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GRAZIE, ORBAN

Non avremmo mai creduto di dover ringraziare un velleitario dittatorello dell’Est europeo, nonché il Capo di Lega ladrona, per la loro incessante opera a favore dell’unità europea. Grazie alla meticolosità di Wundt si è potuto mettere a punto un concetto, quello della “eterogeneità dei fini” che ci avverte come azioni intenzionali possano portare a conseguenze non intenzionali, spesso anche assolutamente contrarie a quelle volute. Orbàn è il più chiassoso tra quelli che vogliono ricostituire in chiave antieuropea (ma conservando tutti i vantaggi economici) un’alleanza del tutto simile alla vecchia Austria–Ungheria. Nella sua mente nostalgica c’è la volontà di esprimere egemonia o forza di attrazione verso la Baviera, la Croazia, persino verso il lombardo-veneto. Ha dalla sua il fatto che l’Ungheria (a parte alcune fiammate libertarie) è stata sempre un paese sottomesso a poteri esterni e quando si è auto governata – come nella Reggenza tra le due guerre mondiali – ha prodotto solo governi fascisti, addirittura nazisti, fondati su un accanito antisemitismo. La popolazione ungherese non si è fatta molto onore, ha perseguito gli ebrei con determinazione. E’ scesa in guerra al fianco di Hitler e, come fecero pure gli italiani, quando la guerra volgeva a male cercò di tradire i suoi alleati. Fu ovviamente occupata, non risulta una sua resistenza ma molto collaborazionismo. Dopo fu punita duramente dalla sua posizione geografica.

Ma gli ungheresi di Orbàn non hanno appreso la lezione.

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VERGOGNE ESIBITE (CON UNA NOTERELLA REDAZIONALE)

Non mi capacito del come la Procura della Repubblica possa avere, a mio parere indebitamente, ratificato, per quanto si legge una siffatta dilazione . Per di più con una conferenza stampa che maschera una resa del diritto e l’abdicazione di chi ne deve pretendere l’applicazione uguale per tutti . Senza alcuna garanzia e nella quasi totale e ragionevole certezza che tra 82 anni non ci saranno più né Lega né Salvini. E nemmeno quasi tutti noi …

[Redazione – e.m. : Perfettamente d’accordo, non avrebbero escogitato questa presa per i fondelli nemmeno nella Prima repubblica, ma oggi siamo di buon umore e ci consoliamo pensando ai giornali-spazzatura che per settimane hanno gridato alla lesa democrazia difendendo una Lega Ladrona, che ora ha implicitamente ammesso di aver sottratto i 49 milioni. Chiederanno scusa ai loro lettori per la loro sfacciata complicità? Speriamo anche che molti frodatori dello Stato si facciamo forti di questo precedente e pretendano di dilazionare per molti decenni la restituzione del maltolto].

ANALFABETISMO VERSUS LIBERALISMO

di enzo marzo

Calenda è l’homo novus del Pd, e sembra proprio che sia perfettamente in linea con la media della classe dirigente del PI, il Partito Idiota che ha ridotto il paese al disastro. E’ stato ministro due volte e adesso se ne esce con questa dichiarazione che vogliamo riportare integralmente, a suo disdoro. I pidioti colgono con solerzia ogni congiuntivo sbagliato da Di Maio, ma poi quando aprono bocca si fanno uscire tanti di quegli strafalcioni, e non di grammatica, da far inorridire chiunque abbia frequentato la scuola dell’obbligo:

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LE NOTIZIE FALSE DEL MINISTRO DELL’INTERNO

Matteo Salvini: «Purtroppo la tubercolosi è tornata a diffondersi, gli italiani pagano i costi sociali e sanitari di anni di DISASTRI e di invasione senza regole e senza controlli. Dicevano che eravamo cattivi, allarmisti, pericolosi…  Ce l’ho messa e ce la metterò tutta per invertire la rotta». 12 settembre 2018

Giulia Grillo, ministra della Salute, M5s: «Non c’è nessun allarme tubercolosi dovuto ai migranti. Abbiamo un dipartimento prevenzione attivo h24: se davvero ci fosse un’emergenza, il ministero e l’Istituto superiore di sanità lo avrebbero segnalato. Anzi, i casi di Tbc in Italia sono in calo: erano 9,5 ogni 100mila abitanti del 1995, sono scesi a 6,5 nel 2017. Abbiamo dei protocolli molto serrati e rigidi per il controllo delle malattie infettive. Finora l’Italia è riuscita sempre a controllare bene tutti i casi verificatisi, non ultimi quelli relativi ai migranti della nave Diciotti». 15 settembre 2018.

Redazione: Ricordiamo all’autorità giudiziaria che esiste nel codice penale vigente l’art. 656:  Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico. — Chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [265, 269, 501, 658], con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a trecentonove euro.

Perché non si procede contro un irresponsabile ministro che – invece di fare propaganda – dovrebbe garantire e non allarmare l’ordine pubblico?

MENTALITA’ FASCISTA DELLA GIUNTA TRIESTINA

Trieste, locandina censurata: salta la mostra sulle leggi razziali – Il manifesto dell’evento organizzato dal liceo Petrarca non è piaciuto al Comune, che ha censurato la locandina della mostra “Razzismo in cattedra”.

TRIESTE – Una foto in bianco e nero di tre ragazze sorridenti, con libri e cartelle in mano. In basso la prima pagina del quotidiano Il Piccolo, datata 3 settembre 1938: “Completa eliminazione dalla scuola fascista degli insegnanti e degli alunni ebrei” il titolo che annunciava l’applicazione delle leggi razziali. È la locandina scelta a Trieste per la mostra “Razzismo in cattedra”, promossa dal liceo Petrarca a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali. E saltata proprio per via di quella immagine. “Troppo forte” secondo il Comune.

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“LEGA RAZZISTA”: UN PROCESSO A PIACENZA

L’europarlamentare del Pd Cecile Kyenge è a giudizio davanti al tribunale di Piacenza per diffamazione, in seguito alla querela  davvero temeraria  di Salvini. Kyenge, durante una festa dell’Unità a Parma, accusò la Lega di essere razzista, poiché Fabio Rainieri,  all’epoca segretario della Lega Nord dell’Emilia, aveva pubblicato  una foto di  Kyenge  accompagnandola con un commento in cui l’attuale parlamentare europea veniva paragonata a un orango.  

“La Lega è razzista? Giudicate voi”. Lo scrive sui social Cecile Kyenge, che pubblica diversi titoli di giornali raccolti nel tempo: “Quando Salvini cantava: ‘senti che puzza arrivano i napoletani'”; “Calderoli: ‘quando vedo Kyenge penso a un orango'”; “La Lega: ‘vagoni separati per extracomunitari'”; “Borghezio: ‘Governo del Bonga bonga, Kyenge scelta del c…'”.  Ora si celebra il processo.