Archivi categoria: volentieri ripubblichiamo

UNA PAGINA VERGOGNOSA E DISUMANA

 “Ringraziamo chi, finalmente, ha contribuito a chiudere una pagina vergognosa e disumana della politica europea – ha dichiarato il moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini a commento della soluzione al caso Sea-Watch concretizzatasi nella notte fra i vertici del governo -. Siamo felici di dare il nostro contributo e ci occuperemo di queste persone riconoscendo la loro dignità, come abbiamo sempre continuato a fare con tutti, anche con tanti italiani, di cui noi ci occupiamo quotidianamente, come in generale le chiese cristiane in Europa fanno per tutti. La nostra priorità è aiutare chi è nel bisogno e nella sofferenza, tutto il resto viene dopo”.

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SALVIAMO LA DEMOCRAZIA PRIMA CHE DIVENTI SOLO UNA CHIACCHIERA IN RETE

di Massimo Cacciari

Lo svuotamento del Parlamento dai suoi poteri è il culmine di una crisi devastante che investe tutto l’Occidente. Ed è un fenomeno che va molto oltre i Salvini o i Di Maio ed è iniziato 30 anni fa.

Che avranno pensato adolescenti e giovani assistendo allo spettacolo del Parlamento alle prese con la legge finanziaria? Sapranno distinguere tra protesta e cause della stessa, tra responsabilità della maggioranza e opposizione? E ammettendo che avessero sufficiente memoria storica lo potrebbero effettivamente? O non siamo all’ultimo atto di una lunga, per certi versi drammatica e per altri vergognosa, vicenda?

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UN’ONDA SCURA MINACCIA I DIRITTI

di elena fattori  (senatrice del M5s)

Mai come nel settantesimo anniversario dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo tali diritti sono messi in pericolo, in Europa e nel nostro paese, da un’onda “scura”. Non un’onda fascista perché il fascismo è un fenomeno ormai superato, ma da un’onda di pensiero e di egemonia culturale retrograda descritta e documentata in modo magistrale nel libro “Europa identitaria” di Andrea Palladino che ne traccia, documentandola, la storia, gli obiettivi e i traguardi.

Come in tutte le storie di manipolazione di massa, per portare gli esseri umani a muoversi compatti in direzioni impensabili occorre imbastire un complotto e inventarsi un nemico. Il primo per creare zone d’ombra e fomentare paure ancestrali, il secondo per dare sfogo alle inquietudini trasformandole in odio e azioni. Infine occorre ideare un metodo per diffondere tali idee in modo capillare.

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I PIÙ CORROTTI D’EUROPA

Corruzione, disastro italiano: ci costa 230 miliardi l’anno (siamo tra i peggiori in Europa) – I risultati di uno studio europeo: il nostro Paese è il peggiore tra quelli occidentali. Con quello che viene sottratto alla comunità si potrebbero risolvere le principali emergenze sociali. 

di federica bianchi   [l’espresso]

Corruzione, disastro italiano: ci costa 230 miliardi l’anno (siamo tra i peggiori in Europa)

È l’Italia il Paese con il più alto livello di corruzione in Europa. Almeno in termini assoluti e non in percentuale al Pil. Ogni anno perdiamo infatti 236,8 miliardi di ricchezza, circa il 13 per cento del prodotto interno lordo, pari a 3.903 euro per abitante. La cifra della corruzione, già impressionante di per se, è due volte più alta di quella della Francia, pari a 120 miliardi di euro e al 6 per cento del Pil e di quella della Germania, dove la corruzione costa 104 miliardi di euro (il 4 per cento del Pil).

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ABORTO, APPELLO DI QUATTRO GINECOLOGHE ALLA MINISTRA GRILLO: “GARANTISCA PIENA APPLICAZIONE DELLA LEGGE 194”

È partita solo il 6 novembre scorso, ma in pochi giorni ha già raggiunto oltre 72mila firme. È la petizione, lanciata su Change.org da quattro ginecologhe e diretta al ministro della Salute Giulia Grillo che chiede la piena applicazione della legge 194, quella che tutela la possibilità di abortire. Tre le richieste fatte alla ministra: garantire in ogni ospedale la presenza di ginecologi non obiettori 24 ore su 24, sanzionare le direzioni sanitarie che non assicurano il servizio e istituire una “helpline” nazionale e gratuita, gestita direttamente dal ministero, per supportare le donne respinte da medici obiettori.

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CARI DI MAIO E DI BATTISTA, CHI SONO LE PUTTANE?

di ferruccio sansa  (da ilfattoquotidiano.it)

C’è soprattutto disprezzo in quella parola, “puttane”, usata da Di Battista. Per i giornalisti, ma anche per le prostitute. Per le persone in generale. Un modo di esprimersi misero e inadeguato. Prima ancora che grave. Non voglio difendere i giornalisti. Abbiamo le nostre colpe. Tanti sono stati servili in questi anni, invece che vigili. Hanno preferito la dipendenza alla libertà. Come gli italiani, del resto, che hanno osannato prima Berlusconi, poi Monti, poi Renzi e ora Salvini e Di Maio. Come la nostra classe politica peraltro. E qui verrebbe da fare qualche domanda al duo di statisti Di Maio-Di Battista.

Sono puttane solo i giornalisti o anche quelli che per anni hanno soltanto detto “sì”, piegando il capo agli ordini del grande capo?

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IL POTERE E GLI ELETTORI TRADITI

di elena fattori, m5s, vice presidente commissione agricoltura del Senato

Alessandro Di Battista nei suoi comizi raccontava una interessante metafora: «Immaginate una pentola di acqua bollente. Una rana non ci entrerebbe mai e se qualcuno ce la buttasse dentro, darebbe un colpo di zampa e si salverebbe. Ora immaginate la stessa rana in una pentola di acqua fredda. Il fuoco è acceso e l’ acqua si scalda poco a poco. La rana non si preoccupa. Ma la temperatura sale ancora, l’ acqua inizia a scottare. La rana ormai è debole, non ha più forza di reagire. Prova a sopportare. Poi non ce la fa più e muore bollita. Abituarsi è deleterio. Sono gli “abituati” i cittadini più amati dal governo. Io credo che siamo ancora in tempo a dare quel colpo di zampa prima di finire bolliti. Dipende soltanto da noi. A riveder le stelle!».

Ecco, ora immaginate se in uno dei tanti comizi e convegni appena qualche mese fa avessi raccontato questo:

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IL SENSO DELLO STATO E DEL DOVERE: DA QUINTINO SELLA A GIOVANNI TRIA

di pippo rao

Quando, nel 1864, Quintino Sella assunse l’incarico di Ministro delle Finanze nel governo Lamarmora, si pose subito l’obiettivo di ridurre il grave deficit dello Stato ricorrendo a due provvedimenti: rigorose economie di spesa e tassa sul macinato, che, essendo stata bocciata dal Parlamento, provocò le sue immediate dimissioni.

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CASALINO, PERCHÉ LA DIFFUSIONE DELL’AUDIO NON È ILLECITA

di carlo melzi d’eril e giulio enea vigevani

I mezzi di informazione hanno diffuso la registrazione di un messaggio vocale, inviato dal portavoce del presidente del Consiglio Rocco Casalino a due giornalisti, nel corso della quale il primo suggerisce una notizia da pubblicare, badando però di attribuirla a una «fonte parlamentare» del suo stesso partito. Più precisamente, Casalino afferma che nell’ipotesi in cui non fossero trovati i fondi per finanziare il progetto di reddito di cittadinanza, il Movimento Cinque Stelle, ritenendo che la responsabilità non è del ministro Tria, bensì di un certo numero di dirigenti del ministero «che proteggono il solito sistema» attuerà una «megavendetta» e «tutto il 2019 sarà dedicato a far fuori quei pezzi di m…».

In altre parole, se si è ben compreso, l’esponente dei Cinque Stelle dà ai giornalisti una notizia: all’interno del Movimento si pensa che alcuni alti funzionari dello Stato facciano ostruzionismo rispetto ai “desiderata” del partito e che se non venisse ottenuto il risultato che la politica ha promesso, questi pagherebbero con il posto di lavoro.

Al netto delle valutazioni politiche, l’interessato ha lamentato che la pubblicazione del suo audio violerebbe «il principio costituzionale di tutela della riservatezza delle comunicazioni e, se fosse accertato che sia stata volontariamente diffusa ad opera dei destinatari del messaggio [anche] le più elementari regole deontologiche che impongono riserbo in questa tipologia di scambi di opinioni».

Analogamente, anche per un giurista quale l’attuale presidente del Consiglio Conte, la diffusione dell’audio configurerebbe condotte gravemente illegittime che tradiscono fondamentali principi costituzionali e deontologici. Della stessa idea il presidente della Camera Fico, il quale sembra pure lui sottolineare una sorta di violazione deontologica da parte dei giornalisti che non avrebbero rispettato il dovere di segretezza sulla fonte della notizia.

Ma è proprio così? A noi pare di no.

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