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pochi punti sul caso Silvia Romano

Allo stato delle conoscenze sicuramente limitate che possediamo in questo momento (h.14,30 dell’11), pochi punti sul caso Romano:

1. Lo Stato ha fatto bene a pagare il riscatto.

2. I giornali dovrebbero evitare pettegolezzi e, soprattutto, bufale.

3. E’ assurdo sostenere che la ragazza si è convertita spontaneamente e in piena libertà, perché il suo corpo e la sua mente OGGETTIVAMENTE non erano affatto liberi. Rimarrebbe assurdo anche se a sostenerlo fosse lei stessa. 

4. Ora il problema è esclusivamente suo e spero che adesso che è DAVVERO libera potrà fare i conti con le sue idee religiose. Ma sono fatti suoi. Anche poco interessanti.

5. Anche io, in stato i cattività, mi sarei convertito immediatamente all’islamismo e all’occorrenza anche al cattolicesimo, al buddhismo e persino al veganismo. Però sulle scalette dell’aereo di ritorno sarei apparso vestito con giacca e cravatta e avrei fatto ai terroristi e ai rapitori di tutto il mondo il gesto dell’ombrello.

6. Sono convinto che il Governo Conte2 abbia affrontato le emergenze di questo periodo come nessuno sarebbe stato capace di fare, essendo la politica dell’opposizione dominata da un’incosciente demagogia e da un’ignoranza assoluta. Però anche in questa occasione, e forse più che in tutte le altre occasioni, il presidente del Consiglio è stato demolito dalla Comunicazione di Palazzo Chigi, che come non mai si è dimostrata disastrosa e di un dilettantismo sconcertante. Avendo lavorato a tempo pieno a favore della destra italiana e del terrorismo islamico.

7. Per recuperare un po’ di favore dell’opinione pubblica, il Governo dovrebbe varare un provvedimento immediato (in modo da collegarlo logicamente al caso Romano) che stabilisse delle regole rigide di sicurezza per coloro che intendono recarsi in zone considerate pericolosissime dal Ministero degli Esteri. (Regole che furono varate anni fa per i casi di rapimento in Italia e che probabilmente limitarono il fenomeno).

NORMALI, PECORONI MASOCHISTI, INFELTRITI

Questa volta, con un video, il sindaco Sala si è mostrato davvero irritato. Sui giornali compaiono foto che mostrano i Navigli di Milano affollati, alla faccia di ogni prescrizione, da imbecilli sfaccendati in vena di suicidarsi e di spargere comunque il Coronavirus in una regione cosi malgovernata da essere la più contagiata d’Italia. La Lombardia non si sta riprendendo, ha ancora una montagna di morti giornalieri e molti milanesi vanno a prendersi l’aperitivo senza mascherina, uno sull’altro.

Purtroppo i lombardi si dividono in tre gruppi.

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LA DISCRASIA

Le disgrazie non vengono mai sole. Adesso al Coronavirus si aggiunge lentamente ma inesorabilmente un nostalgica smemoratezza del ventennio di Arcore.

Ritorneranno i tacchi col rialzo, le cene eleganti, gli stallieri assassini e mafiosi, le prescrizioni a raffica, gli indulti, le amnistie, i condoni, le leggi ad personam, Raiset. Si scorgono i primi passi. “Libero” è passato dalle scurrilità quotidiane al “qui lo dico e qui lo nego” d’ogni giorno pur di seguire nelle sue giravolte vorticose il nuovo vero padrone, persino l’ex Agente Betulla già da qualche tempo ha ripreso a far finta d’essere un giornalista e dà lezioni di diritto, si arriverà a rimpiangere l’occasione perduta di avere Previti ministro della giustizia, lui sì che se ne intendeva di giudici e testimoni… E non mancheranno storici che ricostruiranno le gesta memorabili che portarono al compimento  della “rivoluzione liberale” nel nostro paese. Si affolleranno i testimoni di quel glorioso periodo. La più autorevole ha già esternato. Marta Fascina, 30enne sicuramente la nipote più piccola di Mubarak, eletta deputata di Forza Italia a furor di popolo (come si addice a un partito populista), ha dichiarato: «In uno dei periodi più bui per la nostra nazione, alle prese con un nemico invisibile e per questo ancora più pericoloso e infame non ci si può esimere dal rappresentare le evidenti discrasie tra il modus operandi, in un contesto emergenziale, dell’attuale premier Giuseppe Conte e quello dell’ultimo capo di governo democraticamente scelto ed eletto dagli italiani, il nostro Presidente Silvio Berlusconi». Finalmente, come è necessario in uno stato liberale, abbiamo un’opposizione seria, Marta Fascina.

“ITALIA DEFUNTA”: AVANTI!, “La lotta dei lavoratori continua”

Abbiamo sempre disistimato Matteo Renzi, fin da quando accettò (da sindaco piddino) di farsi accompagnare da Verdini ad Arcore per omaggiare Berlusconi (presidente del consiglio berlusconiano). E da allora i due ospiti diventarono i mentori e i suggeritori di tutta la politica renziana contro il centrosinistra… Lo abbiamo attaccato duramente e abbiamo dato una mano per la sua sconfitta al referendum costituzionale. Per noi è semplicemente un avventuriero della politica, uno dei più squallidi tra quelli che hanno causato la rovina del paese.
Ma una cosa è svillaneggiarlo e un’altra dargli “l’abbraccio della morte”. Non siamo così malvagi. Per questo siamo amareggiati dalle ultime dichiarazioni di Giulio Di Donato a favore di Renzi, cui offriamo una completa e sincera solidarietà. Un poveraccio sgomita ogni giorno per raccattare a mala pena il 2-3% di consensi, con certa audacia intitola il suo cerchio magico “Italia viva”, e poi gli arriva un rottame tra i più squalificati della prima repubblica che lo riempie di lodi e lo affonda nell’”Italia defunta”.

Di Donato fu uno dei tre Vicerè (assieme ad altri due gentiluomini come Pomicino e De Lorenzo) che fecero per lunghissimo tempo il cattivo tempo a Napoli. Craxiano di ferro e vicesegretario del Psi, nel 2004 fu condannato a tre anni e quattro mesi per corruzione nel processo per le tangenti nella privatizzazione della nettezza urbana a Napoli. Ovviamente, uscito dal carcere e dai “domiciliari”, diventò – per meriti acquisiti – prima berlusconiano e poi mastelliano. Una vita così travagliata deve averlo segnato molto, al punto che ora sostiene l’unione tra il Psi e Renzi e rassicura i suoi amici berlusconiani e socialisti perché con Renzi «per il Psi non vedo rischi di neocentrismo». L’àncora a destra è sicura. Poi strafà, e sul “Trasformista”, il quotidiano forzarenziano di Romeo e Sansonetti, dà consigli al piccolo Renzi sulla riforma della giustizia. Chi più esperto di lui?

IL GRILLO STRAPARLANTE

Grillo non si arrende neppure di fronte alla liquefazione del suo movimento, e invece di chiedersi quali ne siano le ragioni, ritorna a dire:

«Perché votare? Perché non lasciare la parola ai cittadini, scelti a caso?». «Le democrazie rappresentative di tutto il mondo scricchiolano, sanno di antico».

Ha proprio ragione: la democrazie scricchiolano davvero, invece i princìpi spacciati per il “nuovo” dai 5S sono soltanto macerie. Dobbiamo ringraziare Grillo che li ha messi alla prova e si è scelto i suoi parlamentari già assolutamente «a caso». Così il mondo intero ha potuto constatare come è andato l’esperimento. Non ci poteva essere maggior contributo al rafforzamento della democrazia rappresentativa. Il seggio parlamentare regalato al primo passante ha creato un bel minestrone indigesto e ingestibile con estremisti di destra di qua, filocomunisti di là, vetero-democristiani di su, antisemiti di giù, per non dire degli opportunisti e dei ministri esperti come i bambini di sei anni. Pronti irresponsabilmente a governare sistemi sempre più complessi. Ma per Grillo e per Casaleggio bastava che fossero rigidamente sotto il loro comando e spingessero i bottoni secondo gli ordini dei Capi. Roba che non sa solo «di antico», ma puzza di  esperienze antidemocratiche novecentesche e di dittature subequatoriali. Basti pensare alla riproposizione di una espressione orrenda e antichissima come “Capo”.

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CHI È VERAMENTE DIEGO FUSARO

Davvero arroganti e imprudenti, questi ragazzotti che si auto proclamano filosofi pur non avendo scritto un solo libro di teoria filosofica, ma che diventano noti perché propagandati da talk show per casalinghe. E non sono nemmeno originali: già ai miei tempi, nell’Università di Roma i fascisti, nell’euforia del ’68, inventarono un movimento chiamato “nazimaoismo”. Che raccoglieva tutto il pattume di due dittature terrificanti. Rieccoli.

Ugualmente Diego Fusaro, filosofo televisivo di estrema destra-sinistra, fa la sua crociata contro quel mostro del capitalismo, contro quella strega della globalizzazione, contro i complotti che dominano il mondo. Il tutto  nel nome dello stalinismo, del fascismo anticapitalistico e di tutte le bufale che invadono la Rete. Siamo sicuri, il suo prossimo passo sarà l’adesione al terrapiattismo.

Veramente tragica e divertente è la sua scivolata di oggi:

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CAUSA CHE PENDE, CAUSA CHE RENDE

E’ intollerabile l’atteggiamento degli avvocati milanesi che, prima, cercano di non far parlare Davigo all’apertura dell’Anno giudiziario e poi , non riuscendoci, si alzano e abbandonano la sala. Un atto di illiberalismo e di inciviltà assoluto. Una dimostrazione, delle più gravi, del degrado in cui è precipitato il paese, dove ha preso il sopravvento la difesa del proprio interesse corporativo. Gli avvocati  milanesi dovrebbero chiedere scusa e soprattutto spiegare bene la loro parte di responsabilità sul fatto che la metà dei processi  vengono gettati nel cestino.

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A CASA SUA SI TRUFFA?

Arrivato sul fondo, Salvini sta continuando a scavare nel pozzo della demagogia, della volgarità, del degrado politico, della propaganda squallida. Dopo il fallimento del Papeete, dove ha dimostrato tutta la sua capacità politica, il Capo della “Lega per silvio pellico premier” ormai si sta cercando un lavoro come vice di Giletti o di Feltri. Ci meravigliamo soltanto che gli italiani in frotte, con telecamere e forze dell’ordine, non suonino al  suo citofono per chiedergli: “A casa sua si truffa?”.

D’ORA IN POI SI DIRÀ: FACCIA TOSTA COME MELONI

Giorgia Meloni attacca Fioramonti: «Se ne va uno dei peggiori ministri che l’Italia repubblicana abbia avuto». Ma non c’è alcun dubbio.. vuoi mettere il ministro leghista che lo ha preceduto, con la sua vastissima esperienza di professore di ginnastica nelle scuole medie! Molto preparato  in rimborsi illeciti spacciati per viaggi istituzionali… Peccato che il Ministero dell’Istruzione abbia chiesto ufficialmente a Bussetti la restituzione di circa di 24 mila euro appena prima di Natale. Non sapeva nulla di nulla di Istruzione? Nessuna paura… Poteva rivolgersi alla Sottosegretaria ai Beni e attività culturali, Lucia Borgonzoni, sempre leghista, che era orgogliosa di dichiarare di non aver letto un libro da tre anni e ora candidata (con l’appoggio di Meloni) alla Presidenza della Emilia-Romagna, regione – secondo lei –  che confina con l’Alto Adige…

Abbiamo anche una domandina facile facile a Benedetto Della Vedova, il segretario “+ (trasformista d’)Europa”, che ha pontificato: «Le dimissioni di Fioramonti mostrano l’impossibilità di un governo serio con il M5S». Dimenticandosi di dire quale sarebbe oggi  il governo più serio di questo…

“VALORE AGGIUNTO”

Ha ragione Salvini quando chiede l’abolizione dei “senatori a vita”? Non servono a nulla. Soltanto la Costituzione evidentemente li considera un “valore aggiunto” . Vengono nominati “per avere illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Ma secondo il Capo dei Capi della “Lega per Salvini premier” sono solo «la casta della casta della casta». Quella del senatori a vita è una «figura assolutamente superata nella storia della nostra Repubblica» perché «non si può lasciare in mano a dei senatori a vita pro tempore, che vengono quando hanno tempo». Molto meglio la figura dei Capi che non hanno tempo mai (secondo OpenPolis, Salvini dall’11 settembre non ha partecipato ad alcuna votazione del Senato).

E poi questa storia di illustrare la Patria è sempre soggettiva. Facciamo degli esempi. Chi “illustra” meglio i valori della Liguria? Il senatore a vita Renzo Piano (architetto) o l’ex viceministro leghista alle Infrastrutture Edoardo Rixi (condannato a Genova a tre anni e cinque mesi per peculato)? O ancora: chi illustra di più il popolo sovranista? Liliana Segre o il sottosegretario leghista Armando Siri, (che ha patteggiato per bancarotta fraudolenta)? L’estrema destra ha idee chiare su chi può dare un vero “valore aggiunto” al nostro paese: certamente no un  Eugenio Montale qualsiasi. Vuoi mettere invece un Giancarlo Pittelli, ex senatore di Forza Italia passato nel 2017 a Fratelli d’Italia, recentemente arrestato nella retata contro la ‘ndrangheta, che fu giudicato da Meloni  appunto «un valore aggiunto per Fratelli d’Italia»?

PER MOBUTU PREMIER

È stato un vero screanzato Gad Lerner  a scrivere che neppure Péron e de Gaulle osarono dare il proprio nome al loro partito, anche se più personale non potesse essere. Come, invece, ha fatto lo Statista del Papeete, un ex padano secessionista convertitosi opportunisticamente al sovranismo. A Colombey-les-deux-Eglises ci sarà stato un certo subbuglio, le Général – dall’alto della sua storia per certi versi gloriosa – sicuramente non l’avrà presa bene: essere paragonati a Salvini non farebbe piacere a nessuno ma addirittura essere superati in sfacciataggine autoritaria è troppo.

Allora ci siamo messi a fare una rapida ricerca sui precedenti della rivoluzione “democratica” di Salvini. Purtroppo non abbiamo trovato alcuno che possa competergli. Non azzardarono tanto neppure Mussolini e Hitler, che proprio umili non erano. Invece il nostro aspirante ai «pieni poteri», ancora prima di conquistarli, sbruffoneggia impudicamente col presepe in mano. Figuriamoci, dio non voglia , che la dabbenaggine consolidata dei suoi avversari e dei politici di ventura che si aggirano in Parlamento non gli regali davvero il paese.

Il personaggio storico che, per modestia, in qualche modo si avvicina di più a Salvini è quel Mobutu Sese Seko Kuku Ngbendu Wa Zabanga (letteralmente : “Mobutu, il guerriero che va di vittoria in vittoria senza che nessuno possa fermarlo”) che fu per qualche anno dittatore dello Zaire e che i malevoli accusarono non solo di uccidere i suoi avversari, ma di mangiarseli. Ma no, neppure Mobutu  si adatta perfettamente, perché evidentemente persino lui trovò troppo ridicolo mutare il nome del suo “Movimento Popolare della Rivoluzione” in “Lega per Mobutu premier”.

LA MAFIA NON ESISTE

[nella foto, Giancarlo Pittelli, già deputato e senatore con Forza Italia e Pdl, passato poi al partito di Meloni]

Sono 334 i capi, gregari, affiliati e uomini a disposizione del clan Mancuso che sono stati arrestati in una gigantesca operazione delle forze dell’Ordine in Calabria. Ovviamente tra questi il più importate è un ex parlamentare di Forza Italia poi traslocato in Fratelli d’Italia.  “Un valore aggiunto per la Calabria e tutta l’Italia”. Così Giorgia Meloni nel 2017 aveva annunciato il passaggio di casacca di Giancarlo Pittelli.  Non poteva che essere così, ma non manca la presenza di Alleanza nazionale e del Pd. Invece latitante è un socialista (ma anche questo si adatta perfettamente al copione). Forse va riconosciuto qualche merito alla Ministra dell’Interno, se non altro perché la mattina va al suo posto di lavoro invece di trafficare con Putin.

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