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NICOLA LODI, LEGHISTA – VITTORIO SGARBI, TRASFORMISTA CON FALSO E TRUFFA AGGRAVATA

Critica liberale inaugura una nuova rubrica in cui inventariamo parole e atti dei nuovi barbari, di coloro che – pur ricoprendo spesso ruoli pubblici – lavorano a tempo pieno per far precipitare il paese in una ignoranza, volgarità e inciviltà senza rimedio.

«Vi faremo un culo così. Vi avverto, vi farò male. Vi colpirò politicamente. Da lunedì sparirete, tornerete nei meandri da cui siete venuti».

Sono le parole pronunciate, in diretta Facebook, dal vicesindaco leghista di Ferrara, Nicola Lodi, che si rivolge ai giornalisti di La7 che in questi giorni hanno realizzato un’inchiesta con l’intercettazione del vice-capogruppo del Carroccio, Stefano Solaroli, che propone alla collega di partito, Anna Ferraresi, un contratto a tempo indeterminato in Comune in cambio delle dimissioni da consigliera (Ferraresi era considerata una piantagrane per le continue denunce sul degrado in città). “Piazzapulita”, che ha mandato in onda il servizio di Alessio Lasta, ha scritto su Twitter: «Ecco la delicata reazione del vicesindaco di Ferrara alla nostra inchiesta». Lodi, detto Naomo, continua a mantenere la casa popolare di quando era barbiere, nonostante l’attuale stipendio di 4.800 euro al mese.

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L’Italia è guidata da «un governo di criptochecche con fidanzati di copertura, gente a cui piace prenderlo in quel posto e vuole costringere gli italiani a fare la stessa cosa».

Vittorio Sgarbi, deputato trasformista, già condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo nel periodo 1989-1990, mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, candidato di Forza Italia alle regionali in Emilia-Romagna, 5 gennaio 2020

NON POSSIAMO DIRCI INNOCENTI

Antisemitismo. Non possiamo dirci innocenti

Stiamo scendendo nell’abisso. Dobbiamo cominciare a domandarci dove porta e quando si fermerà questa mutazione in corso del nostro Paese, che dopo aver travolto il linguaggio e la coscienza civica sta attaccando lo spirito di convivenza fino ad alterare il carattere collettivo degli italiani
 
 

Stiamo scendendo nell’abisso, senza sapere dove arriveremo, fino a quando cammineremo nel buio. Dobbiamo cominciare a domandarci dove porta e quando si fermerà questa mutazione in corso del nostro Paese, che dopo aver travolto il linguaggio e la coscienza civica sta attaccando lo spirito di convivenza fino ad alterare il carattere collettivo degli italiani, liberando forze sconosciute e inquietanti, in un’inversione morale della democrazia. Chi ignorava gli allarmi di questi ultimi anni, i richiami striscianti al fascismo, la ferocia del linguaggio, la brutalità della politica, e banalizzava ogni regressione azzerandone il significato, oggi si trova davanti un’immagine iconica dell’oscurità in cui stiamo precipitando.

Una stella di David e la scritta “Juden hier” (qui abita un ebreo) tracciate sulla porta di casa a Mondovì di Lidia Beccaria Rolfi, deportata a Ravensbrück perché staffetta partigiana, e nel campo testimone dell’Olocausto.
Guardiamo fino in fondo quel gesto. Qualcuno è uscito di casa nella notte come un ladro, con lo spray nero, con il proposito di imbrattare in anticipo il Giorno della Memoria, individuando come bersaglio una vittima del nazismo e scegliendo un rituale fascista, per replicarlo nel 2020, in un Paese democratico, nel cuore dell’Europa e in mezzo all’Occidente. Qualcuno tra i minimizzatori dirà adesso che si tratta di un gesto isolato: e ci mancherebbe altro. Ma la verità è che il contesto italiano rende plausibile quell’atto, certamente estremo e tuttavia non incoerente con il clima sociale, politico e culturale, di cui segna anzi il tracciato, spingendosi fino al confine. Si tratta dunque di leggere con attenzione i segni evidenti di questa trasformazione in corso.

A CASA SUA SI TRUFFA?

Arrivato sul fondo, Salvini sta continuando a scavare nel pozzo della demagogia, della volgarità, del degrado politico, della propaganda squallida. Dopo il fallimento del Papeete, dove ha dimostrato tutta la sua capacità politica, il Capo della “Lega per silvio pellico premier” ormai si sta cercando un lavoro come vice di Giletti o di Feltri. Ci meravigliamo soltanto che gli italiani in frotte, con telecamere e forze dell’ordine, non suonino al  suo citofono per chiedergli: “A casa sua si truffa?”.

USCITO IL N. 56 DI “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SUL FATTO QUOTIDIANO.IT

per scaricare il pdf clicca qui o anche su https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/01/22/legge-elettorale-i-politici-non-vogliono-il-doppio-turno-alla-francese-e-cosi-avremo-il-solito-pasticcio/5681478/

Sommario
la biscondola
3. paolo bagnoli, il trionfo del governismo
cronache da palazzo
4. riccardo mastrorillo, il garantismo all’italiana
la vita buona
6. valerio pocar, morti sul lavoro, la strage continua
cono d’ombra
7. paolo fai, petrucci, il valore della scrittura
11. comitato di direzione
11. hanno collaborato
2. bêtise d’oro
4-5-7-8. bêtise
 

LA LIBERTÀ’ DI STAMPA SECONDO CASALEGGIO 1

di enzo marzo

L’articolo di “Repubblica” , che ripubblichiamo di seguito, denuncia un fatto cui noi NON vogliamo credere. Non è possibile che il padrone (per via ereditaria) del Movimento 5 stelle abbia avuto l’ardire di denunciare un giornale libero a noi molto caro solo per il fatto di aver pubblicato un articolo in cui  si criticava la teoria e la pratica antidemocratica della piattaforma Rousseau e quindi della sua derivazione politica. Casaleggio Secondo teorizza e pratica la “democrazia diretta” gestita nel tinello di casa sua , senza alcun controllo pubblico e senza alcuna garanzia per gli stessi votanti. Ci ha sempre sorpreso il numero abbastanza scarso dei  casaleggini che si piegano alla fatica di premere  a casa loro alcuni tasti per esprimere la loro volontà, come ci ha sorpreso sempre  che certe candidature a deputato o a presidente di regione fossero decise da una manciata di voti. E questa Casaleggio Secondo la chiama democrazia e nello stesso tempo – denunciando per diffamazione il giornale del vecchio Segre per un’opinione – dimostra che la sua concezione democratica è uguale a quella di Orban: democrazia (sic!)  senza le libertà fondamentali.  Tra quanti secoli la schiatta reale dei Casaleggio imparerà che alle opinioni critiche si risponde con altre opinioni e non coi tribunali? Perché Casaleggio Secondo non ha inviato una rettifica per correggere eventuali errori  che il giornale “Incontro” avrebbe dovuto pubblicare? Il M5s  nelle mani di Casaleggio Secondo si sta dimostrando con sempre più evidenza una compagine autoritaria senza princìpi.  Ci aspettiamo che molti suoi rappresentanti e aderenti abbiano il coraggio di dissociarsi pubblicamente da questa decisione autolesionista.       

Chi intende firmare un appello a favore del giornale “l’incontro ” può farlo  su http://chng.it/V4yFWc2z