Archivi categoria: editoriale

«L’INGIUSTIZIA CHE SI VERIFICA IN UN LUOGO MINACCIA LA GIUSTIZIA OVUNQUE»

di pier virgilio dastoli

La decisione della Procura di Locri di porre agli arresti domiciliari il Sindaco di Riace Domenico Lucano e il divieto di dimora per la sua compagna rappresentano una nuova e grave tappa dell’azione che si è sviluppata in Italia non per impedire una politica di accoglienza ma per ostacolare azioni di inclusione di immigrati nella nostra società nell’interesse loro e del nostro paese.

Da questo punto di vista il Sindaco di Riace è stato ed è un modello in tutta Europa e anche nel mondo e la decisione della Procura di Locri, certamente in linea con il Contratto di governo siglato da Lega e dal Movimento 5 Stelle, concerne non soltanto il nostro paese ma l’intera Europa.

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METTIAMO UN PUNTO DEFINITIVO ALLA POLEMICA CON I LIBERALOIDI

di enzo marzo

Forza Italia vota a favore della “democrazia illiberale” di Orban

Ovviamente noi lo abbiamo sempre saputo che il berlusconismo era una truffa maldestra a uso e consumo dei liberali (noi li abbiamo sempre chiamati “liberaloidi”) che non desideravano altro che farsi truffare e lucrarci sopra. Così hanno fatto finta per venticinque anni di credere che il partito di un frodatore, di un colluso con la mafia e di un corruttore di avvocati e giudici avrebbe finalmente realizzato la “rivoluzione liberale” in Italia. I risultati stanno sotto i nostri occhi.

Roba da ridere, anzi da piangere, se ricordiamo i salti mortali dottrinali dei “professori della cattedra” sui giornali-spazzatura dell’ex cavaliere e addirittura in parlamento per giustificare il loro servilismo che tanto ha lavorato al massacro della tradizione e del pensiero liberale italiano.

Ora siamo arrivati al punto terminale.

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EVIDENZE…

di massimo la torre

Dire qualcosa di sensato su ciò che sta succedendo in Europa e soprattutto in Italia in questi mesi non è impresa facile. Ma neppure difficile. Innanzitutto è bene farsi trascinare dall’evidenza morale. E questa ci dice che c’è del veleno nell’aria, e che questo veleno è ora sparso a piene mani dal governo cosiddetto giallo-verde, questa apparentemente strana e contro-natura coalizione di Lega, destra xenofoba, e Cinquestelle, sinistra-destra anti-establishment. Ma nei Cinquestelle la componente di sinistra è ora impallidita, e prevale la pancia e la volontà maligna della destra qualunquista. Si potrebbe anche dire che la differenza tra gli uni e gli altri e che il Leghista sa quello che fa, e il Pentastellato invece no.

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GENOVA: TUTTE LE RESPONSABILITÀ

di enzo palumbo

Mentre scorrevano sugli schermi televisivi o sulla rete le immagini della tragedia che si era appena consumata sull’autostrada A10 di Genova, i primi sentimenti sono stati quelli dello sgomento per un evento che nessuno immaginava possibile e dell’indicibile dolore per le vittime degli errori umani che ne avevano causato la morte e della tragica fatalità che le aveva coinvolte proprio quando la loro mente andava alla meta che si apprestavano a raggiungere, alla vacanza che stava per iniziare, ai familiari e agli amici con cui dovevano riunirsi, agli impegni cui dovevano attendere.

Ed è naturale che, subito dopo, il sentimento dello spettatore si sia volto all’individuazione istantanea dei responsabili dell’immane tragedia, perché il sommo livello dell’ingiustizia sofferta dalle vittime porta a offuscare la capacità di riflettere e distinguere, specie se c’è chi prova a soffiare sul fuoco dell’indignazione per raccogliere i frutti umorali del consenso popolare propiziato da eventi di questa straordinaria portata.

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LA STRATEGIA DEL POPCORN

di andrea pertici

Nuova pesante sconfitta del Pd e del centrosinistra nei ballottaggi del 24 giugno.

Si tratta in fondo di un partito – e di una coalizione – che hanno ormai collezionato innumerevoli sconfitte. L’ultima era stata nelle elezioni politiche del 4 marzo, quando il Pd e il “suo” centrosinistra, “cucinato” in quattro e quattr’otto alla vigilia delle elezioni, alla bisogna di una legge elettorale che portava il nome del capogruppo “dem” e la firma anche dei due leader del centrodestra (con cui il Pd si è volentieri alleato per anni). A seguito di quelle elezioni, in cui il Pd era stato portato al minimo storico, grazie alla pluriennale strategia di rottamotori e rottamandi, non si è pensato di cambiare schema. Anzi, la perspicace reazione – portata avanti dal capo in testa a tutti gli altri – è stata da subito quella di fare gli offesi con gli elettori.

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LA REPUBBLICA IN OSTAGGIO

di giancarlo tartaglia

Dopo settimane in cui il Presidente della Repubblica ha consentito a grillini e leghisti, forse con eccessivo garbo istituzionale, di tenere in ostaggio lo Stato, è stato finalmente partorito il cosiddetto “Contratto per il Governo del cambiamento”, che, oltre a contenere aspetti decisamente ridicoli, quali la previsione della sua sottoscrizione da parte dei “signori” Di Maio e Salvini, le cui firme “leggibili” dovranno essere autenticate da un Pubblico Ufficiale, richiama alla mente nel suo complesso l’antico detto napoletano che certe cose non vanno messe in mano alle “creature”.

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