USCITO IL N. 87 DI “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SUL FATTOQUOTIDIANO.IT

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Sommario
annuncio
5. una campagna per la lingua italiana
la biscondola
7. paolo bagnoli, costruire una democrazia repubblicana
cronache da palazzo
8. riccardo mastrorillo, di pizzaioli, di welfare e di reazionari
la vita buona
9. valerio pocar, divisivi, per chi?
res publica
10. angelo perrone, giovanni brusca scarcerato: quale idea di giustizia
14. associazione di cultura e iniziativa politica, alleanza giellista – con postilla di enzo marzo
stati uniti d’europa
13. filippo senatore, l’unione europea anche nel diritto penale
lo spaccio delle idee
19. luigi einaudi, l’educazione politica del conte di cavour
21. paolo ragazzi, postmoderno e dintorni
25. francesco postiglione, il futuro del diritto internazionale, da utopia a necessità
6. bêtise d’oro
6-18-27. bêtise
31. comitato di direzione
31. hanno collaborato 

 

Saman, le religioni monoteiste e i diritti umani

di carla corsetti

Le speranze di trovare Saman ancora viva sono praticamente svanite.
Le rivelazioni del fratello, anche lui presunto responsabile della aggressione familiare subita dalla ragazza lo scorso anno, non lasciano margine ad ipotesi diverse dall’omicidio.
L’uccisione di Saman è un femminicidio e come tale, ha le sue radici nella cultura patriarcale che si alimenta delle religioni abramitiche, nel caso di specie, dell’islam.

L’Ucoii, l’Unione delle Comunità Islamiche Italiane, ha emesso una fatwa, ovvero una condanna religiosa contro i matrimoni forzati e contro le mutilazioni genitali femminili.
Se per un verso le dichiarazioni dell’Ucoii rassicurano sulla presa di distanza verso le aberrazioni che maturano all’interno delle tradizioni islamiche, dall’altra suscitano una riflessione ulteriore che desta ulteriori preoccupazioni.

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2 giugno: la Repubblica incompleta

di angelo perrone

La scelta repubblicana e la Costituzione democratica, fondata sui valori di libertà e solidarietà, furono le basi della ricostruzione dopo la guerra e il fascismo. Il Paese deve saper affrontare le sfide del tempo, facendosi carico della precarietà del presente. L’urgenza di ritrovare il sentimento di fiducia e di coesione sociale

Il 2 giugno 1946 è la data che mette insieme la fatica di fare i conti con il passato e il coraggio di avventurarsi verso il nuovo: un mondo ancora da definire, esposto a cambiamenti imprevedibili, che richiede consapevolezza. Le due esigenze definiscono il compito svolto da quella generazione, e l’impegno assegnato a quelle future.

La data è fortemente identitaria per gli italiani, ne indica la presa di coscienza rispetto al passato, segnato da sangue e sventure, e la volontà di impostare l’avvenire, con un obiettivo primario: trasformare la curva faticosa dell’esistenza in un cammino di speranza.

Quel giorno è segnato da una doppia ricorrenza. La vittoria della repubblica sulla monarchia, e l’elezione dell’assemblea costituente, per fissare nuove regole, ispirate ai valori della Resistenza e della rinascita come paese unito e solidale. Un passaggio storico, a suffragio universale, e, per la prima volta, con il contributo delle donne. Il cui voto fu, verosimilmente, decisivo per la scelta della repubblica.

Il nostro sguardo è rivolto a vicende ormai scolpite nel tempo, ma è sollecitato da quanto è accaduto in seguito proprio in conseguenza di quelle scelte: i problemi risolti, quelli lasciati insoluti, gli altri che all’epoca non erano nemmeno immaginabili, e che solo le trasformazioni successive hanno fatto emergere. In tutta la loro drammaticità. L’attualità della data è in questa complessità.

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IL CANGIANTE

Nella scelta tra i due avventurieri provinciali che infestano la politica italiana non abbiamo dubbi. Preferiamo il Padano perché è cangiante. Nulla a che vedere con il noioso Renzi, che non cambia mai, rigorosamente a destra da sempre è appassionato solo di pensiero autoritario e va a rendergli omaggio là dove lo porta il cuore, da Arcore a Riad. Manca di fantasia anche con i maestri e compagni. Segue Verdini da sempre come il più fedele degli affiliati, dal Nazareno a Rebibbia, e come un famoso banchiere si disegna il suo cerchio magico attorno a sé. Sempre più stretto. Che mancanza di fantasia. Persino nelle sconfitte è ripetitivo. Che tristezza.

Il Cangiante, invece sì che ci fa ridere. Ogni sua apparizione è una sorpresa: è un pagliaccio spettacolare, mai una felpa uguale all’altra, e adesso il doppiopetto… “Prima gli italiani”, poi “prima i sardi”, poi “prima gli umbri”, e così via senza saltare una regione…. Tutti prima. Da comunista a anticomunista, dai nazisti di Forza Nuova ai truffatori di Forza Italia, dall’estrema destra a moderato, da secessionista a patriota, da sovranista antieuro al governo più europeista, dall’incontro con Orban a quello con Draghi. Riesce ad assommare in sé Ridolini e Fregoli. Li batte entrambi in velocità. Non avendo alcuna idea politica le può assumere tutte nella stessa giornata. Avremmo pagato qualunque somma per assistere all’incontro tra Salvini e Pera: i due camaleonti non avranno avuto modo di riconoscersi, mutando entrambi così in fretta…

Durante la pandemia siamo al carosello finale: assume vertiginosamente tutte le posizioni possibili e il loro contrario, accetta di mettersi la mascherina solo per incitare al voto per Trump, ma poi, visti i risultati, se la toglie subito. La mattina è consuetudine degli italiani, come prima cosa, compulsare il meteo per vedere come cambia il tempo in giornata, poi come seconda cosa cercare qual è la nuova opinione espressa dal loro buffone preferito. Ne siamo sicuri: un giorno, prima o poi, leggeranno che il bigotto Salvini è passato dalla Messa di Fatima alle Messe nere. Dal santo rosario alla collana di agli. Non se ne meraviglieranno, come noi non ci meravigliamo più della gran massa degli italiani.

la lepre marzolina – martedì 8 giugno 2021

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