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“LIBERO” SOLO DI CENSURARE

di Fatto quotidiano – 20 luglio 2018

[Postilla. e.m. : Ripubblichiamo qui un articolo su come la stampa italiana ha riportato la notizia delle  motivazioni della sentenza del processo in Corte di assise di Palermo sulle commistioni tra parte delle istituzioni e la mafia. Ne esce coinvolto Berlusconi e condannato ulteriormente il già noto colluso con la criminalità organizzata siciliana Dell’Utri. Cose risapute, e certamente non sarà neppure questa sentenza ad aprire gli occhi dei milioni di italiani che, ciechi come talpe, per due decenni hanno votato il partito fondato da Berlusconi, Previti, Dell’Utri. Ovvero, caso unico nella storia delle democrazie occidentali, da tre pregiudicati per reati gravissimi. Troppi italiani saranno anche ciechi, ma il loro offuscamento è stato anche indotto dalla stampa nazionale, da sempre conformista e cortigiano verso il potere. Ancora una volta assistiamo al cerchiobottismo inventato dal Corriere e la prudente sordina messa da quasi tutti gli organi d’informazione. Unica eccezione è “Libero” che, la notizia delle 5252 pagine delle motivazioni, non la mette proprio, neppure per criticarle, anche pesantemente. No, Feltri questa volta si risparmia persino le sue solite scurrilità e ostenta  il silenzio. Quel silenzio che si addice ai servi obbedienti e ben prezzolati].

Trattativa, su molti giornali il ruolo di Berlusconi scompare dai titoli

Quello del Patto Stato-mafia con i quotidiano italiani, insomma, si conferma un rapporto difficile. Per carità: si tratta pure sempre di un provvedimento di primo grado, su una vicenda complicata e contestatissima. Le motivazioni della corte d’Assise non sono vangelo: sono criticabili, contestabili e confutabili. Ma per criticare una notizia bisogna darla.

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LE FORZE POLITICHE E LE REGOLE DEL GIOCO

 di andrea pertici

I risultati delle ultime elezioni politiche sono spesso descritti come particolarmente sensazionali, avendo registrato –sempre secondo le letture prevalenti– una “vittoria dei 5 stelle e della Lega”, mettendo così insieme due forze che si sono presentate alle elezioni in contrapposizione. Esse sono del resto accomunate –secondo questa strategia comunicativa– dalla loro descrizione come “populiste”. Dimentichiamo, forse, come è nata e si è sviluppata Forza Italia e quante promesse davvero “populiste” ha fatto negli anni, attraendo progressivamente su questa linea un Pd che, ad esempio, ha svolto la campagna elettorale per il referendum costituzionale a suon di “Cara Italia, vuoi diminuire il numero dei politici? Basta un sì”, per tralasciare i riferimenti alla migliore cura di gravi malattie che il medesimo “sì” avrebbe consentito. 

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IL DINOSAURO DIXIT

I politologi si stanno rompendo la testa per trovare le più raffinate motivazioni della catastrofe politica del Pd. Di cui si sono accorti solo la domenica del 4 marzo. Eppure ce le hanno avute  sempre davanti agli occhi: il Pd renziano non è stato che idiozia allo stato puro ricoperta da impudica sfacciataggine. Come se il cervello dei cittadini avesse un’intelligenza inferiore a quella del dirigente medio o alto del “Giglio magico”. Cosa quasi impossibile. Al punto che, dopo la legnata storica, la mente del renziano-tipo, già molto intontita, ancora non riesce a dare segni di vita.

La vicenda della nomina dei presidenti delle due Camere ne è un altro segnale inquietante. Issare sull’Aventino la bandiera bianca è stato un grave errore, ma in politica , soprattutto nel Nazareno, di errori se ne fanno tanti, e dato il livello della sua classe dirigente è persino ovvio. Ma in questo caso ci troviamo di fronte a qualcosa di più di un semplice errore:  presentare come candidata, appunto di bandiera, il nome della “più peggiore” ministra della pubblica istruzione è pervicace autolesionismo. E proprio nel giorno in cui la Cgil dava i dati sulla scuola italiana: 4 punti di spesa pubblica in meno sulla media Ocse e collocazione al 19 (diciannovesimo) posto in Europa per le risorse dedicate.

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però, alcuni passi avanti

di enzo marzo

Abbiamo perduto tutti. Il terreno degli sconfitti è pieno di cadaveri. E coloro che hanno vinto presto si accorgeranno che per loro giustamente comincerà una vita durissima. A noi resta la convinzione che non si può gestire la cosa pubblica senza la Politica. La campagna elettorale aveva dimostrato che la Politica aveva già perduto: il campo di battaglia era un deserto avaro di valori, di progetti , di tradizione ideale. E infatti ha vinto chi ha fatto copia/incolla del lepenismo e a destra è stato il solo a presentare una qualche disegno riconoscibile, e chi ha raccolto i regali provenienti per decenni dall’intera classe politica marcia e ostentatrice senza vergogna del proprio marciume. Da una Casta senza valori democratici e deresponsabilizzata dagli “inciuci” e dalle “larghe intese”. Per raccogliere i voti bastava un canestro.

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RIABILITAZIONE

Riabilitato?  E dove sta la notizia? Al massimo è una “breve” da relegare all’ultima pagina, tra le curiosità di Palazzo di giustizia. B. è stato riabilitato nella mente dei cittadini da chissà quanto tempo dalla “libera” informazione, da Napolitano, persino da Mattarella, soprattutto dall’intero Nazareno che lo ha ricevuto, omaggiato, ha stretto accordi ignobili con lui, facendo di tutto per far dimenticare che non era ( ma tale rimane, anche giuridicamente) che un frodatore  e pregiudicato che ha distrutto il paese.

la lepre marzolina 13-5-2018