Les jeux sont faits

QUANDO L’IDIOZIA E’ EREDITARIA: “Queste elezioni sono Libertà contro Marxismo. Scegliete saggiamente e votate Trump”, ha affermato il figlio del presidente. h. 14,45

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I giochi sono fatti. Siamo arrivati finalmente alla vigilia delle elezioni presidenziali americane. Non sappiamo come andranno. Sappiamo però che saranno “epocali”. Chiunque sarà il vincitore. E siamo sotto la minaccia di Trump di non accettare il risultato, se sarà per lui negativo. Gli Stati Uniti in effetti sono stati disuniti sempre, la società americana è la somma di due profonde contraddizioni che vengono da lontanissimo. Paradossalmente sono scritte assieme: costituiscono il primo e il secondo emendamento alla Costituzione americana. Siamo nel 1791. In contemporanea con la resa della Bastiglia anche oltre l’oceano viene affermato solennemente il principio delle libertà, di culto, di parola e di stampa. Il mondo fa un balzo avanti. Il primo Emendamento è esemplare, il secondo è il prodotto di un’altra cultura («il diritto dei cittadini di possedere e portare armi non potrà essere violato»).

Gli europei devono essere assai grati agli americani, perché nel secolo scorso questi hanno salvato per ben due volte la civiltà occidentale, anzi, la civiltà tout court, pagando un prezzo di sangue spaventoso. Da questa indimenticabile considerazione nasce una doverosa riconoscenza. Che però non ci deve far trascurare la schizofrenia della società americana. Le due Americhe sembra proprio che non riusciranno mai a trovare un accordo.

Da una parte il Ku Klux Klan e il maccartismo e dall’altra Luther King e le lotte per i diritti civili. Le due mentalità e i due valori di fondo non hanno trovato ancora una composizione, anche dopo che si sono massacrate 160 anni fa. La guerra di Secessione provocò 670 mila morti più uno: il presidente antischiavista Lincoln, assassinato una manciata di ore dopo la fine del conflitto, per indicare che quella guerra in effetti non sarebbe finita mai. Così abbiamo americani che rappresentano il meglio della democrazia e della cultura mondiale in tutti i campi, e altri che sembrano non riuscire a evadere dalla preistoria di quel paese. Da decenni si autoalimentano il razzismo, la violenza (anche nella forma solo in apparenza più civile delle competitività esasperata), il fanatismo religioso, il sostanziale fascismo, e soprattutto la abissale ignoranza tipica di una Destra che non riesce ad essere soltanto conservatrice perché scivola con estrema facilità nell’arroganza e proprio nella violenza. Il suo principio cardine sembra essere sempre lo stesso: costruire un mondo sempre più disuguale. Trump è chiamato “lo zio pazzo”, ma anche se dice una sciocchezza al giorno, e forse anche più di una, proprio Trump ha rappresentato (il verbo al passato è solo un augurio) pienamente questa destra preistorica. Intendiamoci, non dimentichiamo che anche i due presidenti Bush hanno dato una mazzata vera al concetto di democrazia, interpretandola nella pratica come un sistema valoriale e un’organizzazione politica e sociale che si potevano imporre con le baionette e non con la loro testimonianza autentica. Sono riusciti a fare mille disastri nel mondo, e purtroppo anche a legare nella mente di molti popoli il concetto di democrazia a ciò che non è e non dovrebbe essere: una finzione.

Ora siamo al bivio definitivo. Lo “zio pazzo” in effetti si è dimostrato non un pazzo bensì una sorta di buffone incapace, a tratti una vera e propria “bestia”, con mezz’America plaudente con le armi in mano. La sua riconferma aprirebbe un solco incolmabile con un’Europa rimasta sola a difendere certi valori liberali. In questo breve ritratto della situazione, per onestà, non possiamo dimenticare che sono ormai decenni che la sinistra statunitense latita. E per questo si consegna all’avversario. È intollerabile che i liberali americani non abbiamo mai progettato e attuato delle vere riforme. Da Roosevelt ad oggi non si è né teorizzata né attuata alcuna forma di autentico Stato sociale. Il pallido tentativo di Obama sulla Sanità è stato distrutto da Trump, ma ci sono voluti decenni prima che si cercasse di porre il problema dell’assistenza in un campo così essenziale. La forbice tra ricchi e poveri è diventata abissale. Il denaro controlla e domina la Politica e la Giustizia. Analogo discorso critico vale per il numero della popolazione carceraria, per la pena di morte, per la diffusione delle armi, ecc.. Possiamo criticare severamente la Cina comunista e i suoi misfatti, quando il Presidente americano, per accaparrarsi una manciata di voti alla vigilia del voto, recupera dopo una settantina d’anni il macabro rito della pena di morte per una povera demente? Una recentissima ricerca segnala che solo in questo spezzone di anno negli Stati Uniti sono state venduti 17 milioni di armi. E per lo più armi da guerra semiautomatiche e automatiche, che possono sparare fino a 15 colpi al secondo. Sembrano fatte a posta per entrare in una scuola e assassinare bambini a caso. Avviene spesso.

Incrociamo le dita: Rien ne va plus.

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