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NON CI SONO PIÙ I RIVOLUZIONARI DI UNA VOLTA…

I capi di Forza Nuova, i neo-nazisti che hanno devastato la sede della CGIL e che hanno preso a vangate i giornalisti, davanti al Gip di Roma non hanno arretrato di una virgola e avvolti nelle bandiere con la svastica hanno fieramente rivendicato i loro ideali rivoluzionari: «Veramente io stavo passeggiando con la fidanzata a villa Borghese», «io invece c’ero, ma per fare foto», «Forza Nuova fa comunicati di guerra ma solo per non perder l’abitudine, è chiusa da venti mesi», «io c’ero, ma dormivo», «io sono il capo di “Io apro” e volevo solo che anche la CGIL aprisse la sede», «io avevo un piede dentro e un piede fuori», «ma io sono socialdemocratico», «slogan antisemiti io? Ma se ho sempre amato i negri…», «sì, avevo la maglietta con la svastica, ma sono liberale come la Meloni», «”riprenderci Roma”? ma che avete capito? noi intendevamo “la” Roma, la squadra di calcio», «per favore, lasciatemi uscire, altrimenti chi glielo dice a mamma?».

MELONI FINALMENTE STUDIA

(nella foto, Meloni con il suo candidato Michetti)

Domenica scorsa, la Presidente di Fratelli di Italia, dopo l’assalto di Forza Nuova alla sede della Cgil, ha fatto questa asserzione: «Non so quale fosse la matrice di questa manifestazione ieri, sarà fascista, non sarà fascista… non è questo il punto». In seguito Meloni ha trascorso il weekend a studiare:  ha raccolto i bignami di scuola media, ha tentato di rifletterci su, ha consultato gli intellettuali di estrema destra, si sarà incontrata con Veneziani,  Storace e il Comitato scientifico della Fondazione Tatarella, e finalmente è pervenuta al «punto». E così dopo tre giorni di affaticamento della mente è riuscita a dichiarare: «L’attacco a Roma era di Forza Nuova, quindi di matrice fascista». Come non apprezzare quel «quindi»? Vuol dire che tre giorni prima aveva dei dubbi che i rivoltosi fossero di Forza Nuova? 

Lo sforzo di apprendimento compiuto da Meloni deve essere stato molto intenso, tale da avere conseguenze gravi sulla sua mente. Infatti la Presidente, rispondendo alla Camera all’intervento (in verità assai indecente) della ministra Lamorgese, è inciampata in una gaffe terribile: ha accusato il governo di perseguire una “strategia delle tensione”. Rimprovero assai grave che riporta la memoria a un tempo di attentati e di morti. Adesso le toccherà passare il prossimo weekend a studiare che cosa fu la “strategia delle tensione”. E così scoprirà improvvisamente che quella maturò nell’ambiente di estrema destra, la quale –assieme a torbidi settori dello stato – fornì al terrorismo nero manovalanza, complicità, armi. Proprio il terrorismo allevato dal partito di quella Fiamma Tricolore che campeggia ancora nel simbolo dei suoi Fratelli di Italia. Scoprirà che Pino Rauti fu anche segretario del MSI. E tante altre cose. Aspettiamo la prossima settimana per una correzione della cantonata presa.  

PS.: E Meloni la smetta di dichiararsi “liberale”, altrimenti le toccano alcuni decenni di studi. E solo allora capirà finalmente la differenza tra Benedetto Croce e Ignazio La Russa

LEZIONI SUL ‘900 DI MICHETTI, POLITOLOGO E STORICO FASCISTA

«Hitler ascende al potere attraverso una legge democratica. Hitler non viola… non è che prende d’assalto le istituzioni. Hitler arriva al potere perché il presidente gli conferisce l’incarico di cancelliere, ritenendolo l’uomo giusto per risolvere i problemi strazianti della Germania».

«Voi sapete cosa diceva Hitler sulle armi… diceva che sono una cosa che va totalmente tolta al cittadino. Ma anche l’Unione sovietica diceva questo. Il cittadino non può possedere le armi». «Hitler, leggiamolo bene. “L’errore più folle che possiamo commettere è forse quello di lasciare che le razze da noi soggiogate, oppresse, posseggano le armi”, dice Hitler».  «Aspetta, aspetta. La storia mostra che tutti i conquistatori, tutti gli oppressori che hanno consentito alle razze a loro soggette di portare armi hanno in tal modo approntato la propria caduta».

«Quando i rappresentanti del popolo non contano più niente, vuol dire che c’è un’oligarchia che sta governando. E quando questa oligarchia serra i ranghi non serve più neanche l’oligarchia. Serve un uomo forte. Quando la situazione degenera, entra nel caos, serve un uomo forte che rimetta in ordine il Paese. E così si accede alle dittature».

ENRICO MICHETTI, CANDIDATO DI FRATELLI D’ITALIA, LEGA E FORZA ITALIA  AL CAMPIDOGLIO, sulle frequenze di Radio Radio

IL FASCISMO RIALZA LA TESTA

di patrizia viviani, Presidente di Alleanza Giellista

Alleanza Giellista condanna con fermezza l’attacco squadristico di cui è stata vittima la Confederazione Generale Italiana del Lavoro cui esprime la piena solidarietà. Da troppo tempo il fascismo organizzato ha rialzato la testa e la Repubblica nata dalla Resistenza e sancita dalla Costituzione deve rispondere con fermezza e senza esitazione. La salvaguardia della libertà repubblicana costituisce un motivo fondante della nostra democrazia resa più fragile dalla mancanza di partiti politici veramente tali, i quali della democrazia costituiscono gli strumenti imprescindibili. Occorre che tutti i democratici italiani di qualunque segno e tendenza essi siano si uniscano non solo per rispondere seriamente alle provocazioni organizzate dal nuovo fascismo maturando la convinzione di come occorre una profonda riflessione sui motivi della crisi italiana e sui processi necessari al rafforzamento degli organi dello Stato democratico. Tale impegno deve riguardare tutti basandosi sui valori dell’antifascismo sui quali è nata la nostra libertà e la nostra democrazia.

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IDIOTA O PRENDE PER I FONDELLI?

Meloni: «Non so quale fosse la matrice di questa manifestazione ieri, sarà fascista, non sarà fascista… non è questo il punto». Una “ignorante” come Meloni, è angosciata dai dubbi. Sa di non sapere. Saranno fascisti? «Non so». Come il grande Saggio, risponde «Chi lo sa?».

Noi abbiamo la risposta: i “marci” che hanno assalito la CGIL, sono adoratori della svastica, rimasti pervicacemente al neolitico. Il loro simbolo solare è il segno base di qualificazione del Bon prebuddhistico: quindi sono dei non-violenti che hanno voluto dimostrare il loro amore per la centrale sindacale. Bisogna custodirli con cura perché sono residui di un’èra preistorica precedente di poco a quella della sfacciata e grezza ipocrisia della capa di Fratelli-Coltelli di Italia. La quale ha messo in lista tale Rachele Mussolini per raccogliere i voti dei fascisti, ma forse no. Di migliaia accaniti antifascisti?  Forse sì. Chi lo può dire? Ma «non è questo il punto», è il punto e virgola.

un antisemita spedito al Campidoglio (da Forza nuova e dai grillini “equidistanti”)

ENRICO MICHETTI: «Ogni anno si girano e si finanziano 40 film sulla Shoah, viaggi della memoria, iniziative culturali di ogni genere nel ricordo di quell’orrenda persecuzione … e sin qui nulla quaestio, ci
mancherebbe». «Ma mi chiedo perché la stessa pietà e la stessa considerazione non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe, nei campi profughi, negli eccidi di massa che ancora insanguinano il pianeta? Forse perché non possedevano banche e non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta…».
«Purtroppo se non sei portatore di un qualche interesse diretto o
indiretto per il cinico buonista non sei meritevole di tutela».
19 febbraio 2020 sul sito di Radio Radio..

Riportato da “Il manifesto”  9-10-2021

USCITO IL N.93 DI “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI E SUL FATTOQUOTIDIANO.IT

per scaricare il pdf di NONMOLLARE clicca qui E SU https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/08/spigolatrice-di-sapri-la-liberta-dellartista-e-sacra-vedi-alla-voce-charlie-hebdo/6344803/

Sommario
sinistra illiberale
3. giovanni perazzoli, quando la censura è razzista
cronache da palazzo
6. riccardo mastrorillo, gli ozi di capua
la biscondola
7. paolo bagnoli, necessità di una nuova vera europa
la vita buona
9. valerio pocar, oltre alla libertà, anche la fraternità
res publica
11. angelo perrone, il successo problematico delle firme digitali
lo spaccio delle idee
14. movimento salvemini, contro la repubblica presidenziale – con noterella di e.ma.
17. enzo forcella, per una stampa libera e onesta
17. enzo marzo, mezzo secolo dopo
21. appello per la libertà d’informazione
23. comitato di direzione
23. hanno collaborato
5-8-10-13-16. bêtise d’oro – bêtise
 

I TRE AVVENTURIERI (e un’aggiunta: LA PROVA DEL NOVE)

Ognuno voti secondo coscienza, soprattutto secondo la sua mentalità, i suoi interessi e quelli che crede siano gli interessi del paese e della sua città.

L’ultima volta che si votò per l’amministrazione di Roma scrissi una dichiarazione in cui sottolineavo la necessità di votare contro Mafia Capitale che infestava il Pd. Era la preoccupazione principale. Che non avessi torto lo ha dimostrato il destino della classe dirigente renziana allora dominante, che si suicidò.

Anche adesso mi trovo ad avvertire che stiamo vivendo un periodo tragico in cui prevale “il mondo alla rovescia” e l’agonia della Politica: il paese è affondato nel liquame, l’etica pubblica è polverizzata, e ci troviamo a provare nostalgia per la Casta. La Casta di per sé non è incompatibile con l’intelligenza politica e una pratica realistica. Certo, è tesa a difendere i propri interessi e ciò è deprecabile, ma con tutta la sua buona volontà non riesce a fare danni come quelli che sono perpetrati dall’Ignoranza, dalla Demagogia, dall’Avventurismo politico. La Casta tende a rinchiudersi in sé stessa e alla fine a dissolversi. È avvenuto per la Prima repubblica. Invece la Demagogia corrompe le masse, alza il fango che giace nel fondo di ogni società, dà voce alle “pance”, risolleva nostalgie preistoriche, alimenta odi e passioni nefande, si approfitta dell’ignoranza e della perdita della memoria. È il trionfo della Curva sud. È la più radicale contraddizione della Politica, che è conflitto di idee, di interessi e di valori, che è memoria della Storia. Nel periodo in cui viviamo la Non-politica coccola il populismo, lo spaccia per la vera democrazia. Insomma è sommamente truffaldina. E oggi più di sempre ha strumenti micidiali a disposizione. Certo, raggiunge il grottesco e la carnevalata, ma quanti sono in grado di accorgersene? Per decenni un corrotto e corruttore seriale si è fatto passare, e ancora adesso si passa, per “liberale” con l’avallo di giornalisti e di sedicenti filosofi opportunisti che prostituiscono la propria intelligenza, oggi addirittura c’è chi confonde Bagnai con Einaudi o Morisi con Albertini senza essere seppellito da un coro di risate.

A poche ore  dal voto la coscienza mi impone di far riflettere sul vero pericolo che corriamo. Ci sono tre Avventurieri, tutti e tre di destra, più o meno estrema, tutti e tre trasformisti incalliti che stanno cavalcando l’onda della Demagogia.

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UNA MACCHIETTA “LIBERAL-FASCIO-LEGHISTA”

di raffaello morelli
Un deputato romano della Lega si è messo in scia al Ministro Giorgetti  sostenendo spudoratamente che la Lega è “il vero nuovo partito liberale”. Afferma di aver titolo in quanto “liberale storico”. Sono  cose false tutte e due. 
Lui del PLI storico è stato solo  un iscritto, mai un dirigente, tanto che nel ’96 è stato  deputato di Alleanza Nazionale (lontana anni luce dal liberalismo). La Lega, il partito cui è iscritto ora, non ha alcun legame con il liberalismo italiano o europeo e non è il nuovo partito liberale. 
Tale estraneità trova riscontro nel lungo scritto del deputato. Parole parole parole. Per narrare l’invenzione che la Lega, da Bossi in poi, si è sempre mossa nel solco della libertà individuale e dell’europeismo. Per spacciare il liberismo come liberale.  Per equiparare le libertà al solidarismo comunitario. Per assimilare  i social a radio radicale. Per nascondere il sempre riaffiorante favore della Lega verso le secessioni regionali dietro all’appello (mai fatto dalla Lega)  alla coesione di tutta la Nazione. Per  evocare la religione quale identità nazionale al posto del separatismo Stato Chiesa sostenuto dai liberali fin dall’epoca risorgimentale.
Una carnevalata talmente assurda da far  ben sperare  sulla  tenuta della Lega affidata a rappresentanti simili.