Archivi categoria: l’osservatore laico

peccare in opere e omissioni

di raffaello morelli

Questa lettera è un commento all’articolo di Stefano Folli , pubblicato su “la Repubblica” del 6 luglio 2021

Caro Folli,

il Suo articolo di stamani su Repubblica espone con chiarezza lo stato dell’arte della discussione sul ddl Zan al Senato, ma lo fa omettendo completamente  il quadro più complessivo  della vicenda. Da circa due settimane, il merito del ddl Zan non può essere separato dalla vicenda della nota verbale del Vaticano che ha eccepito una violazione del Concordato.

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PENSIERI SU ZAN (con una postilla di e.ma.)

di raffaele simone
 
La sinistra (vera o falsa che sia) ha deciso, Letta in testa. Il ddl Zan, che va oggi in discussione al Senato, va approvato com’è!
Ma com’è? Bisogna dirlo chiaramente: è un accrocco di concetti confusi, di pretese esagerate e immaginose, che il Pensiero Unico della Sinistra (PUS) ha preso di sana pianta dai gruppi delle Affirmative Actions USA e ricopiato servilmente, aggiungendovi di suo una prosa scombinata. In effetti il ddl inventa nuove categorie di persone esposte, alcune delle quali di fantasia, altre che è difficile ritenere che siano “da difendere” e propone come fondamento un concetto di genere fatto apposta per fare impazzire, oltre che i cittadini, anche tutte le amministrazioni di questo paese.
Dal punto di vista testuale, il ddl è scritto malissimo, dato che consiste per la maggior parte nella modifica di altri testi di legge, sicché per essere letto richiede una continua attività sinottica.
 
Meglio sarebbe stato abrogare gli articoli interessati delle leggi di riferimento e dar luogo a un testo continuo nuovo.
Quanto alla sostanza, il ddl introduce una serie di concetti infondati, circolari o equivoci. Un esempio è il concetto di “bifobia” (sic), che non è una fobia doppia (come la morfologia suggerirebbe), ma la fobia dei bisessuali. Ora, non mi pare che i bisessuali siano particolarmente discriminati; in ogni caso, non si vede perché debbano essere protetti da alcunché (se non, propriamente, da sé stessi; io starei educatamente alla larga da un-a bisessuale: questione di gusti. Sarò forse bifobo?).
Interessante è anche il suo concetto di genere:

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Saman, le religioni monoteiste e i diritti umani

di carla corsetti

Le speranze di trovare Saman ancora viva sono praticamente svanite.
Le rivelazioni del fratello, anche lui presunto responsabile della aggressione familiare subita dalla ragazza lo scorso anno, non lasciano margine ad ipotesi diverse dall’omicidio.
L’uccisione di Saman è un femminicidio e come tale, ha le sue radici nella cultura patriarcale che si alimenta delle religioni abramitiche, nel caso di specie, dell’islam.

L’Ucoii, l’Unione delle Comunità Islamiche Italiane, ha emesso una fatwa, ovvero una condanna religiosa contro i matrimoni forzati e contro le mutilazioni genitali femminili.
Se per un verso le dichiarazioni dell’Ucoii rassicurano sulla presa di distanza verso le aberrazioni che maturano all’interno delle tradizioni islamiche, dall’altra suscitano una riflessione ulteriore che desta ulteriori preoccupazioni.

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i cattolici in tv puntano al 101% – presentazione delle ricerche laiche di critica liberale

i cattolici in tv puntano al 101%

presentazione delle ricerche laiche di critica liberale

giovedì 20 maggio 2021 h 18

diretta video sul canale youtube di criticaliberale
https://www.youtube.com/channel/UCh6IWhBg-moTHMmE6tWcB7Q 

IX rapporto sulle confessioni religiose e TV
X rapporto sui telegiornali
XIV rapporto (2020) sulla secolarizzazione

le ricerche sono state realizzate con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese  

Enzo Marzo (Direttore di Critica liberale): Introduzione

Lorenzo Di Pietro (giornalista): La secolarizzazione fa un balzo in avanti. i matrimoni civili sono in maggioranza

DISCUSSIONE

Claudio Paravati, (Direttore della rivista “Confronti”)

Giulio Ercolessi, (Direttore di “Libmov”)

Marco Marzano, (Professore ordinario di Sociologia all’Università di Bergamo, autore, tra l’altro di La casta dei casti).

LA MARCIA FORZATA DEL CLERICALISMO

de La Chiesa Valdese di Milano

La Chiesa Valdese di Milano, avendo appreso che in molte scuole del secondo ciclo l’introduzione dell’insegnamento di educazione civica, in ottemperanza alla legge 92/2019, è stata affidata – in tutto o in parte- agli insegnanti di religione cattolica, attesta la propria contrarietà a questa decisione.
La nostra posizione si richiama alle finalità stesse di questa disciplina, che intende, secondo le linee guida ministeriali, avere “valenza di matrice valoriale trasversale” e come obiettivo di operare affinché i ragazzi e le ragazze, al termine del ciclo di insegnamento possano “partecipare al dibattito culturale, cogliere la complessità dei problemi esistenziali, morali, politici, sociali, economici e scientifici e formulare risposte personali argomentate”. Riteniamo che tale insegnamento non possa essere affidato a docenti di una materia facoltativa e che la ricaduta più grave di tale prassi sia quella di imporre agli studenti che non si avvalgono dell’IRC, l’ascolto di un docente scelto dalla curia per una disciplina obbligatoria che contribuirà a definire le loro scale valoriali.
Pur consapevoli della difficoltà che i dirigenti scolastici, i consigli di classe e tutto il corpo docente stanno ancora attraversando a causa della pandemia, riteniamo che non si debba derogare alle misure che garantiscono la laicità dello stato e, in questo caso specifico, della scuola pubblica.
CHIESA EVANGELICA VALDESE 20122 – Milano – via F. Sforza 12/A

Comunità cristiane di base italiane: IL NOSTRO NO ALL’INTERFERENZA DELLA CEI SUL DDL ZAN

Le Comunità cristiane di base italiane, riunite in modalità online – causa pandemia – per il loro Seminario nazionale, esprimono il loro turbamento e il loro dissenso per la presa di posizione della Presidenza della Conferenza episcopale italiana contro il ddl Zan.

Il comunicato della CEI ci indigna come cittadini, che vedono ancora una volta un’ingerenza dell’Episcopato italiano nell’approvazione di leggi di uno Stato laico, nei lavori del Parlamento, ora chiamato ad esprimersi sul ddl Zan, che prevede misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. Ma ancor più il comunicato ci indigna come credenti.

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per un referendum sulla eutanasia legale

LA FONDAZIONE CRITICA LIBERALE HA DERITO AL COMITATO PROMOTORE PER L’EUTANASIA LEGALE

FINE VITA, DEPOSITATO IL REFERENDUM PER L’EUTANASIA LEGALE IN CORTE DI CASSAZIONE

Presenti i leader Ass.Luca Coscioni, insieme ai rappresentanti del Comitato Promotore e ai famigliari di militanti vittime delle proibizioni. La raccolta delle 500.000 firme per convocare il referendum dal 1 luglio fino al 30 settembre. 

Il Referendum per l’Eutanasia Legale è stato ufficialmente depositato questa mattina in Corte di Cassazione, alla presenza dei leader dell’Associazione Luca Coscioni, tra cui Marco Cappato, Filomena Gallo, Mina Welby, Marco Perduca e Rocco Berardo, insieme a rappresentanti del Comitato Promotore e ai famigliari di chi ha vissuto da vicino il dramma delle proibizioni sulle scelte di fine vita, come Valeria Imbrogno, compagna di Fabiano Antoniani, i genitori e la sorella di Luca Coscioni – Anna, Rodolfo e Monica.

Si tratta di un referendum parzialmente abrogativo dell’art. 579 c.p., sul cosiddetto omicidio del consenziente, l’unica fattispecie che nel nostro ordinamento assume un ruolo centrale nell’ambito delle scelte di fine vita, dal momento che non esiste una disciplina penale che proibisca in maniera espressa l’eutanasia. In assenza della menzione stessa del termine “eutanasia” nelle leggi italiane, la realizzazione di ciò che comunemente si intende per eutanasia attiva (sul modello olandese o belga) è impedito  dal nostro ordinamento.

L’eutanasia attiva è, infatti, vietata sia nella versione diretta, in cui è il medico a somministrare il farmaco eutanasico alla persona che ne faccia richiesta (art. 579 c.p. omicidio del consenziente), sia nella versione indiretta, in cui il soggetto agente prepara il farmaco eutanasico che viene assunto in modo autonomo dalla persona (art. 580 c.p. istigazione e aiuto al suicidio), fatte salve le scriminanti introdotte dalla Consulta con la Sentenza Cappato.

Con il referendum parzialmente abrogativo dell’art. 579 c.p. (omicidio del consenziente), dunque si andrebbe da un lato a distinguere l’aiuto al suicidio, e dall’altro a depenalizzare l’eutanasia, attualmente vietata dalla fattispecie di omicidio del consenziente.

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Via le mani dall’inoptato

Si è costituito il Comitato “Via le mani dall’inoptato”. È formato da  associazioni di ispirazione laica, quali ArciAtea, Campagne Liberali,  Critica Liberale, ItaliaLaica.it. , Laici.it, LaicItalia, MontesarchioLib, MovLib, Non Credo e ha 19 portavoce di  tutto il paese, Mauro Antonetti, Paolo Bancale, Mario Bolli, Antonio Colantuoni , Carla  Corsetti, Edoardo Croci , Giulio  Ercolessi ,  Giacomo  Grippa, Vittorio Lussana, Enzo Marzo,  Riccardo Mastrorillo , Raffaello Morelli, Pietro Paganini, Michael Pintauro , Valerio Pocar, Francesco Primiceri, Mirella Sartori, Carmela Sturmann, Ciro Verrati. Il neo nato Comitato ha il solo scopo  di eliminare l’ultimo  periodo  dell’art. 47 c. 3 della legge 222/1985 che  riguarda la distribuzione  dell’8xmille inoptato della dichiarazione IRPEF.

Cos’è l’inoptato?

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ULTIME NUOVE DAL MEDIOEVO VATICANO

di franco grillini

Mi spiace per gli omosessuali cattolici ai quali questa sparata dell’ex “Sant’Uffizio” provocherà ulteriori sofferenze. Ma per i laici non si può che respingere al mittente questi giudizio sommari e offensivi sulla via reale delle coppie omosessuali. Sotto il profilo civile infatti la presunta illiceità e il presunto peccato così come lo intende l’ex Santa Inquisizione è irrilevante e irricevibile. La *notizia* sparata da tutti i TG, senza alcun contraddittorio o possibilità di replica, non fa che rendere ipocriti i pronunciamenti pietisti sulle singole persone omosessuali ai quali si continua a proporre la follia di una vita in solitudine e senza sessualità. Prima o poi il Vaticano dovrà implorare il perdono per le sofferenze che continua ad infliggere alla collettività lgbt. Nel frattempo lo stato dovrebbe rivedere e tagliare l’enorme flusso di danaro (circa 7 miliardi all’anno) che finiscono nelle opache banche vaticane e che sono soldi della fiscalità generale.

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I genitori di una vittima di un prete pedofilo non scordano e denunciano l’abuso – una lettera del cardinale scola

Speciale per Senza Bavaglio e per Critica Liberale

di emanuela provera

Qualche giorno prima di Natale del 2011 don Mauro Galli, responsabile della pastorale giovanile nelle quattro parrocchie di Rozzano, invita a dormire a casa sua il giovane Alessandro quindicenne, che da tempo si affidava alla sua cura spirituale e riponeva nel sacerdote la massima fiducia; durante la notte il minore – secondo l’accusa – viene abusato sessualmente.

Da quel momento scatta una situazione paradossale in cui la presunta vittima è considerata dal clero milanese una seccatura, mentre il giovane prete è trattato come fosse vittima di una situazione che sarà gestita con l’insabbiamento (mediante cioè l’allontanamento da Rozzano, prima a Legnano, poi a Milano e infine a Roma).

Il cambio di incarico e di parrocchia viene deciso proprio da Mons. Delpini allora Vicario Episcopale di zona quando monsignor Angelo Scola era vescovo di Milano. La decisione viene però avvallata e formalizzata da Mons. Enrico Redaelli allora Vicario Generale. Nessuno di loro decide di approfondire la vicenda e avviare l’indagine preliminare, come previsto dal diritto canonico.

Mons. Delpini nonostante fosse informato dal parroco don Carlo Mantegazza che i fatti accaduti quella notte fossero presumibilmente abusi sessuali, non cercherà mai Alessandro, il quale non riceverà mai una mail, una telefonata o un sostegno, ma si attiverà per prendere contatto con don Galli al quale durante una telefonata (intercettata) confiderà: “…il problema non è quello che hai combinato tu, ma quello che hanno combinato gli altri…dobbiamo stare molto attenti” e gli suggerisce di affidarsi alla consulenza dell’avvocato Mario Zanchetti. Il giovane Alessandro denuncia i fatti alla Procura della Repubblica ed entra in un calvario esistenziale che compromette la sua stabilità emotiva, gli studi e la vita (tenterà di suicidarsi più di una volta).

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PERICOLOSA IDIOZIA

di claudia lopedote

“Forma estrema di secolarismo”.
Così oggi Politico.eu ci spiega le ragioni dei terroristi islamici, esasperati dalla concorrenza sleale della “religione” francese della laicità.

Una forma non estrema di pericolosa idiozia. Non estrema solo se paragonata a quella dei tagliateste che il principio di Politico.eu poi lo applicano.
Anche in Bangladesh e Pakistan, prime al mondo per assassinii per blasfemia, sempre per legittima protesta contro l’eccesso di secolarismo francese?

FANATISMO RELIGIOSO: UNA TESTIMONIANZA AGGHIACCIANTE

di marta loi

Le immagini si sa, sono più potenti del testo , “arrivano prima”.
Ecco…inizio scrivendo che questa non è la mia tomba, ma è quella di mio figlio.
Mesi fa, condividevo con sdegno un post sullo scandalo delle proposte, in giro per l’Italia, in merito a cimiteri di feti e prodotti del concepimento senza il consenso delle donne.
L’ho fatto perché ero all’oscuro di cosa accade nella realtà nel comune di Roma.
Ecco siccome non si deve mai generalizzare racconto cosa è successo a me.
Nel momento in cui firmai tutti i fogli relativi alla mia interruzione terapeutica di gravidanza, mi chiesero:
“Vuole procedere lei con esequie e sepoltura? Se sì, questi sono i moduli da compilare. ”
Risposi che non volevo procedere, per motivi miei, personali che non ero e non sono tenuta a precisare a nessuno.
Avevo la mente confusa, non ho avuto la lucidità sufficiente per chiedere cosa succedesse al feto.
Dopo circa 7 mesi ritirai il referto istologico, e pensando ai vari articoli sulle assurdità su sepolture di prodotti del concepimento, ebbi un dubbio.
Decisi di chiamare la struttura nella quale avevo abortito, e dopo aver ricevuto risposte vaghe, decido di contattare la camera mortuaria.
“Signora quale è il suo nome?”
“Loi Marta”
“Signora il fetino sta qui da noi.”
” Ma come da voi?”
“Signora noi li teniamo perché a volte i genitori ci ripensano. Stia tranquilla anche se lei non ha firmato per sepoltura, il feto verrà comunque seppellito per beneficenza. Non si preoccupi avrà un suo posto con una sua croce e lo troverà con il suo nome”.
“Scusi ma quale nome? Non l’ho registrato. È nato morto.”
“Il suo signora. Stia tranquilla la chiameremo noi quando sarà spostato al cimitero” 
“Ok grazie mille.”
……..
Bene, scopro che sul sito di Ama cimiteri capitolini esiste una sezione dedicata a descrivere lo scenario nel quale si inseriva quel progetto di “giardino degli angeli” del 2012. 
“In assenza di un Regolamento regionale, questo tipo di sepoltura è disciplinata dai commi 2, 3 e 4 dell’art. 7 del D.P.R. 285/90 (Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria) che, in sintesi prevede che:
…………
i “prodotti del concepimento” dalla 20^ alla 28^ settimana oppure i “feti” oltre la 28^ settimana, vengono sepolti su richiesta dei familiari o, comunque, su disposizione della ASL.
………

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