. Non ci piacque affatto la sua provenienza lavorativa da ambienti previtiani. Da cui addirittura arrivarono consigli e suggerimenti per le nomine. Infine lo scandalo, i Romeo, i Marra, e il processo, che si è chiuso con una decisione che ci rallegra perché è inutile infierire contro una ragazza alle prese di un compito mille volte più grande di lei. Il resto è cronaca quotidiana e ogni romano si può rendere conto e giudicare l’operato della giunta attuale.

Ma tutte le feste e il fracasso e dei M5s appaiono immotivati.

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AMMAZZA, CHE CONFUSIONE C’E’ IN CASA M5S

Battista, detto Diba, digiuno di dottrine politiche e recordman cambiaidee secondo gli interessi, ha creduto di lodare il padre definendolo “fascista liberale”. Lo ringraziamo moltissimo perché ci ha fatto precipitare nei ricordi della prima infanzia, quando all’asilo andava di moda una barzelletta, per quei tempi persino audace.

A.: Lo sai che differenza c’è tra lo scolapasta e il water?

B. (dopo aversi pensato un po’ su): Non lo so.

A.: Ammazza, che confusione c’è in  casa tua!

E giù tutti a ridere.

la lepre marzolina – 19 novembre 2018

RAI: IL CAPOLAVORO RENZI-DI MAIO-SALVINI

di enzo marzo

«Tra il dire e il fare c’è di mezzo la Rai. Ve lo ricordate Luigi Di Maio che spiegava che “bisogna cacciare i partiti dalla Rai”, perché “è meglio il sorteggio che le nomine della politica”? Bene: acqua passata. Stasera il governo giallo-verde metterà le mani sui telegiornali. Il Tg1 e il Tg3 avranno un direttore scelto dai Cinquestelle, mentre il Tg2 sarà affidato a un leghista. Per la prima volta dalla fine del monopolio democristiano ecc.»…

Così scrive “la repubblica 2.0”. Ha perfettamente ragione e perfettamente torto. Il comportamento dei 5s prima era preoccupante, ora è addirittura sfacciatamente scandaloso. Il M5s è diventato un cinico gruppo arraffa-potere completamente dimentico delle promesse con cui ha conquistato l’elettorato. E le “porcate” le fa alla luce del giorno. E’ forse inutile ricordare (ma lo facciamo lo stesso perché gli italiani hanno memoria corta)  ciò che i casaleggini affermavano negli anni passati, visto che Di Maio ha raggiunto da tempo quel recordman di menzogne che ha nome Matteo Renzi. Ci consola questo paragone perché ci permette di riaffermare che anche il M5s pagherà caro e pagherà tutto.

C’è da ricordare che il Salvimaio, il governo vintage, ha potuto realizzare lo scempio dell’informazione televisiva semplicemente approfittando della riforma renziana della Rai-Tv varata nel 2015.

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«E VAI… CIRCONVENZIONE DI INCAPACI»

Con il suo urlo in aula «e vai, assolto! assolto!» Bongiorno trasformò l’Andreotti mafioso, giudicato colpevole ma salvato dalla prescrizione, in un innocente perseguitato dalla giustizia. E la stampa nazionale, assetata di menzogne, la prese sul serio. Fu uno dei punti più bassi della propaganda di massa.

Come avviene nei gialli, l’assassino è tornato sul luogo del delitto. Così Bongiorno, ora specializzata in crimini dei “colletti bianchi”, quasi sempre impuniti perché salvati proprio dalla prescrizione, si è buttata in prima linea per distruggere l’iniziativa politica del m5s su quello che è uno scandalo che ci ha rimproverato persino l’Europa. Ovviamente c’è riuscita e ha truffato i poveri casaleggini, che sono usciti dallo scontro convinti d’aver vinto , e invece avevano perduto ancora una volta.  E con loro gli italiani imbrogliati da dichiarazioni tanto roboanti quanto fasulle. Non siamo in grado di dire se Bongiorno, festeggiando con Salvini questa nuova umiliazione imposta a Di Maio, abbia ripetuto il suo urlo di vittoria “e vai…”. Ma l’avvocata dovrebbe sapere che questa volta corre un grosso rischio: riuscirà a evitare l’accusa di circonvenzione di incapaci?

la lepre marzolina – venerdì 9 novembre 2018