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NUDO NELL’ARMADIO

La vedete la cenere sulla testa della Lepre marzolina? Eppure c’è. Con grande dispiacere devo confessare che sono incorso negli ultimi anni in un grave errore, e l’ho ripetuto purtroppo molto spesso. Chiedo scusa a tutti i lettori e spero che questa confessione agevoli il perdono. Lo so, è inqualificabile perché avrei dovuto tenere conto di tutto il parterre politico, ma, un  po’ per giustificarmi, devo dire che sono stato sviato dall’enormità del fenomeno che denunciavo. Presto i fatti. Berlusconi, l’ho sempre giudicato un furbissimo venditore di tappeti che incantava il pubblico più rozzo con i suoi discorsi da bar dello sport. Complimenti! È durato vent’anni per colpa degli italiani e di un’opposizione connivente che a sua discolpa può portare solo che era destinata a consumare fino in fondo la fatiscenza delle logiche, delle politiche e delle strutture cattolico-comuniste. Una storia chiusa. Ora sarebbe maramaldesco infierire su un Berlusconi affogato nelle sue sistematiche malefatte  e soprattutto in un ridicolo patetico. Amen.

Matteo Renzi non ci ha messo molto per superarlo in bufale.

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PRIMA I TURISTI

Caro Salvini,

ho letto delle sue ultime vicende moscovite. Credo a tutte le sue menzogne a cielo aperto perché ho una fede cieca in Lega Ladrona. Le vorrei chiedere un favore. Non ho mai visto Mosca, mi dicono che sia una città splendida. La prossima volta che va in veste ufficiale nella capitale russa mi piacerebbe tanto che mi portasse con lei come turista nella riunione ufficiale con i ministri e i vostri colleghi russi… pensi che soddisfazione sarebbe nel sedere al tavolo della trattativa addirittura con davanti il “cavaliere” stampato col mio nome. Mi piacerebbe anche portarmelo via per mostrarlo poi a tutti i miei parenti… Mi accontenti, per me sarebbe il più bel viaggio turistico della mia vita. Allo stesso tavolo sarebbe anche una bella occasione per conoscerci. Non faccia preferenze: ha già portato il turista Savoini, perché io no? Io ho in comune con Savoini che entrambi facciamo un po’ politica  nello stesso edificio della Lega Bugiarda, a Milano…..

in attesa 

firmato la lepre marzolina

PRIMA LE ELEMENTARI

“Prima i toscani”. Uno slogan in perfetto stile leghista quello che sei consiglieri regionali del partito del vicepremier Matteo Salvini hanno esibito su altrettante magliette per protestare contro una proposta di legge per l’assistenza sociale ai migranti voluta dalla giunta del governatore Enrico Rossi. Passeranno alla storia dell’ignoranza  crassa del salvinismo: Elisa Montemagni, Luciana Bartolini, Roberto Salvini, Jacopo Alberti, Roberto Biasci e Marco Casucci, che hanno dimostrato di non saper sillabare neppure una parola italiana. Prendete nota dei loro nomi. Ci si sono messi in sei, per farsi battere da un qualunque piccolo migrante di sei anni, promosso alla seconda elementare.  
Co/mplim/enti/  ag/li/  el/elett/ori/  legh/isti/ dell/ a/  tos/cana.

la lepre marzolina – 10 luglio 2019

IL PIRLA

Giornate pessime ed esaltanti per Vittorio Feltri. Deve pagare 25 mila euro per aver perduto una causa per diffamazione (ne siamo molto lieti), ma subito dopo ha un’intuizione geniale. Mi immagino quale brivido di gioia lo abbia percorso.

Prima l’antefatto. Da anni Feltri è in competizione con Sgarbi per chi è il più scurrile del nostro paese. E spesso si strappano la maglia rosa l’un l’altro. Una gara, la loro, che non si concluderà mai. Pur di stare sul palcoscenico sono disposti a dire qualunque cosa. E certi giornalisti illustri, non migliori di loro, per aumentare di qualche zero virgola l’audience delle proprie trasmissioni, li invitano a patto che prima o poi alzino la voce e si producano in qualche turpe sceneggiata. Purtroppo per loro recitano malissimo entrambi e chi assiste si rende facilmente conto di come sia tutto finto e organizzato a tavolino. Sgarbi, pensate, perfino riesce ad aggredire verbalmente una pornostar mille volte più civile di lui. Feltri inventa titoli a 9 colonne di una volgarità da collezione, ma non riesce a frenare l’inarrestabile declino del suo giornale-trash. I due sono in gara anche per chi è il più trasformista. O per chi è il più devoto al padrone di turno. L’uno è per l’altro sicuramente un incubo notturno.

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ASSALTO AL PALAZZO DEI NORMANNI

Dovrà intervenire urgentemente Salvini, ministro degli Interni travestito questa volta da pupo siciliano. In Sicilia siamo alla vigilia di una vera rivolta. Il vicerè di Berlusconi, Micciché, presidente dell’assemblea regionale, ha assunto temerariamente una posizione radicalmente contraria alla maggioranza di centro destra. Ha osato dire: «Non sono disponibile a tagliare i vitalizi dei deputati regionali come ha fatto Fico alla Camera». E si fosse fermato qui… Presupponendo una resistenza a oltranza dei consiglieri regionali (pardon, deputati regionali) ha continuato con una vera e propria sfida: «Se l’Ars [Assemblea Regionale Siciliana] ritiene di fare così mi sfiduci». Un gesto così ardito non si vedeva dallo sbarco di Garibaldi. Le conseguenze saranno disastrose. Ovviamente la sfiducia a Miccichè è più che sicura. Fonti ben informate dicono che anzi è imminente un assalto armato a Palazzo dei Normanni: i deputati sono intenzionati ad usare persino la forza pur di abbattere i loro privilegi. La parola d’ordine è una sola: “VOGLIAMO ASSOLUTAMENTE TAGLIARCI I VITALIZI”. “ANZI, CI VOGLIAMO DIMINUIRE IL NOSTRO SCANDALOSO STIPENDIO”. Refrattari da sempre alle loro prerogative, i deputati regionali sono davvero infuriati contro il presidente dell’Assemblea. Ma che gli è venuto in mente a Micciché di gettare dalla finestra la sua straordinaria carriera politica. Eppure lo capiamo. Al primo posto deve restare sempre il nobile principio della difesa dei vitalizi. Anche a costo di mettersi contro coloro che sono costretti ad incassarli.

CI VERGOGNIAMO DEL GOVERNO DEL NOSTRO PAESE

Ormai è ufficiale. Lo dice persino un ministro. Salvini, riferendosi a Cesare Battisti, ha dichiarato: «Ovviamente dovrà marcire in galera fino all’ultimo dei suoi giorni. Non deve uscire vivo dalla galera». Quindi, grazie a un demagogo idiota tutto il mondo ha appreso  tre informazioni:

1. In Italia nelle carceri si “marcisce”. Il che è vero.

2. Le carceri sono rimaste alle condizioni delle “galere”. Il che è vero.

3. Il ministro dell’Interno non ha la minima cognizione del dettato costituzionale, che nel suo art. 27 afferma che «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato».

Ma nell’osteria padana non solo si truffa per 49 milioni lo Stato ma non si legge neppure la Costituzione.

Ps (quasi inutile): Cesare Battisti è un fanatico pluriassassino, mai pentito, che è sfuggito alla giustizia per 37 anni. È giusto che paghi il suo debito. Ma troviamo indecente (ancorché retorica, data l’età del soggetto) la falsa diatriba tra la pena a trent’anni o all’ergastolo (che tra l’altro è incostituzionale).