FINALMENTE IL CAMBIAMENTO: ALLA CONSULTA UN GIUDICE CLERICALE

Il Governo del cambiamento sprigiona la sua capacità innovativa pescando in una inedita fucina di talenti. Spinge infatti il Parlamento a scegliere il nuovo giudice costituzionale. Si tratta di Luca Antonini, costituzionalista di fiducia di una innovativa e dinamica realtà sociale denominata Comunione e liberazione. Un uomo non a caso portato nelle istituzioni da un politico di rottura come Carlo Giovanardi, e poi scelto come responsabile del federalismo fiscale da un altro campione dell’innovazione in contanti a nome Giulio Tremonti.  Al governo e al parlamentari tutti i complimenti e i sentiti ringraziamenti della redazione di Critica liberale.

vetriolo – 20 luglio 2018

SESTO ELENCO- APPELLO PER LA CANDIDATURA DI ENZO MARZO NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA RAI

di ACL – Associazione Amici di Critica liberale – con il sesto elenco aggiornato

L’ultima riforma della RAI, varata sotto il Governo Renzi, ha introdotto una procedura dichiaratamente finalizzata a garantire la trasparenza della composizione del suo Consiglio di Amministrazione: essa dovrebbe consentire a tutti i cittadini dotati di determinati requisiti di candidarsi per due posti di consiglieri a nomina di Camera e Senato.

Non è la prima volta che una nomina pubblica viene resa teoricamente “contendibile”, ma senza una vera trasparenza su candidature, criteri di scelta, motivazioni della stessa, anche una norma potenzialmente positiva rischia di tradursi in una presa in giro. Per questo, la Società Pannunzio per la libertà di informazionepromossa da Critica liberale ha già più volte pubblicamente protestato.

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LE MENZOGNE DI TRUMP

di redazione

Donald Trump: “Non vogliamo che succeda da noi quello che sta capitando con l’immigrazione in Europa. Il popolo della Germania si sta rivoltando contro la sua leadership mentre l’immigrazione sta scuotendo la già fragile coalizione a Berlino”. Ancora: “Il crimine in Germania è cresciuto del 10% (i funzionari non vogliono segnalare questi crimini)  da quando i i migranti sono stati accettati”.  E ancora: “Altri paesi vanno ancora peggio. Sii intelligente America!  Se non hai confini , non hai un paese”. Pronta la risposta di  Merkel:

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NON C’ERA UN MATTEO GIUSTO

di paolo cosseddu

Da dove iniziare? Partiamo da una questione antipatica: la copertina dell’Espresso che è piaciuta a tutti, quella con affiancati Aboubakar Soumahoro e Matteo Salvini, e sotto la scritta “Uomini e no”. Ha colpito i più, centrando con precisione un sentimento che oggi è molto forte, di fronte all’escalation salviniana. Ma che purtroppo ha il difetto di arrivare a metà di un processo, non ne è l’inizio. Quella copertina, infatti, si sarebbe potuta fare, identica, in uno qualsiasi degli ultimi anni in cui Salvini è stato il cocco dei talk show politici di ogni giorno e fascia oraria, ospitato con la libertà di poter dire cose false e razziste sui migranti senza che mai un giornalista intervenisse per fare banalmente il suo dovere: lasciarlo libero di esprimere le sue (terribili) opinioni, ma impedirgli di propagandare il falso. Si è creata così una convinzione profonda tra gli italiani, a proposito dell’immigrazione, non solo tra gli elettori della Lega, ma anche tra moltissimi meno attenti e più suggestionabili. E se avete mai provato a spiegare a qualcuno, in questi anni, che non c’è nessuna emergenza e tantomeno nessuna invasione, che il fenomeno va banalmente gestito facendo buona accoglienza, e avete ricevuto in cambio sguardi perplessi, sapete di cosa stiamo parlando. Nella creazione di questo sentimento malevolo dell’opinione pubblica, le responsabilità dei media sono pesantissime, quasi quanto quelle dei suoi ideologi.

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