LA DISCRASIA

Le disgrazie non vengono mai sole. Adesso al Coronavirus si aggiunge lentamente ma inesorabilmente un nostalgica smemoratezza del ventennio di Arcore.

Ritorneranno i tacchi col rialzo, le cene eleganti, gli stallieri assassini e mafiosi, le prescrizioni a raffica, gli indulti, le amnistie, i condoni, le leggi ad personam, Raiset. Si scorgono i primi passi. “Libero” è passato dalle scurrilità quotidiane al “qui lo dico e qui lo nego” d’ogni giorno pur di seguire nelle sue giravolte vorticose il nuovo vero padrone, persino l’ex Agente Betulla già da qualche tempo ha ripreso a far finta d’essere un giornalista e dà lezioni di diritto, si arriverà a rimpiangere l’occasione perduta di avere Previti ministro della giustizia, lui sì che se ne intendeva di giudici e testimoni… E non mancheranno storici che ricostruiranno le gesta memorabili che portarono al compimento  della “rivoluzione liberale” nel nostro paese. Si affolleranno i testimoni di quel glorioso periodo. La più autorevole ha già esternato. Marta Fascina, 30enne sicuramente la nipote più piccola di Mubarak, eletta deputata di Forza Italia a furor di popolo (come si addice a un partito populista), ha dichiarato: «In uno dei periodi più bui per la nostra nazione, alle prese con un nemico invisibile e per questo ancora più pericoloso e infame non ci si può esimere dal rappresentare le evidenti discrasie tra il modus operandi, in un contesto emergenziale, dell’attuale premier Giuseppe Conte e quello dell’ultimo capo di governo democraticamente scelto ed eletto dagli italiani, il nostro Presidente Silvio Berlusconi». Finalmente, come è necessario in uno stato liberale, abbiamo un’opposizione seria, Marta Fascina.

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