RIMETTIAMO LE DOGANE

Monica Amore, consigliera comunale di Torino, eletta dal M5s, ha pubblicato un post sfacciatamente antisemita con tanto di caricature di uomini con naso pronunciato, Kippah e Stella di David. Non mancano neppure richiami al famigerato violento complotto sionista. Insomma, la sua è stata una oscena rivisitazione delle più bieche propagande anti ebraiche. Il tutto riferito al Gruppo Gedi. Gruppo senz’altro criticabile, ma il modo fa la sostanza.

Dopo il putiferio sollevato e le condanne dei dirigenti dello stesso M5s, l’autrice ha fatto propria l’ormai buffonesca tradizione del “non me ne sono accorta”, “chiedo scusa”, “rimuovo il post”. Avrebbe potuto dire anche “rimetto il dentifricio nel tubetto”. Chiuso il discorso? Direi di no.

Qualche tempo fa scrivemmo che il termine della Seconda repubblica e l’inizio di una fase davvero diversa dal passato potevano essere dichiarati, non certo in seguito a una ripresa economica e a politiche pubbliche meno indecenti, ma esclusivamente se il paese tutto avesse ricomposto una sua identità nazionale fatta di memoria storica e di etica pubblica, e avesse recuperato una condotta generale meno egoista e più solidale su alcuni valori. E, ancora, i misfatti fossero considerati come tali (qui mi riferisco non solo ai reati penali, ma a tutti quegli atteggiamenti privati e pubblici che definiscono civile un paese). Comportamenti che, dopo il fango ultimo della Prima repubblica, la corruttela generalizzata del regime berlusconiano e la palude successiva, sono degradati a tal punto da superare ogni limite e da rendere forse irreversibile la rovina del paese. Per questo, come strada, suggerimmo la restaurazione di una rigorosa etica pubblica che potesse piano piano far rinascere nelle classi dirigenti e nei cittadini, soprattutto giovani, idealità e valori ora stravolti sfacciatamente. Indicammo nella rinascita della Politica, anzi di politiche riconoscibili e contrastanti, lo strumento più adatto per segnare una vera rottura con l’infausto passato prossimo.

Dopo aver sdoganato tutto, dal turpiloquio pubblico al malaffare ostentato e anzi premiato, dalla scomparsa di ogni sanzione politica e sociale al trionfo del trasformismo, diamo una svolta e rimettiamo le dogane, ritorniamo dal linguaggio televisivo all’italiano rispettoso degli altri. E chi viola regole sia sanzionato in qualche modo. Perché –come disse un saggio – la libertà è sempre quella dell’altro.

Torniamo a Torino. Se una consigliera comunale, peraltro di una città importante, dichiara di non essersi resa conto di aver trasmesso all’universo mondo un messaggio di volgare antisemitismo, sicuramente confessa d’essere imbecille e analfabeta. Quindi molto più pericolosa di un qualunque fanatico ammiratore consapevole dei nazisti. Non capiamo come un tale personaggio pensi di continuare nel suo ruolo di consigliera comunale, dopo che la cittadinanza tutta ha potuto apprezzare la sua ignoranza. Ogni azione ha un suo costo, ne prenda atto.

Appendice. Il M5s ha dimostrato ormai senza ombra di dubbio di aver raccattato per strada gente a caso, senza conoscere né il suo passato, né cosa pensasse del mondo, né se fosse fascista o antisemita o estremista di sinistra o qualunquista. L’ha fatta eleggere in Parlamento e nelle amministrazioni locali con la sicumera, tipica delle mentalità autoritarie, di poter controllare ogni decisione o esternazione futura dei propri eletti. Si sbagliava di grosso: da qui le fughe, i trasformismi, le piccinerie. Ma non si tratta solo di farsi rappresentare addirittura da incompetenti assoluti, ma di aver dimostrato l’assenza di una qualche politica coerente, e persino di una comunità con alcuni valori in comune. Così hanno rubato ai cittadini il loro voto. Mi sarei irritato molto, come elettore, quando mi fossi accorto di essere stato indotto a votare un leghista mascherato come Paragone o un berlusconiano mascherato come Carelli o dei pazzi scatenati come i no-vax. Finora sono stati espulsi alcuni per motivi economici o perché disobbedienti ai capi. Adesso non ci resta che aspettare, poi sarà possibile giudicare se il M5s considera più grave non aver pagato il proprio contributo in denaro alla Piattaforma Rousseau o il razzismo.

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