Tutti gli articoli di Critica Liberale

diritti civili in italia

di vincenzo ferrari

Senza essere mai stato massone, né sveglio né in sonno, vorrei semplicemente osservare che la decisione del M5S di escludere dalle sue liste gli iscritti alla Massoneria si pone in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza fra tutti i cittadini e di libertà di associazione. Se il Movimento andasse al governo, sembrano prefigurarsi scenari inquietanti per i diritti civili in Italia, nell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali.

più scuola

NEL NUOVO SITO DI CRITICA LIBERALE DAREMO ANCORA PIU’ SPAZIO AI LETTORI. OLTRE AI SOLITI COMMENTI CHE CI ARRIVANO, PUBBLICHEREMO IN QUESTO SETTORE CENTRALE LE RIFLESSIONI PIÙ APPROFONDITE (ANCHE QUELLE MENO CONDIVISIBILI) CHE CI SARANNO INVIATE SU QUALUNQUE ARGOMENTO, ANCHE SE NON TRATTATO DAL SITO. MA DEVONO ESSERE FIRMATE. QUESTA VOLTA ABBIAMO FATTO UN’ECCEZIONE, PERCHE’ NON AVEVAMO MESSO QUESTA AVVERTENZA. SCRIVERE A info@criticaliberale.it

di francesco

Come non condividere l’ invocazione “scuola scuola scuola scuola”? Quanta ignoranza e quanta maleducazione in giro dappertutto per il Bel Paese. Più scuola farebbe bene un po’ a tutti. Oddio, qualche insegnante fannullone potrebbe preoccuparsi per ulteriori carichi di lavoro a (basso) stipendio invariato, ma non è proprio il caso.

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LA SCOMPARSA DI GIUSEPPE GALASSO. IL SOGNO DI NOI LIBERALI

redazione – giuseppe galasso

Riprendiamo dal “Corriere della sera” dell’8 febbraio l’ultimo articolo dello storico e politico repubblicano Giuseppe Galasso, deceduto oggi. Galasso fu nostro amico e da noi sempre ammirato. Ci impressiona molto, e lo troviamo oltremodo simbolico, che proprio l’ultimo scritto di Galasso sia stato dedicato a un altro grande personaggio del liberalismo italiano del ’900, Mario Pannunzio, di cui ricorre il cinquantesimo della morte. Sul prossimo “nonmollare” li ricorderemo entrambi.

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troppe promesse di politici demagoghi

di paolo bagnoli

Sul fattoquotidiano.it l’editoriale di Paolo Bagnoli, pubblicato sul numero 13 di “nonmollare”

L’intervento di un ex presidente del consiglio richiede attenzione; di solito c’è sempre qualcosa da imparare. Se questo, poi, è del sapienziale Mario Monti di attenzione ne occorre ancora di più. Intervenendo sul “Corriere della Sera” del 21 gennaio, Monti ha  affrontato una questione seria: la sfrontatezza di una campagna elettorale nella quale tutti promettono tutto e di più a prescindere dalla situazione finanziaria nella quale versa il Paese. Un richiamo giusto anche se – ma se ne possono capire le ragioni –manca ogni giudizio del perché ciò avvenga; ossia l’inadeguatezza di un ceto politico cui non interessa tanto governare il Paese quanto conquistare il governo. Un ceto politico che non è classe politica. Una considerazione che avrebbe dovuto essere doverosa per dare forza al ragionamento; esso, infatti, muove da un’osservazione equivoca dietro la quale subodoriamo una concezione della democrazia un po’ particolare. Ma sono supposizioni nostre.

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abolire le tasse universitarie?

di antonio calafati

Sono favorevole all’abolizione completa delle tasse universitarie. Credo vi siano molte buone ragioni affinché l’istruzione universitaria sia un bene pubblico. Chi crede che le tasse universitarie attuali non siano un ostacolo agli studi universitari per molti giovani italiani evidentemente non ne conosce l’ammontare (e neanche il grado di incoerenza del sistema di calcolo). Non si rende neppure conto che la diffusione territoriale delle università in Italia permette a una quota molto elevata di potenziali studenti di frequentarle da pendolari e ciò rende le tasse universitarie il costo che discrimina.

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università gratuita: che vuole dire, perché è giusto, perché fa scandalo?

di claudia pratelli

Nell’assemblea di Liberi e Uguali Pietro Grasso ha proposto l’università gratuita innescando un gran dibattito. E meno male. Da anni l’Università è stata usata dalla politica come un bancomat per reperire risorse da spendere altrove, oppure oggetto di strampalati anatemi, spessissimo colpevole di non preparare al mondo del lavoro, altre volte ancora considerata come un’accolita di lagnosi, colpevoli di chiedere (ma che pretese!) reclutamento dei precari e adeguamento delle retribuzioni dei docenti.
Stavolta si parla del diritto di tutti di poterci andare all’Università, una rivendicazione storica dei movimenti studenteschi: significa ribaltare l’ordine del discorso e non mi pare poco.
Fatta la premessa però serve entrare dentro alla questione. Cominciamo con il descriverla.

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