USCITO IL N. 89 DI “NONMOLLARE” con QUADERNO ANTICONCORDATARIO – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SUL FATTO QUOTIDIANO.IT

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Sommario
ahi! serva stampa
4. enzo marzo, due proposte per uscire dalla melma
7. appello per la libertà d’informazione
8. enzo marzo – massimo a. alberizzi, esposto contro la pubblicità ingannevole del “corriere della sera”
la biscondola
12. paolo bagnoli, fuga inarrestabile dalla serietà
astrolabio
13. angelo perrone, l’altra faccia della pandemia: il malessere dei giovani
lo spaccio delle idee
15. francesco postiglione, il futuro del diritto internazionale, da utopia a necessità 3


QUADERNO ANTICONCORDATARIO
19. valerio pocar, libera chiesa in libero stato?
20. enzo marzo, piccoli passi
22. raffaello morelli, irricevibile
23. r.m., giù le mani dall’inoptato
25. il concordato: dopo 90 anni – un appello per tornare alla laicità dello stato e tagliare i privilegi della chiesa 30.12.2018
27. carlo troilo, rivedere il concordato. tre proposte
28. marco politi, il concordato va rivisto soprattutto riguardo i soldi
lo spaccio delle idee
30. benedetto croce, il concordato in costituente
33. mario alighiero manacorda, marcello vigli – gianni long, STATO E CHIESE il potere clericale in Italia dopo il “nuovo” Concordato del 1984 tra Craxi e Wojtyla


35. comitato di direzione
35. hanno collaborato
3. bêtise d’oro
3-6-11-14-17. bêtise
 

APPELLO PER LA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE

APPELLO PER LA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE

Le prime battaglie per i diritti dei lettori e contro la pubblicità ingannevole

L’informazione in Italia è in stato comatoso. I vertici dei Gruppi editoriali si aumentano i propri compensi e tagliano il costo del lavoro. Nessuna sorpresa. Gli editori sfrutteranno l’asino fino alla sua morte. Così l’informazione è assediata da precariato, concentrazioni proprietarie, distruzione della professionalità, invasione della pubblicità occulta. Il risultato palese è la triade: faziosità & volgarità & ignoranza. La sua funzione è ridotta o all’adulazione degli “amici” o al manganellamento dei “nemici”. I giornali servono a tutto meno che a informare correttamente. Hanno rinunciato alla loro funzione di mezzi di informazione e sono finiti a farsi strumento quasi esclusivo di lotta politica o di interessi economici e commerciali che nulla hanno a che vedere con la loro funzione originaria.

Si salvano in pochi. I lettori non hanno alcun diritto. Le proprietà non hanno alcuna trasparenza. I giornalisti, soprattutto quelli più giovani, ricattati con salari da fame, sono ridotti dalla instabilità del lavoro a servili esecutori. La televisione pubblica è regolata, con soddisfazione di tutti i partiti, dall’autoritaria riforma Renzi.

Quello della comunicazione è oggi il più grave problema che affligge la nostra democrazia. Occorre reagire: è inutile piangersi addosso. Lo sappiamo che il problema è complesso e che le forze politiche mostrano di non accorgersi che esiste una emergenza che mina addirittura il sistema delle libertà. Dobbiamo servirci di ogni mezzo democratico: esistono regole e leggi dimenticate o accantonate. Riprendiamole in mano e riattiviamole. Occorre chiedere la loro piena applicazione.

Il primo passo, per noi, è il ripristino della concorrenza leale e il rispetto della deontologia giornalistica. Ormai la “pubblicità nativa”, ovvero quella ingannevole che nasconde al lettore il messaggio pubblicitario e lo truffa, sta dilagando su tutta la stampa nazionale. Uno dei suoi scopi è di assuefare i lettori, accrescere l’indifferenza e la ricettività. Affinché finalmente siano sanzionate, sono state denunciate agli organi competenti, finora inerti, le violazioni particolarmente clamorose e costanti dei codici deontologici e del “Contratto di lavoro” da parte del “Corriere della Sera”. Ci aspettiamo che questi facciano il loro dovere. Ma queste pratiche scorrette sono usuali anche in altri Gruppi editoriali. Bisogna riattivare strumenti esistenti e applicabili a quasi tutti i mezzi di informazione.

5 luglio 2021

Primi firmatari:

Massimo A. Alberizzi, giornalista, Presidente di Senza Bavaglio, centro studi per il giornalismo

Giancarla Codrignani, giornalista, già parlamentare della Sinistra indipendente 

Vittorio Emiliani, Pres. onorario blog “italia libera.online

Gian Giacomo Migone, Presidente della Commissione Esteri del Senato, 1994-2001

Enzo Marzo, giornalista, Presidente della Fondazione Critica liberale e Portavoce della “Società Pannunzio per la libertà d’informazione”

Pino Nicotri, Giornalista, già Inviato dell’Espresso

Gianfranco Pasquino, Accademico dei Lincei

Antonio Alberto Semi, Psicoanalista

Vincenzo Vita, già deputato e senatore, docente in Scienze della comunicazione

 Chi intende sottoscrivere l’appello per la libertà d’informazione può mandare la sua adesione  a info@criticaliberale.it  o a massimo.alberizzi@gmail.com

per ulteriori informazioni sull’Appello: USCITO IL N. 89 DI “NONMOLLARE” con QUADERNO ANTICONCORDATARIO – SCARICABILE GRATIS QUI | Fondazione Critica Liberale, dal 1969 la voce del liberalismo (critlib.it)

“NO-VAX, SI’-NAZI”

Come Capo del glorioso movimento NO-SEM, che lotta contro la dittatura di quel Rosso nei semafori che impone di fermarsi agli incroci e fa strage della nostra libertà individuale, devo annunciare due brutte notizie: prima di tutto, la nostra socia fondatrice, la furbetta Giorgia Meloni, ha tradito gli ideali che ci guidano ed è stata vista aspettare che il semaforo diventasse giallo, alla Garbatella presso piazza Ricoldo da Montecroce, angolo “Fontana della Carlotta”, vicino a via Guglielmo Massaia, per poter affermare successivamente di aver rifiutato il Verde, ma di non essere passata neppure col Rosso. Poi c’è l’eroico martirio di Mario Rossi, uno dei nostri primi adepti, che nella sua battaglia contro la dittatura semaforistica, prima, ha rifiutato il perentorio alt del Rosso e ha investito due ciclisti, ma poi è stato schiacciato come una mosca avendo avuto egli stesso la sventura di imbattersi in un Tir con rimorchio guidato da un militante squadrista succube del potere Verde. Ci conforta solo che la vittima è andato lassù nei cieli dove avrà avuto la soddisfazione di confermare a sé stesso de visu l’altra sua convinzione che la terra ovviamente è davvero piatta.

la lepre marzolina – mercoledì 28 luglio 2021

peccare in opere e omissioni

di raffaello morelli

Questa lettera è un commento all’articolo di Stefano Folli , pubblicato su “la Repubblica” del 6 luglio 2021

Caro Folli,

il Suo articolo di stamani su Repubblica espone con chiarezza lo stato dell’arte della discussione sul ddl Zan al Senato, ma lo fa omettendo completamente  il quadro più complessivo  della vicenda. Da circa due settimane, il merito del ddl Zan non può essere separato dalla vicenda della nota verbale del Vaticano che ha eccepito una violazione del Concordato.

Continua la lettura di peccare in opere e omissioni

Fermiamo le violenze di stato in carcere, il governo riferisca in aula

redazione

               critica liberale sostiene la petizione del quotidiano “domani”

per firmare la petizione clicca su: https://www.change.org/p/ministra-della-giustizia-marta-cartabia-fermiamo-la-violenza-di-stato-nelle-carceri-lo-scandalo-di-santa-maria-f89fb396-1244-4f1a-a8c1-a1c87143e392?recruiter=406242366&utm_source=share_petition&utm_medium=twitter&utm_campaign=share_petition&recruited_by_id=3574a090-74b0-11e5-9431-3180c2f42126

Durante il primo lockdown per contenere il contagio da Covid-19, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, vicino Caserta, non ci sono mascherine, acqua potabile, biancheria e arriva anche il virus che contagia un recluso. Continua la lettura di Fermiamo le violenze di stato in carcere, il governo riferisca in aula

PENSIERI SU ZAN (con una postilla di e.ma.)

di raffaele simone
 
La sinistra (vera o falsa che sia) ha deciso, Letta in testa. Il ddl Zan, che va oggi in discussione al Senato, va approvato com’è!
Ma com’è? Bisogna dirlo chiaramente: è un accrocco di concetti confusi, di pretese esagerate e immaginose, che il Pensiero Unico della Sinistra (PUS) ha preso di sana pianta dai gruppi delle Affirmative Actions USA e ricopiato servilmente, aggiungendovi di suo una prosa scombinata. In effetti il ddl inventa nuove categorie di persone esposte, alcune delle quali di fantasia, altre che è difficile ritenere che siano “da difendere” e propone come fondamento un concetto di genere fatto apposta per fare impazzire, oltre che i cittadini, anche tutte le amministrazioni di questo paese.
Dal punto di vista testuale, il ddl è scritto malissimo, dato che consiste per la maggior parte nella modifica di altri testi di legge, sicché per essere letto richiede una continua attività sinottica.
 
Meglio sarebbe stato abrogare gli articoli interessati delle leggi di riferimento e dar luogo a un testo continuo nuovo.
Quanto alla sostanza, il ddl introduce una serie di concetti infondati, circolari o equivoci. Un esempio è il concetto di “bifobia” (sic), che non è una fobia doppia (come la morfologia suggerirebbe), ma la fobia dei bisessuali. Ora, non mi pare che i bisessuali siano particolarmente discriminati; in ogni caso, non si vede perché debbano essere protetti da alcunché (se non, propriamente, da sé stessi; io starei educatamente alla larga da un-a bisessuale: questione di gusti. Sarò forse bifobo?).
Interessante è anche il suo concetto di genere:

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W LA LIBERTA’ MENO MALE CHE A DIFENDERLA CI SONO I LIBERALI DI ESTREMA DESTRA

Dopo che Macron ha annunciato l’obbligo in Francia del certificato verde per accedere a ristoranti e trasporti, i liberali di estrema destra italiani si sono giustamente eretti in difesa della libertà. Salvini si è addirittura scandalizzato: “Non scherziamo”. E lo dice lui che alla sua età ancora ama fare gli scherzi infantili suonando ai citofoni. Più pensosa e sensibile, Giorgia Meloni ha giudicato l’idea «incostituzionale e raggelante». Come le si può dare torto? Già i cittadini subiscono vincoli intollerabili e illiberali come quelli che impediscono loro di fumare al cinema o pisciare in piazza o che impongono di fermarsi al rosso dei semafori, e adesso ai no-vax e a quelli che ancora non si sono vaccinati si negano libertà fondamentali come quella di andare al cinema a prendersi il covid e a contagiare tutti gli altri. Davvero «raggelante». Ah!, quando c’era Lui…. Allora sì che il capo del governo, liberale alla Meloni e alla Salvini, aveva la libertà di far assassinare gli avversari politici o relegarli al confino o cacciare i professori che non approfittavano della libertà concessa loro di prendere la tessera del partito…

la lepre marzolina – giovedì 15 luglio 2021

TRUFFA E MOSCHETTO, LEGHISTA PERFETTO

La Lega è un partito serio. In occasione  del piccolo incidente in cui un Consigliere comunale di Licata eletto con la Lega ha sparato quattro colpi a un socio, Salvini ha taciuto, non ha difeso il pistolero, silenzio. Scioccamente ci siamo meravigliati. Poi alcune nostre fonti ci hanno chiarito l’imbarazzo. A presto, forse, arriverà un comunicato ufficiale in cui si ricorderà che per essere eletti nelle liste della Lega bisogna possedere obbligatoriamente il porto d’armi (il Consigliere ne era sprovvisto) e, soprattutto, che è assolutamente disonorevole sparare ben quattro rivoltellate senza riuscire ad ammazzare il malcapitato. Vergogna, il “leghista perfetto, truffa e moschetto” mira, spara, uccide.

la lepre marzolina – venerdì 30 luglio 2021