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PAROLA A TERRACINI

UMBERTO TERRACINI ALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE: II SOTTOCOMMISSIONE SEDUTA DEL 18.09.1946 E COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SEDUTA DEL 27 GENNAIO 1947.

LEGGERE E RIFLETTERE, PLEASE !

– «il numero dei componenti un’assemblea deve essere in certo senso proporzionato all’importanza che ha una nazione, sia dal punto di vista demografico, che da un punto di vista internazionale»;

– «la diminuzione del numero dei componenti […] sarebbe in Italia interpretata come un atteggiamento antidemocratico, visto che, in effetti, quando si vuole diminuire l’importanza di un organo rappresentativo s’incomincia sempre col limitarne il numero dei componenti, oltre che le funzioni»;

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BUON SENSO E SENSO COMUNE

Il qualunquismo del taglio dei parlamentari, che è taglio della democrazia e della rappresentatività del Parlamento, mi fa tornare in mente, in questo clima di ‘dagli  all’untore’ (il cinese presunto untore a prescindere), il buon e immenso Alessandro Manzoni che descriveva la folla milanese alle prese con la peste: “Il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune “

Tradotto per il referendum: non buttiamo via il bambino (la democrazia parlamentare come luogo di espressione ampia della sovranità popolare plurale e conflittuale) con l’acqua sporca (un ceto partitico che ha avvilito la rappresentanza in forza di sistemi elettorali che impediscono di scegliere i rappresentati secondo un metodo democratico). Dove la democrazia parlamentare rappresentativa è il buon senso  e il qualunquismo antiparlamentare del ‘meglio di meno così paghiamo meno ladri’ è il senso comune.

COERENZA COMUNISTA

«Non sono mai stata comunista», dice l’ineffabile Boldrini che, per tale ragione, non canta Bandiera rossa . Buono a sapersi.  Peccato che non l’abbia detto quando Vendola (leader di Rifondazione comunista) la estrasse dal cilindro facendola nominare in parlamento col porcellum, né quando andò con Leu per farsi nominare col rosatellum (non trovando posto nelle liste renziane del Pd), mentre ora si scinde per andare nel Pd con un occhio rivolto a Italia viva di Renzi il cui referendum votò. Incoerenza? No. Anzi un esempio di scuola di coerenza tenace. In altre parole di opportunismo personale senza princìpi. Certo c’è ancora qualche passo da fare per emulare l’ineguagliato Veltroni.  Già segretario del partito comunista giunto a dire che si era iscritto a quel partito in quanto anticomunista folgorato dai fratelli Kennedy. Quelli della guerra in Vietnam! Questi sono italiani veraci! Viva la Francia viva la Spagna.. basta che qua se magna

MICROSCISSIONI

Segno di tempi disgregati(nti), la lillipuziana Leu (?) divisa in almeno 4 correnti (di persone aspiranti leader di se stessi) che fornisce al governo 1 ministro e alcuni vice ministri e da cui la carneade deputata nominata col rosatellum  Occhionero si scinde per andare con il micro  partito personale Renzi da cui il capo politico  di Leu, Bersani ma anche D”Alema e Leu si erano scissi… microscissioniSembra uno scioglilingua.
se l’arcivescovo di Costantinopoli si arcivescontinapolizzasse ti arcivescontinapolizzeresti  anche tu come si arcivescontinopolizzò l’arcivescovo di Costantinopoli …
scissione dell’atomo.. ma di “sinistra” ohibò!

UN NOME MAL SCELTO

Capisco che Conte cerchi in tutti i modi di smarcarsi e far dimenticare il suo stretto connubio con i 5 stelle senza il quale continuerebbe ad essere un Carneade politico (senza offesa per il filosofo scettico ). Sta cercando nel vuoto con degrado  in cui è precipitato il sistema politico, ad esempio, di far passare nel dimenticatoio la sua chiamata di correo salvifica per il Salvini indagato per il sequestro di persone sulla nave Diciotti o i suoi ammiccamenti a flat  tax e autonomie secessionistiche sostenute con Di Maio . Il suo tentativo di smarcarsi è ora anche utile in una fase politica gravemente compromessa dal prevalere mediatico e nel paese di un salvinismo ipernazionalistico e xenofobo, antieuropeo, che va ben oltre gli orizzonti autonomistici e antiburocratici di riferimento di parte dei ceti produttivi e popolari del nord Italia  della vecchia Lega Nord. Certo la sua pretesa di essere super partes nella futura alleanza di governo col pd, sempre che Rousseau, Casaleggio e Di Maio non rompano le uova nel paniere, non ha fondamento razionale, posto che l’uomo, non giovane, era sino al 4 marzo 2018 oltre che sconosciuto anche impolitico.

Faccia il leader dei 5 stelle e su loro indicazione il presidente del consiglio e faccia dimenticare molte, troppe pagine sgradevoli di 14 mesi da lui definiti, come l’anno in corso, “bellissimi”. Non pretenda di essere chi non è.  E rifletta sul significato di “cambiamento ” come lui ha definito il governo che presiederà, Rousseau permettendo. Cambiando anche lui e, perché no, sarebbe davvero  un cambiamento rimarchevole, invitando i parlamentari del governo che verrà, a ignorare il voto sulla piattaforma Casaleggio, (mi rifiuto di indicare il nome del grande filosofo ginevrino). Che non era affatto un paladino della democrazia diretta, meno che meno alla maniera di Casaleggio &c., ma fautore di modelli di partecipazione , in specie del Tribunato secondo il modello storico universale romanistico repubblicano  federale e municipale. Strumento fondamentale di potere negativo e  argine al sopruso e agli abusi dei poteri costituiti. In un contesto  come questo il tribunus plebis di Rousseau e Cicerone inibirebbe nell’interesse della res publica  l’uso della piattaforma Rousseau e l’abuso del nome del filosofo del contrat social.

l’ominicchio e le follie italiche………

Follie italiche: l’impiegato pubblico o il pensionato del sud che vota per l'”ominicchio” che vuole l’autonomia differenziata che sottrarrebbe loro il servizio sanitario pubblico ulteriormente disgregandolo e altri servizi sociali e il piccolo- medio imprenditore lombardo veneto che ha bisogno dell’euro e dell’Unione europea come dell’aria che respira che vota per l'”ominicchio “che preferisce il rublo di Putin. Tutto per avere qualche decina di emigrati in meno sulle navi delle ONG previa messa in scena con cadenza inframensile, mentre sulle coste e non solo ne arrivano altri invisibili che l'”ominicchio”non sa gestire lasciando per ogni dove manovalanza in nero? Aveva ragione Churchill, gli elettori sanno essere anche peggiori degli eletti. Ma qui siamo al cretinismo