CROCIFISSO: GIUSTIZIA ALL’ITALIANA

Decidere col “dialogo” se mettere il crocifisso nelle scuole, dice la Cassazione. Una sentenza senza capo né coda che equivale alla rinuncia alla giurisdizione (ius dicere).

Una delega in bianco a chi? Agli studenti. ai genitori, ai dirigenti scolastici, al personale ATA?  Dove. quando, come? A maggioranza? All’unanimità? E se nel corso dell’anno qualcuno cambia idea? Ogni anno una nuova decisione concordata? Con quale efficacia? E se arriva il supplente che ha idee diverse? Una decisione sconcertante nel modo che pare confondere la funzione del giudice (applicare tout court la legge con interpretazione costituzionalmente orientata al caso concreto ) con meri suggerimenti a soggetti che nemmeno sono parti in causa di cercare di mettersi d’accordo . E se non ci riescono ? E se l’accordo contrasta con legge e costituzione? Un caso di delegata o denegata giustizia

2 commenti su “CROCIFISSO: GIUSTIZIA ALL’ITALIANA”

  1. Una sentenza di cui non si fa fatica ad intravedere la mancanza di coraggio, oltre ovviamente la più assoluta incoerenza. Per dire come è ridotta la magistratura in Italia e’sufficiente leggere questo autentico obbrobrio. Ma del resto qualcosa si era capito anche con la vicenda Palamara (ed Amara). Questo è un dippiu’, sempre utile però.

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