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Veltroni riscopre Matteotti novantacinque anni dopo

di  vittorio emiliani

Caro direttore,  giorni fa, inopinatamente, abbiamo appreso che Walter Veltroni aveva in qualche modo scoperto Giacomo Matteotti a novantacinque anni dal tragico rapimento sul Lungotevere Arnaldo da Brescia e dalla soppressione del più coraggioso ed esposto dei deputati dell’opposizione socialista, e non solo. Fa piacere constatare che un personaggio fondamentale del socialismo riformatore sia entrato nell’album di famiglia di un ex comunista. Che per la verità in passato si era dichiarato, se non erro, “clintoniano”, un modello piuttosto remoto sia dal Pci che dal rigore matteottiano. Ma tant’è. Sentire un esponente dell’ex Pci fa suo uno degli esponenti socialisti più genuini fa sempre piacere a quanti non si sono mai vergognati di dirsi ”socialisti”.

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VITE PARALLELE: LA FIGURACCIA DI SALVINI

di michela murgia

La scrittrice Michela Murgia risponde alle offese di Matteo Salvini con il gioco della “sinossi dei curriculum”. RIPRENDIAMO IL TESTO DA REPUBBLICA.IT

L’autrice di “Accabadora” ricorda quando era studente lavoratrice, poi insegnante precaria, operaia in una centrale termoelettrica e ancora cameriera d’albergo e infine operatrice di un call center prima di arrivare ai successi editoriali. “Lei invece, signor ministro?”

18 aprile 2019

Michela Murgia risponde per le rime all’ennesimo tweet offensivo di Matteo Salvini che ha definito la scrittrice, autrice del bestseller “Accabadora” e vincitrice dei premi Campiello, Dessì e SuperMondello, una “intellettuale radical chic e snob”. Murgia replica al ministro dell’Interno con un lungo post su Facebook proponendogli un gioco, la “sinossi dei curriculum”.

“Nel ’91, anno in cui mi diplomavo come perito aziendale – esordisce la scrittrice – mi pagavo l’ultimo anno di studi lavorando come cameriera stagionale in una pizzeria. Purtroppo feci quasi due mesi di assenza perché la domenica finivo di lavorare troppo tardi e il lunedì mattina non sempre riuscivo ad alzarmi in tempo per prendere l’autobus alle 6,30 per andare a scuola. A causa di quelle assenze, alla maturità presi 58/60esimi”.

Ed ecco il passaggio successivo del gioco: “Nel ’92, mentre lavoravo in una società di assicurazioni per sostenermi gli studi all’istituto di scienze religiose, lei prendeva 48/60 alla maturità classica in uno dei licei di Milano frequentati dai figli della buona borghesia. Sono contenta che non abbia dovuto lavorare per finire il liceo. Nessuno dovrebbe. Nel ’93 iniziavo a insegnare nelle scuole da precaria, lavoro che ho fatto per sei anni. Nel frattempo lei veniva eletto consigliere comunale a Milano e iniziava la carriera di dirigente nella Lega Nord, diventando segretario cittadino e poi segretario provinciale. Non avendo mai svolto altra attività lavorativa, è lecito supporre che la pagasse il partito. Chissà se prendeva quanto me, che allora guadagnavo 900 mila lire al mese”.

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CHI E’ SALVINI

di emilio mola

Quando i cittadini italiani hanno iniziato a mantenere con i loro soldi Matteo Salvini in Italia non era ancora stato inventato il primo sito internet, i Nirvana erano la band del momento, Berlusconi doveva ancora entrare in politica, e i 25enni di oggi ancora non erano nati.
Mentre gli italiani lavoravano in fabbrica o in ufficio per guadagnarsi lo stipendio a fine mese producendo qualcosa, lui scopre che per avere soldi e prestigio non deve far altro che parlare, fare sceneggiate e incitare gli italiani a odiare altri italiani.
Non sopporta il Sud perché lì, con la scusa del “tengo famiglia”, campano tutti con i soldi dello Stato senza fare nulla.
Dice lui.

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Bankitalia, il fiorentino e la sfida sul dossier M5S

di Paolo Ceccarelli

Il vicedirettore Signorini accusato di essere stato «comunista». Gli amici: macché, era liberale

Il vicedirettore di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, fiorentino, è accusato dai 5 Stelle di essere stato «comunista». «Macché, da giovane era liberale e occupò il Campanile di Giotto…». Continua la lettura di Bankitalia, il fiorentino e la sfida sul dossier M5S

UNA PAGINA VERGOGNOSA E DISUMANA

 “Ringraziamo chi, finalmente, ha contribuito a chiudere una pagina vergognosa e disumana della politica europea – ha dichiarato il moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini a commento della soluzione al caso Sea-Watch concretizzatasi nella notte fra i vertici del governo -. Siamo felici di dare il nostro contributo e ci occuperemo di queste persone riconoscendo la loro dignità, come abbiamo sempre continuato a fare con tutti, anche con tanti italiani, di cui noi ci occupiamo quotidianamente, come in generale le chiese cristiane in Europa fanno per tutti. La nostra priorità è aiutare chi è nel bisogno e nella sofferenza, tutto il resto viene dopo”.

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