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UN PAGLIACCIO AL GOVERNO

Matteo Salvini: «Io non sopporto la spettacolarizzazione. Chiederei agli inquirenti, agli avvocati, ai magistrati, di fare tutto nel massimo riserbo e nel massimo silenzio. Non dovrebbe trapelare nessuna notizia, fino al processo non dovrebbe uscire nulla sui giornali. Non bisogna mai esibire un catturato. Se devi portare via uno, lo porti via di nascosto, la notte».

Su “Panorama”, 4 febbraio 2015

 

 

piangi, pagliaccio

«Io invito, al di là del partito, qualunque amministratore locale a seguire la sua coscienza e se ritiene sbagliata questa legge non applicarla». Matteo Salvini pronunciò queste parole a maggio del 2016 durante un comizio a Bari, parlando della legge Cirinnà sulle Unioni Civili voluta dal governo di centrosinistra. In quell’occasione il vicepremier, citando Don Milani e la sua obiezione di coscienza contro il servizio militare, espresse un concetto molto semplice: “Se una legge è sbagliata si può disapplicare”.

“Invito tutti i sindaci di qualunque parte politica a non applicare la legge”.

Un concetto espresso anche durante un intervento radiofonico su Radio Padania: “Scimmiottare matrimoni o addirittura figli o adozioni non fa parte del futuro del progresso. Senza dimenticare che queste unioni sono l’anticamera delle adozioni gay. Motivo per cui chiederò come Lega a tutti i sindaci e amministratori locali di disobbedire a quella che è una legge sbagliata”.