PRIMO MAGGIO LIBERTARIO: QUEST’ANNO RICORDIAMO Mary Harris Jones

Nel 1867 negli USA scoppia un’epidemia di febbre gialla: Mary Harris Jones perde il marito e quattro figli. Distrutta, decide di indossare per sempre abiti di colore nero e cercare di andare avanti: sarta di professione, apre a Chicago una atelier che nel 1871 viene devastato da un incendio.
È in questo momento che decide di iscriversi presso i Knights of Labour, un’organizzazione sindacale segreta che aiuta i meno fortunati. Qui si occupa di difendere i bambini impiegati nelle fabbriche e nelle miniere, ma quando cerca di coinvolgere i giornali per denunciare lo sfruttamento del lavoro minorile, si rende conto che non avrà l’aiuto richiesto.
Mary decide così di organizzare una marcia con i bambini operai e nel 1903 percorrono 100 miglia a piedi in tre settimane, per denunciare le condizioni dei minori al presidente Roosevelt. Nonostante il clamore dell’evento non verrà accolta dal capo degli Stati Uniti, ma le voci si diffondono e la coraggiosa sarta di Cork diventa per tutti “Mother Jones”.
Nel 1912 è protagonista dello sciopero di Paint e Cabin Creek, finito con la tragica morte di 50 persone: Mother Jones ormai 75enne, tiene comizi, aiuta i minatori e viene arrestata, diventando così la “donna più pericolosa d’America”. Condannata a 20 anni di reclusione, riesce ad avere gli arresti domiciliari e nel contempo a mandare una lettera al senatore John Worth Kern, che apre un’inchiesta sulle tragiche condizioni di lavoro dei minatori.
Nonostante le precarie condizioni di salute Mother Jones continua le sue battaglie: si trasferisce in Colorado per prendere parte agli scioperi dei lavoratori nelle miniere. Durante un raduno, una milizia privata irrompe nel loro accampamento, uccidendo 25 adulti e 11 bambini, molti dei quali italiani.
La Jones vuole incontrare John Rockefeller Junior, miliardario proprietario delle miniere, per informarlo di quello che sta accadendo: viene più volte allontanata, ma dopo che i giornali la osannano come un’eroina popolare, il magnate è costretto ad ascoltarla. La risposta è inaspettata: Rockefeller dichiara di essere stato sino ad allora all’oscuro della situazione drammatica dei suoi operai e che accoglierà le richieste della donna.
Mother Jones però non si ferma e nel 1925 due malviventi, ingaggiati da un affarista, l’aggrediscono nella sua stessa abitazione, con lo scopo di eliminarla. Alla veneranda età di 88 anni ha la forza di imbracciare un fucile e uccidere uno dei due criminali.
Mary Harris Jones muore a 93 anni e viene sepolta a Silver Spring, accanto ai minatori uccisi nel massacro di Virden del 1898.
L’11 ottobre di ogni anno, giorno della festa dei minatori, migliaia di persone raggiungono in pellegrinaggio la sua tomba, dando vita al Mother Jones’s Day. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Mount Olive, anche se quando in un’intervista le fu chiesto dove vivesse, Mother Jones rispose: “Ovunque ci sia da lottare”.

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