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“TUTTI A TERRA, QUESTO E’ IL CAMBIAMENTO”

Scena da film americano. Vicino a Bari i rapinatori, armati fino ai denti, bloccano una strada incendiando due tir messi di traverso, poi si gettano su un veicolo portavalori. Spaccano le pareti corazzate dell’automezzo con una ruspa, impossessandosi di quanto è a bordo, cioè 2,3 milioni di euro, destinati a pagare le pensioni.

Ci domandiamo: ma perché tutta questa fatica? Oltretutto con molti rischi.

Per rapinare le pensioni, in un’operazione ben più massiccia, basta molto meno. È sufficiente sbandierare il rosario, mangiare Nutella, fotocopiare i programma Le Pen e prendere il 12,25 per cento dei voti dei cittadini aventi diritto. Certo, bisogna avere anche l’impudicizia di passare quella modesta cifra per “il popolo tutto”, parlare continuamente a nome di questo e violentare il parlamento con la complicità di un tristo figuro ormai col consueto ruolo del “palo”. Anzi, della ruspa. Nessun azzardo, basta irrompere gridando “tutti a terra, questo è il cambiamento” e indossare una maschera per nascondere la faccia di tolla.

la lepre marzolina – 3 gennaio 2019

NO, NON “E’ GIORNALISMO”: DIO MIO COME SIAMO CADUTI IN BASSO…

Riportiamo dal Fatto.it questa straordinaria notizia:

«È il giornalista Mattia Feltri il vincitore della 22esima edizione del premio ” È Giornalismo”, fondato da Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca e dall’imprenditore Giancarlo Aneri. Lo ha deciso la giuria, ora composta dallo stesso Aneri, come presidente, e da Giulio Anselmi, Mario Calabresi, Massimo Gramellini, Paolo Mieli, Gianni Riotta e Gian Antonio Stella. Mattia Feltri, bergamasco, 49 anni, è figlio d’arte: suo padre Vittorio è una delle firme più conosciute del giornalismo italiano. E a questo ha fatto riferimento Giancarlo Aneri nell’esprimere la sua soddisfazione per la scelta della Giuria “perché con questo meritatissimo premio a Mattia, in fondo si dà anche un riconoscimento alla storia giornalistica familiare”. Feltri ha iniziato la sua carriera giovanissimo al Giornale di Bergamo, per poi passare al Foglio e quindi, dopo una breve parentesi a Libero, fondato dal padre, nel 2005 alla Stampa, di cui oggi è capo della redazione romana».

Avete letto bene? Adesso decifriamo la notizia:

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LA GUERRA SANTA

Adesso, se non interviene un’Autorità più alta, siamo al tutti contro tutti. Nella Società dello Spettacolo anche i Santi non riescono a stare quieti e seguono l’esempio esibizionista della Santanchè. Vogliono stare ogni giorno in Tv e sgomitano tra di loro. Solamente la Madonna, occupata col presepe, si è defilata e Salvini da qualche settimana non la sventola più. La guerra più accesa si è aperta tra San Gennaro e San Francesco. Il Santo napoletano, dopo i baci ricevuti da Di Maio, si sentiva sicuro per aver preso la leadership, ma anche i Santi non possono distrarsi un attimo. Dopo la sciagurata norma sul Terzo Settore varata dal governo, è sceso in campo San Francesco ed è riuscito a compiere un vero miracolo: una manovra intoccabile è toccata anche prima d’essere votata intoccata. Un vero successo, da virtuoso. In paradiso non si parla d’altro. C’è da dire che San Francesco si è fatto aiutare dalla manina di Santo Egidio. Però così non vale. San Gennaro, tradito da quel trasformista di Di Maio, che addirittura si precipita ad Assisi, è irritatissimo. Gli si è liquefatto il sangue dalla rabbia. Ultimo in classifica, purtroppo ancora una volta, San Padre Pio, nel taschino di Conte,  ha dimostrato di non contare nulla.

la lepre marzolina – 28 dicembre 2018

COME 80 ANNI FA

Ottanta anni dopo le leggi razziste e fascistissime, altre persone  umane sono espulse, di colpo,con violenza, dalle strutture in cui vivevano.  E’  la vergogna dell’Italia prima  di un  Natale ipocrita .       Una emergenza creata dal decreto “sicurezza”,  raggiro ed elusione della Costituzione sfigurata da cui  dovrebbe prendere corpo una risposta ferma e civile degli italiani. Come non fu 80 anni fa.