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LA LEGGE DI BILANCIO

(dopo il caso della riforma costituzionale torna la violazione dell’art. 72 della Costituzione)

di andrea pertici*

Giungerà ad approvazione domani 30 dicembe la legge di bilancio per il 2019. Se questo non avvenisse si andrebbe in esercizio provvisorio, con sicure ripercussioni negative sull’economia.

Per raggiungere questo obiettivo, il Governo Conte, come i precedenti, metterà la fiducia sul maxi-emendamento che ha presentato pochi giorni fa.

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l’esercizio provvisorio

riccardo mastrorillo

Molti storici pongono nel 1215, con la firma da parte del Re d’Inghilterra della “Magna Carta”, la nascita del sistema parlamentare. Quella carta stabiliva che il sovrano non potesse esigere tasse senza il consenso del Parlamento. Per questo motivo in qualsiasi paese del mondo, la legge di bilancio e la legge finanziaria, vengono votate coscientemente dal Parlamento.

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AL CENTRO DEL MIRINO

Luigi di Maio ricorda che “per la prima volta al centro di questa manovra ci sono i cittadini”….  infatti ha fatto “centro”: più tasse, più demagogia, più condoni, più evasione, più debito pubblico, più marce indietro, più esautoramento del parlamento,  più clericalismo, più favori agli amici, più subalternità a Salvini, più armi civili e militari ecc. ecc. (continua)—

la lepre marzolina 27 dicembre 2018

RAGGI: LA BUFALA QUOTIDIANA DI DI MAIO

di enzo marzo

«Raggi è stata assolta perché il fatto non sussiste» Così di Maio in tv. Ci domandiamo: ma un vice presidente del consiglio può spacciare a freddo una tale bufala agli italiani (senza essere neppure essere riportato alla verità dal conduttore Giletti)? Perché la 7 non fa una precisazione-smentita per correggere la clamorosa bugia in diretta? Non è che ha ragione davvero il nuovo padrone Di Maio?

PS: La sindaca di Roma è stata assolta perché il fatto non costituisce reato, non per non aver detto il falso.

DEI CASALEGGINI E DELL’INFORMAZIONE

di enzo marzo

Servono due premesse. La prima. Chi scrive si pronunciò a favore di Virginia Raggi come sindaca di Roma. La motivazione era chiara: dopo Mafia Capitale un romano non poteva assolutamente votare per il Pd, ormai ridotto a uno straccio inquinato, dopo la scandalosa liquidazione dell’unico che era uscito pulito da tutta quella vicenda, il sindaco Marino. Ma Orfini genialmente riuscì a distruggere il suo sindaco, suicidare il suo partito e la sua giunta per consegnare agli avversari il Comune con anni di anticipo. Di fronte a tanta imbecillità e a un armadio così zeppo di scheletri bisognava voltare pagina. Personalmente avrei votato per disperazione anche un falso legionario romano stanziante sotto al Colosseo. Era talmente forte la ripugnanza per il Pd che i romani in larghissima maggioranza votarono chi non c’entrava con il malaffare comunale. Tutti implicitamente speravano che si aprissero gli armadi, entrasse aria fresca e che l’incompetenza fosse riequilibrata da un po’ di buongoverno cittadino, anche soltanto di quello spicciolo. Purtroppo si capì subito che la nuova gestione avrebbe fatto un disastro. Il Comune fu travolto da un tourbillon di nomine, di dimissioni, di incompetenti, dei soliti furbacchioni e di loschi figuri. Raggi ha cambiato ben otto assessori. Soprattutto fu evidente l’incapacità sia di fare davvero pulizia sia di governare la città. Conoscemmo meglio la stessa sindaca. Venimmo a conoscenza che non era lontana dai soliti gruppi di potere locale. Non ci piacque affatto la sua provenienza lavorativa da ambienti previtiani. Da cui addirittura arrivarono consigli e suggerimenti per le nomine. Infine lo scandalo, i Romeo, i Marra, e il processo, che si è chiuso con una decisione che ci rallegra perché è inutile infierire contro una ragazza alle prese di un compito mille volte più grande di lei. Il resto è cronaca quotidiana e ogni romano si può rendere conto e giudicare l’operato della giunta attuale.

Ma tutte le feste e il fracasso e dei M5s appaiono immotivati.

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