LA CICLABILE DI “MARIA ANTONIETTA”

[Nella foto , una pista ciclabile  alla De Micheli]

Un’urgente opera da compiere con i soldi europei sarebbe una bella sanificazione del Ministero dei trasporti. Lì  alligna un virus pericolosissimo che sta portando allo schianto il paese. Chi avrebbe scommesso un euro che sarebbe stato scovato un ministro più sciocco di Toninelli? Eppure il Pd c’è riuscito, cercando nelle fila degli ex-democristiani leggermente trasformisti. È la ministra Paola De Micheli: la “Maria Antonietta” dell’Italia che sarebbe pre-rivoluzionaria se non fosse addormentata nell’indifferenza.

Nel nostro paese il 40% delle scuole ha una manutenzione carente? Il 20% ha “lesioni strutturali serie”? L’Alitalia è un’idrovora di soldi pubblici? A settembre arriva preciso come un orologio svizzero il disastro idrogeologico? Le infrastrutture sono a pezzi o pericolanti? Allora date agli italiani le “brioches” piddine: una bella pista ciclabile sul distopico ponte sullo stretto di Messina, per facilitare gli incontri tra i figli della mafia e i figli della ‘ndrangheta.

Noi abbiamo altre idee: perché non costruire una bella ciclabile che colleghi Amatrice, il Centro de L’aquila e Norcia? Così i turisti potrebbero ammirare il suggestivo paesaggio di ruderi e constatare de visu le capacità governative della Ricostruzione dopo i terremoti, che fu affidata, guarda caso, proprio all’ingegno della nostra De Micheli… Le disgrazie non vengono mai sole.

Assai meno costosa sarebbe una ciclabile preferenziale da Porta Pia a Palazzo Chigi per consegnare al più presto le dimissioni. Non è necessaria la ghigliottina come per Maria Antonietta, regina di Francia. Si può tagliare la testa solo a chi ce l’ha.

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