ALIAS BETULLA

Renato Farina, editorialista di “Libero”, attacca la sardina Mattia Santori all’insegna del LAVORARE MAI. Farina non si rende ancora conto che purtroppo per i giovani è cambiata un’epoca e che il lavoro non c’è più. Non sono più i tempi in cui col suo alias “Betulla” addirittura poteva svolgere contemporaneamente ben due lavori, uno di giornalista e un altro di spione…

la lepre marzolina – mercoledì 22 gennaio 2020

USCITO IL N. 55 DI “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SUL FATTO QUOTIDIANO.IT

per scaricare il pdf clicca qui  e anche qui: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/01/10/soleimani-una-sentenza-di-morte-senza-processo-per-questo-nessuno-di-noi-e-al-sicuro/5657371/

Sommario
cosmopolis
4. riccardo mastrorillo, la sentenza di un irresponsabile
la biscondola
5. paolo bagnoli, l’anno bellissimo di conte
la vita buona
6. valerio pocar, la battaglia delle canne
l’osservatore laico
8. pier paolo caserta, chierichetti contro odiatori
lo spaccio delle idee
9. giovani perazzoli, religione uguale oppressione?
14. comitato di direzione
14. hanno collaborato
7-8-11. bêtise
11. ahi serva stampa!

LA VIRTÙ’ DELLO STATISTA

È stato dato un certo rilievo al fatto che Renzi abbia votato assieme alle destre per salvare la prescrizione. Dopo Salvini, mi tocca difendere anche Renzi: ma che notizia è che si sia schierato su un baluardo classico della destra del Berlusconi prescritto 9 volte? È come dare rilievo a un cane che morde il padrone… Invece Renzi in questa occasione ha dimostrato d’essere un vero statista. Soltanto un grande politico pensa intensamente al futuro e dimostra di possedere la virtù della lungimiranza.

Ps: Semmai la notizia è un’altra. Come ricorda “Il Fatto quotidiano”, nel 2014-2015 lo stesso Renzi era scatenato: chiedeva l’aumento delle pene e valutava che «la prescrizione che viene dove si prova un fatto corruttivo è un elemento che nega la dignità allo Stato».  Allora ci teneva alla dignità.

la lepre marzolina – sabato 18 gennaio 2020

D’ORA IN POI SI DIRÀ: FACCIA TOSTA COME MELONI

Giorgia Meloni attacca Fioramonti: «Se ne va uno dei peggiori ministri che l’Italia repubblicana abbia avuto». Ma non c’è alcun dubbio.. vuoi mettere il ministro leghista che lo ha preceduto, con la sua vastissima esperienza di professore di ginnastica nelle scuole medie! Molto preparato  in rimborsi illeciti spacciati per viaggi istituzionali… Peccato che il Ministero dell’Istruzione abbia chiesto ufficialmente a Bussetti la restituzione di circa di 24 mila euro appena prima di Natale. Non sapeva nulla di nulla di Istruzione? Nessuna paura… Poteva rivolgersi alla Sottosegretaria ai Beni e attività culturali, Lucia Borgonzoni, sempre leghista, che era orgogliosa di dichiarare di non aver letto un libro da tre anni e ora candidata (con l’appoggio di Meloni) alla Presidenza della Emilia-Romagna, regione – secondo lei –  che confina con l’Alto Adige…

Abbiamo anche una domandina facile facile a Benedetto Della Vedova, il segretario “+ (trasformista d’)Europa”, che ha pontificato: «Le dimissioni di Fioramonti mostrano l’impossibilità di un governo serio con il M5S». Dimenticandosi di dire quale sarebbe oggi  il governo più serio di questo…

DOV’E’?

I soliti criticoni fanno notare che Salvini ha cancellato la presenza della candidata Borgonzoni da quasi tutti i suoi comizi. Dicono, per non fare brutta figura. Ma non è vero. E’,  il suo, un vero gesto di gentilezza: lascia alla candidata della Lega  il tempo di consultare vari atlanti prima del voto per scoprire finalmente dove sia l’Emilia-Romagna. 

la lepre marzolina –  giovedì 16 gennaio 2020

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