PREMIO DI LAUREA “Norberto Bobbio” I edizione

PREMIO DI LAUREA “Norberto Bobbio” I edizione

Art. 1 – Principi e tematiche

La Fondazione Critica Liberale, con l’intento di stimolare la ricerca ed incentivare gli studi sulla recente storia politica italiana ed internazionale ed al fine di promuovere riflessioni e studi sulle materie nel cui ambito svolge le proprie funzioni, bandisce la I° edizione del premio di Laurea “Norberto Bobbio”, per un totale di 2 (due) premi indistintamente individuati tra le migliori tesi di dottorato o di laurea magistrale;

Le tesi dovranno essere incentrate alle seguenti tematiche:

– la cultura e il metodo politico liberale, con particolare riguardo all’attualità del metodo liberale e alle sue applicazioni o non applicazioni nel panorama politico italiano, considerando almeno due dei seguenti temi:

  1. l’attualità del pensiero politico di una delle seguenti figure: Piero Gobetti, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Luigi Einaudi, Norberto Bobbio, Gaetano Salvemini, Carlo e Nello Rosselli, Guido Calogero
  2. l’evoluzione della prassi politica in Italia, in riferimento alla Costituzione, ai diritti individuali e sociali.
  3. l’informazione in Italia, in riferimento alle garanzie di correttezza e imparzialità, confrontate con il diritto alla libertà di espressione.
  4. Storia delle idee e storia delle istituzioni economiche, politiche e sociali

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DOV’E’ FINITO IL POPOLO DEL 4 DICEMBRE?

di pier paolo caserta

In molti stanno misurando, nel bene e nel male, la propria contrarietà o il proprio assenso nei confronti del nascente governo sull’asse dell’Europa, dell’economia, del contrasto all’austerity. Suggerirei di riposizionare le aspettative, tanto per cominciare, su quanto si legge alle pagine 6 e 7 del “Contratto” a proposito del “Comitato di conciliazione”, un organismo parallelo al Consiglio dei ministri chiamato a decidere sulle eventuali discordanze tra le due parti politiche che hanno sottoscritto il “Contratto per il governo”. Il funzionamento non è chiaro e del resto, con una ulteriore forzatura giuridica, una dicitura alla fine del paragrafo precisa che “la composizione e il funzionamento del Comitato di conciliazione sono demandate ad un accordo tra le parti”. Un tale organismo rappresenta una sostanziale alterazione dell’architettura costituzionale e invade le funzioni dell’Esecutivo.

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LA REPUBBLICA IN OSTAGGIO

di giancarlo tartaglia

Dopo settimane in cui il Presidente della Repubblica ha consentito a grillini e leghisti, forse con eccessivo garbo istituzionale, di tenere in ostaggio lo Stato, è stato finalmente partorito il cosiddetto “Contratto per il Governo del cambiamento”, che, oltre a contenere aspetti decisamente ridicoli, quali la previsione della sua sottoscrizione da parte dei “signori” Di Maio e Salvini, le cui firme “leggibili” dovranno essere autenticate da un Pubblico Ufficiale, richiama alla mente nel suo complesso l’antico detto napoletano che certe cose non vanno messe in mano alle “creature”.

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ORLANDO, MINISTRO DELL’INGIUSTIZIA E DELLA CASTA

Ripubblichiamo volentieri un articolo di Marco Grasso, pubblicato oggi  16 maggio 2018 su “Il secolo XIX”. 

SVOLTA CLAMOROSA A POCHI GIORNI DALL’INIZIO DELL’APPELLO ALL’EX TESORIERE
Belsito e Bossi, una legge può salvarli
La nuova norma richiede la querela: la Lega potrebbe “graziare” i due imputati

IL RISCHIO concreto è che una leggina, approvata lontano dai riflettori, cancelli con un colpo di penna uno dei più grandi processi alla politica ultimi anni. Lo scandalo
dei milioni portati in Tanzania dall’ex tesoriere Francesco Belsito e le spese pazze della Bossi “family”, che con soldi pubblici pagava ogni capriccio della famiglia del Senatur e del carrozzone del Cerchio magico, tra cui la fantomatica laurea albanese del Trota (77mila euro), migliaia di euro di multe e un’Audi da 44mila euro.

La ciambella arriva a pochi giorni dall’inizio del processo d’appello a Belsito, ed è contenuta in un decreto legislativo entrato in vigore pochi giorni fa, voluto dal ministro della Giustizia Andrea Orlando con intento deflattivo.

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che renzi sia lodato

Giancarlo Giorgetti ha raccomandato a tutti i ministri del neogoverno giallonero di porre religiosamente sul proprio tavolo di lavoro una foto incorniciata di Renzi. Che quella immagine sia di ammonimento per tutti sulla volatilità dei voti: si passa presto dal 40 % al disastro più irreparabile. Il sottosegretario alla presidenza così pudicamente ha trovato una motivazione di convenienza. In realtà Giorgetti è un uomo d’onore, sa che è doveroso e leale ringraziare perennemente e  con devozione il vero autore del successo fascioleghista.

la lepre marzolina – 3 giugno 2018

RAZZISTI, BRAVA GENTE (un primo passo)

di franco pelella

Qualche giorno fa il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha fatto le seguenti affermazioni sulla Lega di Matteo Salvini: “Sono estraneo agli ideologismi…quando i leghisti hanno amministrato lo hanno fatto bene, è gente corretta, rigorosa e brava dal punto di vista amministrativo…credo che, almeno dal versante Lega, non ci sia da aspettarsi sui conti pubblici qualche colpo di testa: i loro riferimenti sono imprenditoriali, è gente abituata a fare conti con i piedi per terra…” (g. r.: E il governatore sale sul Carroccio; La Città, 11/5/2018).

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L’IDOLO IMMONDO

Quindi Mattarella ha dissepolto Einaudi. Ne siamo contenti. Ugualmente siamo felici quando un personaggio come Salvini, che pensavamo ignorantissimo, dimostra di aver orecchiato il vecchio Einaudi. Al punto di correggere il presidente della repubblica: “Ma Einaudi va letto tutto, scrisse di un Paese fondato sull’autonomia”. Quanto è vero. Ha proprio ragione Salvini: Einaudi va letto tutto, anche le centinaia di pagine che scrisse dalla prima guerra mondiale in poi sulla necessità storica  di un’Europa federata e contro i danni del nazionalismo. Fino a raccomandare di fugare “dal cuore degli uomini l’idolo immondo dello stato sovrano”. Capito, caro lepenista?

TUTTA COLPA DELLA BORGHESIA? (con una risposta di Michele Serra e una replica)

di giovanni vetritto

Si resta non so se più spiazzati, irritati o stanchi leggendo e rileggendo “L’Amaca” di Michele Serra del 20 aprile scorso, in merito alla quale si sta sviluppando un dibattito piccolo ma rivelatore.

La tesi, in breve, è che il bullismo di alunni e genitori contro maestri, professori e, indefinitiva, contro l’istituzione stessa, si manifesti nelle scuole superiori tecniche, perché sono frequentate dai figli del popolo, lasciati impreparati culturalmente ma, più in generale, educativamente, dalla scuola programmaticamente classista della borghesia; classe che invece continua a frequentare i licei, forte della sua supremazia di classe.

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DEDICATO A RENZI, AI DIRIGENTI DEL PD E AI SUOI VOTANTI

Raccontato da Ernesto Rossi: “Una sera Petrolini, scocciato da uno spettatore che dal loggione continuava a far baccano, interruppe di recitare, avanzò alla ribalta e: Io non ce l’ho con te – gridò col dito puntato verso il disturbatore – perché tu così ce sei nato. Ce l’ho con quelli che te stanno accanto, che non te buttano de sotto“.

La lepre marzolina – 28 maggio 2018

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