Archivi categoria: editoriale

CHE LE SARDINE NON FINISCANO IN PADELLA

di enzo marzo

«È molto difficile salvare una civiltà quando ha raggiunto l’ora di cadere sotto il potere dei demagoghi. I demagoghi sono stati i grandi strangolatori di civiltà…  Ma un uomo non è un demagogo semplicemente perché si mette a gridare davanti a una moltitudine. In certe occasioni, questo può rappresentare un ufficio sacrosanto. La demagogia essenziale del demagogo è dentro la sua mente, e si radica nella sua irresponsabilità di fronte alle idee stesse che usa e che egli non ha creato, ma ha ricevuto dai veri creatori».

  1. Ortega y Gasset

Erano anni che aspettavamo un messaggio di speranza, anche minimo, cui aggrapparsi. Ogni giorno chi è costretto a leggere i giornali e consultare internet subisce una insostenibile razione di conferme della situazione tragica del nostro paese. Ormai siamo nelle mani di demagoghi sfacciati, di mentitori seriali e compulsivi, di dilettanti ignorantissimi che non sanno di che parlano, di irresponsabili che giocano con le parole sull’orlo del baratro, di sfacciati truffatori che smentiscono quello che hanno affermato o deciso il giorno prima, di chi impunemente può affermare di volere i “pieni poteri”. Ma tutto ciò sarebbe poco o nulla, e si potrebbe spazzare se non fosse immerso in un enorme calderone (insieme causa ed effetto) di ignoranza e di demagogia a cui si è ridotto il dibattito pubblico in Italia. C’è davvero di che avvilirsi. Perché, se non muta radicalmente il modo di fare politica e di comunicarla, non c’è alcuna speranza che possa cambiare la Politica. Senza la Politica un paese va in rovina inesorabilmente. Ma si può andare contro corrente?

Certo che si può.

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LA DISTRUZIONE DELLA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE

di riccardo mastrorillo

Il Parlamento ha votato e si è autoridotto: la Camera sarà composta da 400 deputati, anziché 630 e il Senato da 200 senatori invece di 315. Il Partito democratico e la variopinta composizione del Gruppo LEU, che in tutte le precedenti votazioni si erano opposti, hanno votato a favore, sostenendo che si è raggiunto un accordo per compensare la riduzione dei parlamentari, con interventi legislativi che dovrebbero ridimensionare la compressione della rappresentanza.

Sappiamo bene che il movimento cinque stelle ha imposto questa riduzione con lo scopo, nemmeno velato, di distruggere la democrazia parlamentare, del resto lo hanno già detto che l’obiettivo successivo è stabilire il vincolo di mandato.

Quello che ci lascia, ma non troppo, stupiti è il documento di maggioranza, le famose garanzie ottenute dal Pd e da LEU, che dimostrano, senza appello, l’assoluta ignoranza sul significato di democrazia di gran parte della classe dirigente di questo paese.

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DI NECESSITA’ VIRTU’ – PENSIERINI FILOGOVERNATIVI

di enzo marzo

Finalmente un po’ di bonaccia. Erano anni che vigeva un clima politico esasperato che ha portato a una spaccatura profonda nel paese. Protagonista è stata l’irruzione dell’estremismo di destra, con il recupero di tutti i temi e i valori che speravamo fossero stati relegati nell’armamentario da dimenticare del Novecento totalitario, ma che invece sono stati riproposti strumentalmente per scopi elettorali da un leghista demagogo ai più bassi livelli, neofita sia del sovranismo sia della superstizione religiosa. Di antica data in lui c’è soltanto il razzismo.

Purtroppo Salvini ha raccolto moltissimi consensi, perché gran parte del popolo italiano, stremata da un venticinquennio di indecenze berlusconiane e dalla mediocrità assoluta di tutte le classi dirigenti che si sono susseguite al governo, si è aggrappata a parole d’ordine che nascono non tanto da valori o da interessi quanto da paura e ignoranza. L’una e l’altra molto profonde. Questi italiani negli ultimi decenni non si sono mai fatti rappresentare da un ceto politico di Destra decente, ma solo da un furfante pregiudicato che per i suoi profitti ha inquinato in profondità il tessuto etico dell’intera società. I rivoli infettanti hanno colpito tutti i settori, non se ne è salvato alcuno: dalle professioni alla magistratura, dalle forze dell’ordine alla scuola e all’Università, dall’imprenditorialità al giornalismo, e così via. Il ceto medio e quello medio-alto si sono impoveriti e hanno collassato. Non dobbiamo allora meravigliarci se in tutte le classifiche dei ventotto paesi europei siamo precipitati all’ultimo o al penultimo posto.

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DI NECESSITÀ VIRTÙ, INTANTO SALVIAMO LE ISTITUZIONI

dI paolo bagnoli

Il nuovo governo è nato e Giuseppe Conte, non più avvocato del popolo, ma capo condominio politico del nuovo stabilimento Pd-5 Stelle, ha iniziato la sua nuova avventura invitando gli italiani a sognare. Beh, questa volta, rispetto alla previsione del 2019 quale anno bellissimo, dobbiamo dire che, sicuramente in modo involontario, ha intercettato il desiderio di tanti italiani che non rinunciano, nonostante tutto, a sognare un paese normale governato da una politica democratica degna di questo nome. Vedremo se il Conte bis marcerà in tale direzione; vedremo!

Nato a seguito di una crisi anomala aperta da un improbabile e goffo Salvini, ipotizzato da autorevoli esponenti tutti di provenienza democristiana, perorato dall’area ex-comunista presente nel Pd e nei 5Stelle,auspicato da esponenti europei di primo piano, battezzato all’annuncio della sua sola possibilità di nascere dal calo subitaneo dello spread, ben visto da quella parte della gerarchia cattolica che non aveva sopportato il leghista dai toni crociati assumere la veste di predicatore madonnaro, fecondato dalla paura di un voto anticipato che avrebbe potuto portare Salvini a Palazzo Chigi, era praticamente scontato che quanto fino a qualche tempo orsono sembrava contro natura – ossia l’intesa tra Pds e 5 Stelle – mandate alle ortiche in un tempo più breve dello spazio di un mattino tante bellicose posizioni intransigenti, prendesse corpo. Crediamo con un sospiro di sollievo di Mattarella. Sarà bene, tuttavia, che il presidente  faccia esercizi respiratori profondi perché, ancor prima della conclusione positiva della trattativa, sono emersi segni di inquietudine da parte di un Renzi tornato prepotentemente sulla scena politica.

Intendiamoci: che Salvini sia fuori dal governo è certamente positivo e aver impedito che ci potesse tornare più che positivo; alla fine una qualche logica, se non altro antirazzista, ha prevalso. 

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QUALE CIVILTÀ DIFENDONO?

di  giovanni vetritto

L’incrocio micidiale tra la diffusione urbi et orbi dei bassi istinti di qualunque utente di social network e la legittimazione di quelli stessi bassi istinti da parte di classi politiche illiberali e antidemocratiche dovrebbe almeno avere un limite: quello della coerenza tra le diverse follie vomitate in pubblico sotto la stessa insegna.

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