ORLANDO, MINISTRO DELL’INGIUSTIZIA E DELLA CASTA

Ripubblichiamo volentieri un articolo di Marco Grasso, pubblicato oggi  16 maggio 2018 su “Il secolo XIX”. 

SVOLTA CLAMOROSA A POCHI GIORNI DALL’INIZIO DELL’APPELLO ALL’EX TESORIERE
Belsito e Bossi, una legge può salvarli
La nuova norma richiede la querela: la Lega potrebbe “graziare” i due imputati

IL RISCHIO concreto è che una leggina, approvata lontano dai riflettori, cancelli con un colpo di penna uno dei più grandi processi alla politica ultimi anni. Lo scandalo
dei milioni portati in Tanzania dall’ex tesoriere Francesco Belsito e le spese pazze della Bossi “family”, che con soldi pubblici pagava ogni capriccio della famiglia del Senatur e del carrozzone del Cerchio magico, tra cui la fantomatica laurea albanese del Trota (77mila euro), migliaia di euro di multe e un’Audi da 44mila euro.

La ciambella arriva a pochi giorni dall’inizio del processo d’appello a Belsito, ed è contenuta in un decreto legislativo entrato in vigore pochi giorni fa, voluto dal ministro della Giustizia Andrea Orlando con intento deflattivo.

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RAZZISTI, BRAVA GENTE (un primo passo)

di franco pelella

Qualche giorno fa il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha fatto le seguenti affermazioni sulla Lega di Matteo Salvini: “Sono estraneo agli ideologismi…quando i leghisti hanno amministrato lo hanno fatto bene, è gente corretta, rigorosa e brava dal punto di vista amministrativo…credo che, almeno dal versante Lega, non ci sia da aspettarsi sui conti pubblici qualche colpo di testa: i loro riferimenti sono imprenditoriali, è gente abituata a fare conti con i piedi per terra…” (g. r.: E il governatore sale sul Carroccio; La Città, 11/5/2018).

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L’IDOLO IMMONDO

Quindi Mattarella ha dissepolto Einaudi. Ne siamo contenti. Ugualmente siamo felici quando un personaggio come Salvini, che pensavamo ignorantissimo, dimostra di aver orecchiato il vecchio Einaudi. Al punto di correggere il presidente della repubblica: “Ma Einaudi va letto tutto, scrisse di un Paese fondato sull’autonomia”. Quanto è vero. Ha proprio ragione Salvini: Einaudi va letto tutto, anche le centinaia di pagine che scrisse dalla prima guerra mondiale in poi sulla necessità storica  di un’Europa federata e contro i danni del nazionalismo. Fino a raccomandare di fugare “dal cuore degli uomini l’idolo immondo dello stato sovrano”. Capito, caro lepenista?

TUTTA COLPA DELLA BORGHESIA? (con una risposta di Michele Serra e una replica)

di giovanni vetritto

Si resta non so se più spiazzati, irritati o stanchi leggendo e rileggendo “L’Amaca” di Michele Serra del 20 aprile scorso, in merito alla quale si sta sviluppando un dibattito piccolo ma rivelatore.

La tesi, in breve, è che il bullismo di alunni e genitori contro maestri, professori e, indefinitiva, contro l’istituzione stessa, si manifesti nelle scuole superiori tecniche, perché sono frequentate dai figli del popolo, lasciati impreparati culturalmente ma, più in generale, educativamente, dalla scuola programmaticamente classista della borghesia; classe che invece continua a frequentare i licei, forte della sua supremazia di classe.

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