Archivi categoria: la parola ai lettori

RAZZISTI, BRAVA GENTE (un primo passo)

di franco pelella

Qualche giorno fa il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha fatto le seguenti affermazioni sulla Lega di Matteo Salvini: “Sono estraneo agli ideologismi…quando i leghisti hanno amministrato lo hanno fatto bene, è gente corretta, rigorosa e brava dal punto di vista amministrativo…credo che, almeno dal versante Lega, non ci sia da aspettarsi sui conti pubblici qualche colpo di testa: i loro riferimenti sono imprenditoriali, è gente abituata a fare conti con i piedi per terra…” (g. r.: E il governatore sale sul Carroccio; La Città, 11/5/2018).

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i danni fatti da renzi e de luca sono stati enormi

di franco pelella

Caro direttore, h__________o deciso di votare il Pd (turandomi il naso) perché avevo paura che i fascisti (e Berlusconi) conquistassero la maggioranza assoluta dei seggi e prendessero il potere. Per fortuna questo non è avvenuto. Ciononostante la debacle della sinistra c’è stata lo stesso perché a destra ha la maggioranza relativa mentre i Cinque Stelle sono diventati il primo partito. E’ evidente che molti elettori di sinistra (soprattutto nel Sud) hanno deciso di votare per i Cinque Stelle perché hanno ritenuto che questo Movimento potesse rappresentare un significativo elemento di rinnovamento della politica; è passata, purtroppo, in secondo piano l’ambiguità politica di Luigi Di Maio e degli altri dirigenti, che oscillano costantemente tra la destra e la sinistra.  

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laicità, ipocrisia, laicismo

di alessandro giacomini
 
Bene o male, buono o cattivo, laicità o laicismo, o meglio, laicità sana, positiva, dinamica, adulta, neutrale, negativa: terminologia che manifesta incertezze tra la Chiesa e la società civile, nello specifico i cosiddetti laicisti.
Ma non è proprio la stessa chiesa Cattolica che rivendica la propria laicità e al contempo, rivendica atti che la smentiscono ?
Un esempio è l’insegnamento dell’ora di religione,
( in alcune regioni sono addirittura due ore, parificate a quelle di scienze ) cattolica nelle scuole pubbliche .
 

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OPINIONS LEADER DA BRIVIDO (ECCO PERCHE’ IL PAESE E’ MARCIO)

di franco pelella

Il politologo Mauro Calise ha dedicato un articolo alla situazione politica che si è determinata dopo le elezioni  proponendo un’alleanza tra Pd e Forza Italia. Ecco quello che ha scritto: “…L’unico modo per ribaltare la situazione di inferiorità in cui si trovano, consisterebbe nell’allearsi. Si, avete letto bene. Un’alleanza elettorale tra democratici e forzitalioti. Prima di mettervi a urlare che sarebbe la autodistruzione di entrambi, seguiamo il ragionamento. Non sto dicendo che si farà davvero. Anche perché, se mai si arrivasse a una simile prospettiva, sarà un vero colpo di teatro. E accadrà solo dopo un lungo stillicidio di tentativi alternativi. Sto solo molto prosaicamente – numericamente se preferite – facendo notare che sarebbe la sola mossa che potrebbe dare scacco matto sia a Di Maio che a Salvini. Quanti collegi al Nord la Lega perderebbe senza l’apporto di Forza Italia? E quanti al Sud ne perderebbero i Cinquestelle se i due avversari sommassero i consensi?…” (Un patto per fermare la crisi; Il Mattino, 15/3/2018).

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LE CATASTROFICHE BATTAGLIE PERSE DI RENZI

di franco pelella

Michele Serra ha ricordato mercoledì scorso, su “La Repubblica”, le date maggiormente simboliche della crisi del Pd e della leadership di Renzi. La prima data è il 23 novembre 2014, quando alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna si dimezzò il numero dei votanti arrivando al 37 per cento. La seconda data è il primo giugno 2017, quando Antonio Campo Dall’Orto si dimise da direttore generale della Rai, impallinato dai cacicchi dei partiti (Pd compreso); quelle dimissioni costituirono la fine del sogno di autonomia del servizio pubblico e, quindi, la fine di uno dei cardini del renzismo. La terza data è il 19 giugno 2015, quando Fabrizio barca presentò il rapporto sullo stato del Pd romano. Michele Serra, però, ha dimenticato una quarta data, forse più importante delle altre. Si tratta del 15 novembre 2016, quando Vincenzo De Luca, in vista del referendum sulla riforma costituzionale, radunò presso l’Hotel Ramada di Napoli 300 sindaci campani del Pd. In quell’occasione il Governatore della Campania fece il famoso discorso della “frittura di pesce”. In pratica De Luca invitò i sindaci a portare al voto favorevole alla riforma costituzionale il maggior numero di persone possibile utilizzando qualsiasi mezzo o promessa, compresa una frittura di pesce. In quell’occasione divenne chiaro a tutta l’opinione pubblica nazionale che Renzi, in barba alla promessa di rottamazione, aveva stretto un’alleanza con il rappresentante più retrivo del vecchio notabilato meridionale.