NOTTE DA INCUBI

Quando la civiltà di un paese diventa decrepita o non riesce mai a nascere e abbandonare la “pancia”, possono capitare fenomeni assurdi, inauditi, inaspettati. Ne hanno trattato in molti. Da giovanissimo assistetti al teatro Quirino di Roma a un’opera inquietante di Ionesco, Il rinoceronte. L’attore principale, Glauco Mauri (chissà chi se lo ricorda) impersonava il protagonista che diventò il mio eroe. Trama semplicissima. In un paese compare in piazza un rinoceronte. Grande sconcerto, poi i rinoceronti diventano due, tre… Il numero cresce a dismisura. La meraviglia iniziale scema sempre più. Ci si abitua. Ci si arrende alla “rinocentite”, vi si scivola dentro. I paesani, uno dopo l’altro, inevitabilmente si trasformano in quella bestia rude. Semmai sorprende che qualcuno faccia resistenza. Alla fine, il protagonista rimane isolato e solo.

Tutto concentrato in tre atti.

Forse sognavo. Anzi, sicuramente sognavo, ma mi sono ritrovato anch’io nel teatro dell’assurdo. Un’esperienza inquietante.

Sto leggendo i giornali al sole, quando in piazza mi sembra di vedere un camaleonte cangiante. Non gli do importanza, chissà da quale circo o zoo è scappato. Si mette a predicare in mezzo a un capannello di passanti incuriositi, esalta il separatismo. Tutti assentono entusiasti, anzi alcuni cercano maldestramente di imitarlo, ma già il camaleonte è passato ad amare il sovranismo, poi l’antieuropeismo, poi l’europeismo, poi l’anticomunismo viscerale, poi il putinismo, poi l’estremismo, poi il moderatismo. Si dichiara amico dei nazisti, ma anche degli americani, però anche dei russi. Fa politica ma pure affari, si circonda di commercialisti come un casanova di belle donne, è sodale con i fascisti, adora chi ufficialmente si dichiara “illiberale” ma si affida ai liberali “del pero”. Si accanisce contro le leggi promosse dal governo in cui era v.presidente. Se la ride di un inesistente covid, ma porta la mascherina a giorni alterni, è novax ma vaccinato, è contro la tessera verde ma la vota. E difficile seguirlo per la velocità del suo eloquio. Ha mille bocche colorate, ma prevale il nero. Sembra serio ma la sua qualità maggiore è che fa ridere come un pagliaccio, basti che apra bocca. Ogni tanto la bestia si riposa e si fa dei mojitos con nutella. Sipario.

Sipario. La sfondo è la stesso. Il solito paesetto. Il folto capannello si è dileguato. Ora la piazza è riempita da grossi elefanti che dominano la scena. Allora davvero è arrivato un circo… Avevo ragione io a pensare che era un sogno dell’irragionevole. Una sorta di processione e un altoparlante fanno propaganda al sopraggiunto “Circo Mediatico”, annunciano uno spettacolo quotidiano continuato, nulla è gratis  ma tutto è in svendita, i testi  e la pubblicità ballando s’intrecciano, gli allocchi osservano a bocca aperta, i clowns raccontano frottole a mitraglia… come si fa a non ammirare gli equilibristi che camminano nel vuoto dando contemporaneamente un colpo al cerchio e una alla botte?…. Non manca nulla, con lo stesso biglietto nel  privée si può assistere anche a uno spettacolo per adulti dove abbonda il sesso orale…  ma il clou è nel “Tunnel dell’horror”… si spengono le luci, lampi gialli squarciano il buio, i bambini si coprono gli occhi… al centro della pista compare l’elefante più prestigioso, l’occhio di bue lo illumina… rullo dei tamburi… poi un attimo di silenzio, suona alto un barrito… con voce grave ma smielata (l’animale è un grandissimo attore) annuncia che fonti sicure gli hanno assicurato che il più famoso corruttore seriale sarà innalzato ai fasti del colle proprio dalla sinistra italiana… urla degli spettatori terrorizzati, certi vecchietti, logorati per aver demonizzato tutta la vita il demonio, si accasciano, i bambini vengono trascinati fuori per non far loro assistere allo spettacolo diventato sguaiato. L’autore, certo,  ci va giù ancora più pesante, non lascia un momento di respiro… prende la scena un elefante di secondo livello… è vecchio, di taglia ridotta, consumatissimo, tutti con affetto lo chiamano “il piccolo Gedi”, irrompe inaspettato… gli spettatori hanno fiducia in lui perché sembra innocuo. Il Circo lo garantisce di pura razza ariana. Tutti si chiedono se riuscirà a superare in raccapriccio il primo autorevole elefante; ma sì, basta lanciare una profezia ancor più ardita: certo che è assurdo per le menti infantili concepire che il mondo magico dei draghi si sbricioli, ma – avverte – non provateci nemmeno, altrimenti – ipotizza— vi tocca nientepopodimeno che…. rullo di tamburi… si spengono  il lumi della ragione, il barrito è stentoreo… vi tocca – ripete – “un governo militare”…. Sullo sfondo parte un cinegiornale con una compilation di plotoni in marcia, squilla di trombe, grida di politici assassinati o incarcerati, bambini dietro al filospinato, alpini agguerriti e salti nel cerchio di fuoco. Gli spettatori sono agghiacciati, altro che un colle ridotto a casino, qui non si scherza. Finalmente i treni arriveranno in orario… Anche Tajani sarà contento. Sipario.

Sipario. Ultimo atto. Qui si cerca di volare alto. La scena è totalmente diversa. Il Circo Mediatico sembra aver tolto le tende, ha lasciato molta sporcizia, e detriti. L’ Autore però sa che non si possono far andare a casa gli spettatori con un residuo senso di paura e di inquietudine, occorre alleggerire l’atmosfera, sostituire il grottesco e il terrifico  con il cinepanettone, con la risata scurrile. Bisogna far irrompere l’Allenatore nel pallone. La tragedia ha la sua catarsi tramutandosi in commedia trash. Nella piazza del paese sono spariti tutti gli animali veri. Ora si schiera un’intera squadra di calcio. Deve essere il Milan, si capisce dalla maglia rossonera. Nel mio dormiveglia mi confondo, o forse no. Quei colori non nascono adesso. Ai miei tempi… L’ultrasinistra si suicidava seguendo riti mortiferi e una cultura d’accatto… penso che se fossi ministro della Pubblica istruzione farei leggere ad alta voce alle scolaresche i proclami delle Br per fornire la nozione di fino a quanto possa arrivare la demenza umana… nel frattempo a Legge, alla Sapienza (ironia dei nomi) nascevano i nazi–maoisti. Perlopiù squadristi noti da tempo, si allenavano in palestra con le catene, molti finiranno nel terrorismo nero. A un livello assolutamente differente girava una rivista comunista chic “Contropiano”, durò quattro anni. Era la rappresentazione cartacea della confusione mentale di intellettuali “comunisti”. Vi si mescolava quello che anni dopo Dugin definì il “bolscevismo”, ovvero il marxismo di destra, con la scoperta di Heidegger e di Schmitt. Il pensiero forte tedesco: nazismo, antimodernità e antisemitismo. La diressero Cacciari e Asor rosa. Una rivista analoga “Orion” recuperava  il “rossobrunismo” degli anni ‘20. Era il segno dei tempi. Il capitalismo, la modernità, la ragione, la tecnica, il liberalismo non potevano più essere combattuti dal solo marxismo ormai esangue, ci voleva l’affratellamento con un pensiero più forte. Limonov, e Dugin, nazista fin dalle origini, lo hanno pronto. Si mettono tutti sotto la bandiera con sfondo rosso nazista e la falce e martello incrociati a mo’ di svastica. Sembra uno scherzo, una bufala, ma è vero. Sotto quel vessillo promiscuo nasce, come sottoprodotto plebeo la negazione della sinistra e  della destra, categorie nate non a caso durante la rivoluzione francese. In Italia abboccano solo i 5 stelle e ne approfittano moltissimi trasformisti. I russi sono più seri e immaginifici: sognano un Impero euroasiatico impregnato di esoterismo, gnosi, irrazionalità, fanatismo, Evola + Heidegger + Leont’ev , in opposizione a un capitalismo mondializzato sotto la guida degli Stati Uniti, ma ancor di più a un pensiero unico globale dove una dozzina di capitalisti complottano e programmano dittature di ogni tipo, da quella sanitaria a quella scientifica. Il terrapiattismo è a un passo. Insomma, roba da Guru da setta americana, ma più in grande. Il santone con la barba Dugin fa teorizzare a Putin l’illiberalismo, va a indottrinare i giovani salviniani, traffica con Savoini e alleva discepoli devoti che ripetono, ripetono, ripetono le stesse parole d’ordine, come insegnava Goebbels. In Italia un seguace sparge il verbo nei talk show per casalinghe, si proclama di sinistra ma se la prende con l’antiberlusconismo «con cui la sinistra ha identificato il proprio pensiero e la propria azione negli ultimi vent’anni, [e] rappresenta l’esempio insuperato della volgarità della sinistra italiana in ogni sua gradazione». Nell’Accademia viene rivalutato in quanto pensatore politico Ezra Pound, grandissimo poeta ma strampalato antisemita; nelle piazze i nazisti di Forza nuova si mescolano con i NO-tutto e con l’estrema sinistra. Alla fine, arriva Lino Banfi, allenatore delle maglie rossonere. Butta lì due scemenze. E tutto termina con una gran risata. Sipario. Applausi.

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