LELLO CIAMPOLILLO: IL PUNTO PIÙ BASSO

di elio truzzolillo

Il senatore Ciampolillo, con cui condivido con grande imbarazzo la parte finale del cognome, ha votato la fiducia al governo.

Come molti sapranno dai primi articoli usciti ieri sera è stato espulso in passato dal M5S per mancati versamenti (perché con chi volete che sia stato eletto uno così?), è vegano, fautore della legalizzazione della cannabis (e fin qui tutto legittimo) e negazionista di Xylella. Ora aspira per sua esplicita ammissione addirittura al ministero delle politiche agricole come contropartita al suo voto (quale posto migliore per un negazionista di Xylella? Credo che neanche il demonio avrebbe pensato a questa combinazione).

Non credo che succederà per carità, perché anche chi governa Fantasilandia si renderà conto che il nostro paese diventerebbe lo zimbello dell’intero sistema solare.

Quello che gli articoli scritti in tutta fretta ieri non hanno evidenziato è però molto peggio. Lello Ciampolillo è anche un complottista, un negazionista del CoViD e un novax. Insomma è uno di quei personaggi che in una società minimamente accettabile e meritocratica dovrebbero stare in un bar di periferia a parlare allegramente di oscuri disegni e bla bla bla vari. Invece a Fantasilandia è un parlamentare che è diventato di vitale importanza per il governo e che presumibilmente potrà anche rivendicare qualche ruolo di responsabilità.

Se avete almeno metà della mia resistenza psicologica alle vaccate e alla frustrazione (altrimenti desistete) potete passare una mezz’oretta a sbirciare i suoi due profili Facebook. Troverete tutto l’armamentario fuffaro che da mesi trattiamo con un misto di ironia e sgomento. Si va dalla condivisione dei video di Sara Cunial ed Enrico Montesano a quelli di Byoblu, dall’ammirazione per le manifestazioni degli antimask alla chiamata alle armi per non permettere che venga usata sui bambini la “pistola” per misurare la temperatura (che pare procuri danni psicologici permanenti). Tutto questo passando per l’elencazione di ogni singolo decesso avvenuto dopo un vaccino contro il SARS-CoV-2, il classico “ma allora la Svezia”, le ironie sui quattro morti da CoViD di zangrilliana memoria, i video che dimostrano che i tamponi sono una truffa e non sono in grado di rilevare nulla e la sfida ai politici a farsi il vaccino se ne hanno il coraggio. E ancora, numerosissime condivisioni di Diego Fusaro e delle sue teorie secondo cui il CoViD sarebbe un complotto del capitalismo mondiale per ridurre le persone in schiavitù, Giulio Tarro, il complotto degli infermieri che fanno video per convincerci che gli ospedali sono pieni, i vaccini dei militari, Radioradio. it, il complotto di Bill Gates e gli integratori vitaminici. Non è finita eh, c’è il complotto del finto ricovero del giornalista Massimo Giannini, Sgarbi, la denuncia dei gazebo vaccinali paragonati a trappole per insetti dove si entra vivi e si esce morti e tutta la congrega cialtrona di medici, naturopati e ricercatori indipendenti (i cui nomi vi risparmio per brevità) che affermano tante e tali bestialità che un debunker dovrebbe passare 20 anni della sua vita solo per prenderne nota (figuriamoci poi per dimostrarne l’infondatezza).

Dulcis in fundo la richiesta scritta al ministro Speranza di usare la cannabis come cura per il CoViD.

Ovviamente il senatore Ciampolillo in quanto seguace delle teorie complottiste di Diego Fusaro (piccolo sassolino da togliermi: simpatie condivise anche dall’economista Puglisi), ha passato questi mesi a sparare ad alzo zero sul governo a cominciare dal presidente Conte e via via fino ai sottosegretari. Sparare ad alzo zero contro questo governo può essere condivisibile, ma fra tutte le colpe che può avere escluderei che abbia istaurato una dittatura. Perché se non riescono ad essere seri i parlamentari cerchiamo di esserlo almeno noi cittadini.

Ora, Ciampolillo, oltre ad avere un’intelligenza che mi rifiuto di definire perché sarei oltremodo ingiurioso, dimostra anche dei lati singolari a livello caratteriale e umano: come può appoggiare un governo che fino a ieri accusava di atteggiamenti dittatoriali? Direi che siamo a livelli di pelo sullo stomaco che farebbero impallidire Andreotti.

Ma al di là del mio feroce attacco a Ciampolillo la vera questione è un’altra, Ciampolillo è l’ennesimo simbolo di un problema che dovrà interrogare questa e le future generazioni: come diavolo selezioniamo la classe dirigente in questo paese? Come è possibile che i Ciampolillo diventino determinanti negli equilibri politici?

Possiamo passare il tempo a parlare di massimi sistemi e di ideologie, a dividerci su questa o quella visione, a tifare per questo o quel partito, ma finché al governo, all’opposizione, in parlamento, nei consigli regionali e comunali, nelle commissioni, negli incarichi di nomina governativa, nelle partecipate, ecc. arriveranno i Ciampolillo questo paese non avrà futuro. La qualità delle persone è il primo presupposto per un buon governo e una buona amministrazione.

Quindi o troviamo la forza come società di scandalizzarci e urlare il nostro schifo indipendentemente dalle simpatie politiche di ognuno o ci saremo meritati tutto quello che ci accadrà, o meglio, che ci sta accadendo.

4 commenti su “LELLO CIAMPOLILLO: IL PUNTO PIÙ BASSO”

  1. Come si fa a selezionare la classe politica nel nostro paese? E’ una domanda retorica, vero? Perche’ a dire il vero la risposta l’han data Berlusconi e Calderoli nel 2006, con il successivo avallo del pd negli anni successivi. Tutto ha inizio quando il cavaliere decise di infilare nelle liste di Forza Italia le sue predilette e i suoi scendiletto (tanto per non fare discriminazioni sessuali) eliminando le preferenze elettorali (non certo le sue, del cavaliere). Dopo di che’ una classe politica corrotta, autoreferenziale, interessata, ignorante ecc. ecc. ha pensato bene di proseguire su questa via grazie al contributo del rag. Rosato, noto assicuratore del pd, ora in Italia piu’ morta che Viva, prestato alle scienze giuridiche e costituzionali, con la legge che porta il suo nome. Certamente anche i 5S hanno fatto la loro parte facendo eleggere gente che era anche piu’ che legittimo definire “scappati da casa”. E poi c’e’ qualcuno che si lamenta perche’ l’Italia non e’ la Germania…

    1. Il metodo sarebbe semplice.
      Epistocrazia (ne parla J. Brennan)
      Diritto di voto a tutti, ma previo un esame di cultura generale. Niente di bocconiano. Italiano, storia contemporanea, elementi di Costituzione. Roba da scuola media.
      E se qualcuno colloca Hitler nel 1979,ignora chi sia il Capo dello Stato o il suo ruolo, parla di governi “non eletti” o scrive “se io sarei”, allora studi e ripassi un’altra volta.
      Perché per qualunque cosa nella vita occorrono corsi ed esami, ma per decidere sul destino di un Paese il voto di un cittadino preparato vale quando quello di un tamarro da stadio? Uno vale l’altro?
      Poi non stupiamoci se in Parlamento arrivano i Ciampolillo, Sara Cunial, Santanché, Razzi o Paragone.

      1. Non mi sento di condividere il commento di AngeloPlenzik. Il signor Ciampolillo è diventato Senatore non perché ha trovato una masnada d’ignoranti entusiasti delle sue…teorie, ma perché ha trovato un comodo posto in lizza che l’ha portato al Senato.
        Durante la Prima Repubblica poteva certo capitare che malfattori riuscissero a controllare con metodi discutibili pacchetti di voto, ora si può essere eletti senz’alcun merito se non quello di essere gradito a chi fa le liste. Sono convinto che la gran parte di coloro che hanno votato, nel Collegio di Competenza di Ciampolillo, 5 Stelle, portando il Nostro al Senato, neanche conoscevano le sue posizioni.
        Un saluto a tutti.

  2. Il signor Truzzolillo, e con lui tanti altri giornalisti, farebbe bene ad indagare perché i giovani di valore, che sono la maggioranza, non contemplano la carriera politica. Sono un italiana che vive in Gran Bretagna e non conosco nessuno – né nel Bel Paese né in Albione – che pensi anche lontanamente di dedicarsi alla comunità servendo in politica. Perché? La risposta breve è che nelle società in cui il valore è il denaro (e il potere), non c’è posto per il servizio; parola quest’ultima che suscita perfino un certo imbarazzo. Poi possiamo discuterne all’infinito, ma secondo me il nocciolo della questione sta tutto lì.

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