POVERO CON FERRARI

Qualche volta, qui, abbiamo riportato delle prime pagine di quotidiani di estrema destra, ma non solo, che aprivano la loro prima pagina o con vere turpitudini  a 9 colonne (vedi “Libero”) o con titoli che non erano che violenti editoriali. Spessissimo sono a caratteri cubitali ma non contengono alcuna notizia del giorno prima. Ci ritroviamo in contrasto con questo andazzo: qualche volta cerchiamo anche all’interno, ma non troviamo da nessuna parte la Notizia con cui noi avremmo “aperto” il nostro giornale. Allora non resta da farcela da soli, una prima pagina… [e.ma.]

SASSUOLO  La Guardia di Finanza ha provveduto al sequestro, su disposizione del tribunale di Bologna che ha accolto la richiesta del magistrato Marco Niccolini, di beni immobili, mobili, mobili registrati e disponibilità finanziarie (intestati anche terzi), riconducibili a imprenditore settantaduenne originario della provincia di Reggio Emilia – formalmente residente in Romania – ma di fatto dimorante a Sassuolo. Il valore dei beni ammonta a un milione di euro.

Tutto ha avuto inizio da una serie di indagini patrimoniali svolte dai finanzieri della Compagnia di Sassuolo che hanno evidenziato una reiterata propensione a delinquere dell’imprenditore, tale da fargli assumere la veste di “grande evasore”, circostanza emersa e rilevata dai numerosi procedimenti penali in carico allo stesso. 

“La storia criminale del settantaduenne – spiega la Finanza –  inizia già verso la fine degli anni ’70 /primi anni ‘80, per poi protrarsi, quasi senza soluzione di continuità, e dopo diverse condanne per bancarotta ed altri reati finanziari intervenute negli anni ’90 e 2000, fino all’ennesima condanna per reati tributari nel maggio del 2019.

In particolare, gli accertamenti svolti, da un lato hanno permesso di rilevare come il soggetto destinatario del provvedimento, nel corso degli anni si sia reso responsabile di diverse condotte penalmente rilevanti in tema di reati fallimentari e schemi fraudolenti in danno dell’erario, dall’altro hanno consentito di evidenziare una palese “sproporzione” tra i redditi dichiarati negli anni e la consistenza patrimoniale accumulata e ricostruita, quest’ultima rappresentata, tra l’altro, da beni immobili intestati alla moglie ed al figlio ma riconducibili al proposto. Le attività illecite poste in essere in circa quaranta anni, avevano consentito al prevenuto un tenore di vita ben più elevato rispetto ai propri redditi dichiarati, tali da consentirgli nel lungo periodo delinquenziale l’acquisto – anche attraverso intestazioni fittizie – di una Ferrari e di un’imbarcazione da diporto, oltre che l’acquisizione di diversi immobili ed investimenti finanziari ed assicurativi”. Più in particolare, le investigazioni patrimoniali svolte, allargate anche al nucleo familiare dell’indagato, hanno consentito di appurare una sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio effettivo per circa 7 milioni di euro, evidenziando, tra l’altro, che in talune annualità il prevenuto dichiarava redditi al di sotto della soglia di povertà e quindi al limite della sopravvivenza; parallelamente, le frodi in danno dell’erario commesse negli anni hanno fatto “collezionare”  all’imprenditore indagato un debito per oltre 12 milioni di Euro,

[da LA GAZZETTA DI MODENA-16 aprile 2020]

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